Articoli Commentati ‘incentivi’
Il minestrone al sapore di porro
martedì, maggio 21, 2013Un’articolo de il Giornale a firma del vice direttore, Nicola Porro, parla di “una nuova spremitura” al fotovoltaico. Se la cosa fosse confermata ancora una volta nessun beneficio per le tasche dei cittadini ma solo un nuovo introito per lo Stato.
“Con una mano ti dò, con l’altra ti levo” e, ancora una volta, a beneficiarne è lo Stato. Questa volta non stiamo parlando del conto energia (la forma di finanziamento al fotovoltaico nda) ma di una nuova forma di tassazione che, secondo quanto ha riportato Nicola Porro su Il Giornale di sabato 15 maggio, il Governo vorrebbe applicare agli interessi passivi pagati attualmente dagli operatori per il finanziamento concesso loro dalle banche. O, per meglio dire, vorrebbe rendere indetraibili questi interessi che, secondo i conti del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, rappresenterebbero un bel bottino: ben 500 milioni di euro. Ecco allora che, dopo aver concesso incentivi da capogiro nei primi anni delle vacche grasse del settore, arrivano i tecnici del ministero con la ricetta giusta per rispettare il contratto stipulato con i produttori (il conto energia è da ritenersi a tutti gli effetti tale) ed essere comunque sicuri di avere il tornaconto per le casse dello Stato. Gli interessi alle banche vanno pagati e allora perchè non metterci le mani. Del resto i produttori di energia rinnovabile sono quelli che hanno avuto di più, perlomeno secondo gli altri produttori di energia convenzionale. Anzi, hanno addirittura goduto di ben due benefici: l’incentivo statale e lo sgravio fiscale. Tertium non datur.
Come al solito però è cambiare le regole in corsa d’opera che non è corretto e soprattutto scoraggia gli investitori. Peraltro, proprio gli investimenti sugli impianti fotovoltaici sono stati per anni presi d’assalto dagli operatori stranieri con buona pace del Governo che potrebbe invitarli a “restituire” quanto ricevuto. L’intervento di “spremitura”, se attuato dai tecnici dei Ministeri Ambiente e Sviluppo Economico, potrebbe interessare i prossimi dieci anni.
Come al solito, per usare il Porro pensiero che su Il Giornale cura il blog “la zuppa di porro”, un bel minestrone su cui ancora non ci sono certezze ma solo ipotesi giornalistiche. Unica certezza è che, con lo zuppone riscaldato, ci stanno servendo un conto un po’ troppo salato o quantomeno non hanno nessuna intenzione di ridurlo.
”Oggi il costo dell’energia in Italia e’ piu’ alto rispetto a tutti gli atri partner europei e internazionali”, ha dichiarato stamane Enrico Letta intervenendo al Senato nel corso dell’informativa sul prossimo consiglio europeo. E allora, abbassiamolo con altre tasse perchè, comunque vada, la pancia dello Stato è sempre piena. Sicuramente le nostre bollette non ne beneficieranno.
“Il sole, le ali e la civetta”, da fine maggio in libreria
martedì, maggio 7, 2013Un’inchiesta che alterna momenti di fiction alla ricostruzione giornalistica. Otto episodi di invenzione si accompagnano alla realtà dei fatti, per far meglio comprendere come sono andate le cose negli ultimi anni in Italia sul fronte delle energie rinnovabili e chi ne sono stati i protagonisti.
Collana A Voce Alta – Alpine Studio Editore – Prezzo di copertina, 13,00 euro
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Tra innovazione e consapevolezza c’è di mezzo l’informazione
lunedì, maggio 6, 2013Presentato a Milano l’Osservatorio Permanente sull’energia istituito da GDF Suez Italia in collaborazione con The European House-Ambrosetti e il Politecnico di Milano.
“Italiani ancora troppo poco informati ma molto interessati al tema dell’innovazione”. E’ questo uno dei dati emersi dall’indagine demoscopica condotta da ISPO su “Le opinioni e gli atteggiamenti delle famiglie italiane verso alcune soluzioni di innovazione energetica”. Agli italiani piacciono i temi ambientali e il 90% si dice disposto ad adottare comportamenti di risparmio energetico perché, dicono, potrebbe ridurre il peso della bolletta. Il fattore ecologico è predominante per l’89% degli intervistati che associa anche l’innovazione energetica alla possibilità di lasciare un pianeta migliore alle prossime generazioni. Al secondo posto (85% degli intervistati) viene il fattore economico, cioè ridurre il peso della bolletta e approfittare degli incentivi per effettuare ristrutturazioni di una certa importanza.
