C’è una luce fuori dal tunnel?

Un momento della presentazione de "Il sole, le ali e la civetta" presso il Circolo della Libertà di Monza

Un momento della presentazione de “Il sole, le ali e la civetta” presso il Circolo della Libertà di Monza

Nella sola provincia di Monza e Brianza persi, in poco più di due anni, oltre 500 posti di lavoro nel settore del fotovoltaico. Presentata dagli Ecocivici di Monza e Brianza una petizione al Parlamento Europeo per poter accedere al Fondo Europeo per la Globalizzazione a salvaguardia del distretto monzese e dei suoi lavoratori.  

Nel 2011, uno studio promosso dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, evidenziava che le industrie delle rinnovabili nella provincia monzese erano oltre cento, con circa mille addetti e un fatturato di 350 milioni di euro. Oggi, secondo un’analisi condotta da Greenman.it (Istituto per la democrazia partecipativa e la cittadinanza europea), applicando a Monza e Brianza il trend manifestatosi a livello nazionale, è plausibile ipotizzare che sono stati persi circa 500 posti di lavoro, con una riduzione del fatturato di circa 170 milioni di euro. Una crisi iniziata nel 2012 con il fallimento di Solarday a cui sono seguite la chiusura di MX Group e di altre aziende della zona come Compel Electronic SpA (con stabilimenti a Cornate, Concorezzo e Agrate, 150/200 lavoratori in esubero) e Enerpoint (unità produttiva a Nova Milanese e circa 40 lavoratori interessati dalla CIGS).

Una situazione che si è aggiunta alla già pesante crisi industriale e occupazionale di una delle zone più operose d’Italia, dove oggi non si contano più i capannoni con l’insegna vendesi o affittasi. Tra questi, anche quelli di Villasanta, dove una volta MX Group, uno dei primi produttori italiani di moduli fotovoltaici, produceva a ritmo serrato occupando un centinaio di persone. E fin qua i fatti sono noti.

Una crisi non solo congiunturale ma anche strutturale e soprattuto di sistema. Il GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaico Italiano) ha evidenziato che, nel 2011, l’industria italiana del settore ha perso 8000 addetti, subendo una riduzione della forza lavoro del 50% e un dimezzamento del fatturato. Nei primi nove mesi del 2013 i lavoratori in cassa integrazione sono stati quasi 4.000, con un ricorso ad ore di CIG, più che raddoppiato rispetto al 2012. I continui “cambiamenti di rotta” del Governo italiano in materia di incentivi destinati al settore, la concorrenza internazionale e la delocalizzazione industriale tra i primi responsabili di questa crisi.

Una situazione da cui, secondo molti, si sta uscendo con grande fatica. Solo Solsonica, produttore italiano di moduli fotoovoltaici con sede a Rieti, riprenderà la produzione in primavera, sia pur con numeri e occupati inferiori al passato.  Degli altri produttori nessuna traccia, nè tantomeno ci sono propositi da parte del management di riprendere le attività.

Una delle strade, quantomeno da tentare per non lasciare nulla di incompiuto, potrebbe essere quella di accedere al Fondo Europeo per la Globalizzazione, fondo previsto dalla Comunità Europeo per la riqualificazione sul mercato di lavoratori in crisi, soprattutto in settore strategici come quello della green economy. Un fondo a cui anche i lavoratori di First Solar (principale produttore mondiale di pannelli in silicio amorfo) hanno fatto ricorso dopo l’annuncio della casa madre americana di voler chiudere lo stabilimento di Francoforte con il relativo licenziamento di oltre un migliaio di persone.

Il prossimo 3 febbraio gli Ecocivici di Monza e Brianza, promotori della petizione a favore dei lavoratori del comparto rinnovabili della zona con il sostegno dei Verdi europei, saranno ricevuti a Bruxelles per discutere di un progetto europeo pilota che dovrebbe poter portare alla creazione di un vero e proprio distretto del fotovoltaico in zona, oltre alla possibilità di far accedere i lavoratori brianzoli al fondo per la globalizzazione. Un flagship project riproducibile in altre realtà nazionali attraversate dalla stessa crisi, come ad esempio il distretto che fino a un paio di anni fa occupava in provincia di Padova oltre 5000 persone, tra lavoratori e indotto.

Di questo e d’altro si è discusso il 25 gennaio scorso in occasione delle primarie dei Verdi Europei durante le quali è stato presentato “Il sole, le ali e la civetta”. Intervenuti, oltre all’autrice, Roberto Albanese e Luca Micucci, di Ecocivici MB.

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