Il risparmio dell’energia è quindi un’opportunità che però, come spesso succede, si scontra con la reale percezione del problema. Una famiglia su due, secondo l’indagine presentata stamattina da Renato Mannheimer, ha l’impressione di non saperne abbastanza su quali sono le soluzioni pratiche; per il 73% sono i doppi vetri o i serramenti, per il 63% l’illuminazione tramite LED e, a seguire, gli impianti fotovoltaici, quelli solari termici, le caldaie ad alta efficienza e, all’ultimo posto (21%), i sistemi di domotica.
La Lousiana della green economy
mercoledì, febbraio 20, 2013Schiavi del fotovoltaico: nuovo blitz in Salento, scoperti 564 irregolari. Le indagini partite due anni fa con lo scandalo della società Tecnova che sfruttava i migranti per la costruzione dei parchi energetici nelle campagne del Salento. Una storia che fece indignare tutta l’Italia e che oggi Repubblica, pagine di Bari, riporta alle cronache.
Costretti a lavorare nei campi di silicio, nei parchi fotovoltaici del Salento, sottopagati e pesantemente sfruttati; senza che gli fossero riconosciuti i diritti in materia retributiva, assistenziale e previdenziale. La piaga degli immigrati tenuti come schiavi dai padroni dell’energia segna un nuovo capitolo, dopo la pagina nera dell’aprile del 2011 quando scoppiò lo scandalo Tecnova e la rivolta dei migranti che si ribellarono per ottenere il pagamento della loro mano d’opera, denunciando le condizioni in cui venivano ridotti, pur di lavorare.
La guardia di finanza di Brindisi ha scoperto 329 lavoratori impiegati in nero nei campi fotovoltaici e altre 235 persone per le quali sono state riscontrate irregolarità di tipo contributivo. Di questi, moltissimi sono stranieri di origini africane. In tutto, sono state rilevate dai militari del nucleo di polizia tributaria 564 posizioni irregolari. Le nuove indagini scaturiscono proprio dagli arresti di 15 persone fatti due anni fa nell’ambito della complessa attività investigativa che portò alla scoperta di un’associazione per delinquere e interessava in particolare la società Tecnova, operativa tra Brindisi e Lecce.
Mentre gli accertamenti sono in corso, anche il Comune di Brindisi si è costituito parte civile con due distinte delibere della giunta municipale. Secondo il Quotidiano di Puglia, pur non essendo esplicitato quali sono i processi in questione, basta dare un’occhiata ai nomi delle persone contro le quali il Comune si è costituito, ossia Javier Ignacio Ledesma Romero (già implicato nel caso Global Solar Fund e nel frazionamento illegale dei terreni), oltre ad Antonio Colangelo (presumibilmente indagato nell’operazione Helios sulle attività dei fratelli DeGennaro). Il primo procedimento ha a che fare con i cosidetti “schiavi” del fotovoltaico della Tecnova, mentre il secondo riguarda la lottizzazione abusiva e la indebita percezione di contributi europei per undici milioni di euro.
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L’incentivo all’auto elettrica è online
venerdì, febbraio 8, 2013
Ecco arrivare i tanto attesi incentivi ai veicoli ecologici: il Decreto Attuativo del Ministero per lo sviluppo economico è già stato approvato e si attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo è già online il sito del Ministero dello Sviluppo Economico www.bec.mise.gov.it, dedicato alle agevolazioni per l’acquisto di auto verdi a basse emissioni (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno). Il decreto attuativo è stato finalmente firmato e i 120 milioni di euro previsti nel triennio 2013-2013 sono stati resi disponibili.
Il Ministero si è appoggiato a Invitalia per predisporre un primo strumento operativo e il sito Internet raccoglie le informazioni fondamentali. A breve saranno on line anche modulistiche e quanto necessario per approntare le richieste e finalmente dare impulso al settore. Oltre alla possibilità di sapere in tempo reale lo stato dell’arte dei fondi disponibili.
Gli incentivi per il triennio 2013-2015, hanno uno stanziamento globale di 120 milioni di euro e sono rivolti alla diffusione di veicoli ad alimentazioni alternative (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2), allo scarico, non superiori a 120 g/km
C’è chi scende e c’è chi sale
lunedì, febbraio 4, 2013Mentre i giornali veneti dedicano ampi spazi al primato del Nord Est d’Italia nel consumo di energia solare, è ufficiale la notizia che X Group, azienda veneta produttrice di celle solari, è in liquidazione
Una famiglia veneta su 30 autoproduce l’energia con pannelli solari, in Friuli Venezia Giulia la percentuale si alza a una su 20. Sono i dati pubblicati oggi dai principali quotidiani veneti e resi noti da Enel Distribuzione che nel 2012 ha concluso l’allacciamento di quasi 20.000 nuovi impianti fotovoltaici (record a Treviso e Padova), cinquemila nuovi impianti in Friuli. L’energia solare che si produce oggi soddisfa le necessità di 1,2 milioni di famiglia in entrambe le regioni, per un investimento complessivo di 7,5 miliardi di euro (due terzi in Veneto).
E mentre Enel festeggia un anno di importanti risultati c’è chi, proprio a pochi chilometri da Padova, deve fare i conti con la liquidazione di quello che è stato il primo produttore italiano di celle solari e moduli fotovoltaici e che fino allo scorso mese di febbraio impiegava circa 200 persone negli stabilimenti di San Pietro Viminario e Latina.
E’ di oggi infatti la notizia riportata da Photon che XGroup Spa ha avviato il processo di liquidazione, dopo aver dato il via alla procedura di concordato preventivo lo scorso 16 novembre 2012.
Rinnovabili Italia Serbia: c’è (troppo) fermento
sabato, febbraio 2, 2013Mentre le aziende italiane vanno in Serbia, Securum Equity Partners annuncia di voler entrare nel business delle autorizzazioni in Italia: chi partecipa all’operazione
Ecco che, a distanza di un anno, il tanto atteso accordo intergovernativo tra Serbia e Italia sulla collaborazione in campo energetico è entrato in vigore. Un accordo che consentirà alla Serbia di sviluppare ulteriormente la propria produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili e all’Italia di essere più vicina al raggiungimento al 2020 dell’obiettivo del 17% di fonti rinnovabili fissato in ambito europeo. Il tutto in nome e per conto della cooperazione industriale e dell’integrazione dei paesi balcanici nell’area europea.
Ed è proprio la produzione di energia il settore dove stanno confluendo i maggiori investimenti e dove alcune aziende italiane si sono già collocate. A luglio 2010 la Seci Energia ha siglato un accordo con Elektroprivreda Srbije (la Enel serba) che prevede la costituzione di una joint company “Ibarske Hidroelektrane”, con il 51% di partecipazione italiana per la costruzione di dieci centrali idroelettriche sul fiume Ibar (investimento iniziale stimato di 283,5 milioni di euro).
Ma gli scambi, almeno secondo quanto riportato da il Mondo, non sono solo dall’Italia verso la Serbia ma viceversa. “Il sole della Serbia splenderà in Italia”, così titolava il settimanale economico il 18 gennaio scorso, riportando un’intervista fatta a Dimitri Passaro, co-amministratore delegato e direttore finanziario di Securum Equity Partners, società di venture capital management che il 30 ottobre scorso ha ufficialmente sottoscritto un accordo quadro con la Repubblica di Serbia per la realizzazione del parco fotovoltaico più grande al mondo, denominato OneGiga, la cui costruzione è affidata all’italiana MX Group
Dai campi ai Tribunali
martedì, gennaio 29, 2013I carabinieri del Noe tornano a San Donaci in provincia di Lecce e spengono il campo fotovoltaico
Una vicenda che sembra non voler finire, passata dai campi della Puglia alle aule dei Tribunali. E’ la storia (infinita) dei campi fotovoltaici e delle società legate al Global Solar Fund di cui più volte abbiamo raccontato gli sviluppi
Cinque mila metri quadrati di campi fotovoltaici intestati alle società Ecopower 2007, Girasole, Geos e Photos (già coinvolte nelle inchieste del Globar Solar Fund), sono stati nuovamente sequestrati ieri. L’iniziativa è del procuratore Pierangelo Ghizzardi che ancora una volta ha riscontrato dei frazionamenti fittizi, ordinando il sequestro degli impianti e l’interruzione dell’erogazione degli incentivi. Un’indagine senza fine che ha visto il sequestro degli impianti il 21 marzo 2011, poi successivamente dissequestrati per ordine del Tribunale del Riesame di Brindisi.
E il modus operandi è sempre lo stesso. Cinque dichiarazioni di inizio attività presentate dalle società per poter realizzare l’impianto in tempi brevi (ed evitare la valutazione di impatto ambientale per un unico grande parco) che vanno ad aggiungersi, oggi, a nuove prove. Per la Dia (dichiarazione di impatto ambientale) le cinque società avevano presentate i documenti tutti lo stesso giorno (il 16 ottobre del 2007), così come per le dichiarazioni di assenso all’utilizzo dei terreni (il 143 ottobre 2007). Delle strane coincidenze su cui gli uomini di Ghizzardi stanno indagando mentre gli impianti sono fermi con i sigilli ai cancelli e l’erogazione degli incentivi bloccata.
Le mani delle cosche sulle energie rinnovabili
mercoledì, gennaio 23, 2013In un lungo reportage Anthony Faiola, giornalista del Washington Post, racconta come la Mafia in Sicilia si sia infiltrata nel settore dell’energia sostenibile, controllandone una buona fetta del mercato.
Ancora una volta è un quotidiano straniero (anni fa fu il Financial Times con il reportage su l’operazione “Via col Vento”) a denunciare gli illeciti nel sistema delle energie rinnovabili mentre la grande stampa italiana sembra disinteressarsene. Eppure non mancano gli spunti, degni di una puntata dei Soprano, come scrive lo stesso cronista del Post.
Un mese fa, racconta il quotidiano, dopo anni di infiltrazioni la polizia italiana ha portato alla luce la nuova frontiera delle famiglie di Cosa Nostra. “Sono stati sequestrati un terzo dei 30 impianti eolici e solari della regione: le autorità hanno congelato più di due miliardi di beni e arrestato una dozzina di boss, che avevano corrotto diversi consiglieri locali per poter sviluppare i propri affari“, continua il Washington Post spiegando che i controlli continuano anche sugli impianti della Puglia e della Sardegna.
“Da quando si è sviluppato il business delle rinnovabili la Sicilia è diventata un piatto ricco per tutti, visto che è la regione d’Italia con più sole e vento – racconta il giornale del District of Columbia – E il governo ha iniziato a offrire miliardi di fondi per far ripartire la regione con il nuovo business, che non sono passati inosservati agli occhi delle famiglie malavitose”. Che in questo modo potevano continuare il loro cammino verso un nuovo modo di fare affari: ‘ripulendo’ i soldi.
“La mafia sta contaminando l’economia riciclando i suoi soldi in business legali – racconta al Washington Post Michele Polo, professore di economia alla Bocconi di Milano – E insieme all’evasione fiscale e alla corruzione questo è uno dei tre grandi problemi dell’Italia“.
“La partita di giro” delle bollette elettriche e del gas
lunedì, gennaio 14, 2013Per cercare di capire come questa campagna elettorale sia realmente vicina ai problemi della gente ho voluto usare il motore di Google inserendo due voci: prima “IMU e campagna elettorale” e poi, “caro bollette e campagna elettorale”.
Nel primo caso sono comparsi ben 761.000 risultati, il più recente di un’ora fa; nel secondo, 453.000 risultati di cui l’ultimo risale al 5 settembre 2012. Un semplice esempio per cercare di spiegare come i messaggi politici, di qualsiasi schieramento, siano soliti cavalcare attraverso i media ciò che ritengano faccia audience, dimenticando invece che sì l’IMU è un meccanismo regressivo ma ancora di più lo sono l’aumento dei cosiddetti consumi obbligati. Tra questi figurano le spese destinate alle bollette elettriche e a quelle del gas. E per riscaldare le proprie case nel primo trimestre di quest’anno gli italiani spenderanno l’1,7 per cento in più, circa 22 euro. Un meccanismo regressivo che colpisce i consumatori in modo indiscriminato, in particolare le famiglie a basso reddito; il costo del gas è uguale per tutti, come la benzina, con la differenza che il consumo di gas è pressoché irrinunciabile.


