Articoli Commentati ‘green job’
La Lousiana della green economy
mercoledì, febbraio 20, 2013Schiavi del fotovoltaico: nuovo blitz in Salento, scoperti 564 irregolari. Le indagini partite due anni fa con lo scandalo della società Tecnova che sfruttava i migranti per la costruzione dei parchi energetici nelle campagne del Salento. Una storia che fece indignare tutta l’Italia e che oggi Repubblica, pagine di Bari, riporta alle cronache.
Costretti a lavorare nei campi di silicio, nei parchi fotovoltaici del Salento, sottopagati e pesantemente sfruttati; senza che gli fossero riconosciuti i diritti in materia retributiva, assistenziale e previdenziale. La piaga degli immigrati tenuti come schiavi dai padroni dell’energia segna un nuovo capitolo, dopo la pagina nera dell’aprile del 2011 quando scoppiò lo scandalo Tecnova e la rivolta dei migranti che si ribellarono per ottenere il pagamento della loro mano d’opera, denunciando le condizioni in cui venivano ridotti, pur di lavorare.
La guardia di finanza di Brindisi ha scoperto 329 lavoratori impiegati in nero nei campi fotovoltaici e altre 235 persone per le quali sono state riscontrate irregolarità di tipo contributivo. Di questi, moltissimi sono stranieri di origini africane. In tutto, sono state rilevate dai militari del nucleo di polizia tributaria 564 posizioni irregolari. Le nuove indagini scaturiscono proprio dagli arresti di 15 persone fatti due anni fa nell’ambito della complessa attività investigativa che portò alla scoperta di un’associazione per delinquere e interessava in particolare la società Tecnova, operativa tra Brindisi e Lecce.
Mentre gli accertamenti sono in corso, anche il Comune di Brindisi si è costituito parte civile con due distinte delibere della giunta municipale. Secondo il Quotidiano di Puglia, pur non essendo esplicitato quali sono i processi in questione, basta dare un’occhiata ai nomi delle persone contro le quali il Comune si è costituito, ossia Javier Ignacio Ledesma Romero (già implicato nel caso Global Solar Fund e nel frazionamento illegale dei terreni), oltre ad Antonio Colangelo (presumibilmente indagato nell’operazione Helios sulle attività dei fratelli DeGennaro). Il primo procedimento ha a che fare con i cosidetti “schiavi” del fotovoltaico della Tecnova, mentre il secondo riguarda la lottizzazione abusiva e la indebita percezione di contributi europei per undici milioni di euro.
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Imprese verdi, arrivano 460 milioni
lunedì, gennaio 28, 2013Diventa operativo un nuovo canale di finanziamento a tasso agevolato a sostegno delle imprese che operano nella green economy. Le agevolazioni saranno vincolate all’assunzione di under 35. Ma, nel caso in cui gli assunti siano superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti previsti dal progetto finanziato deve essere riservato a laureati di età non superiore a 28 anni. La leva finanziaria da cui attinge le risorse il nuovo strumento agevolativo si chiama «fondo Kyoto» ed è stato istituito con l’articolo 1, comma 1111, della legge 296/2006.
Il budget a disposizione per l’occupazione giovanile in progetti di green economy ammonta a 460 mln di euro; di essi 10 mln sono riservati ai progetti di investimento proposti da società a responsabilità limitata semplificata (srls), mentre 70 mln sono destinati a finanziare interventi di riqualificazione nel sito di interesse nazionale denominato Sin di Taranto. I cui comuni interessati (con le relative planimetrie) saranno presto individuati in una lista, che sarà pubblicata sul sito del dicastero dell’ambiente, www.minambiente.it.
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Lavoro per i giovani: illusione o realtà?
mercoledì, gennaio 23, 2013Scarsa propensione delle aziende ad assumere e turnover bloccati, i principali ostacoli che un giovane laureato deve superare. Tra le probabili ricette, le assunzioni da parte delle aziende con vocazione green
Trovare lavoro oggi, per un neolaureato, è una lunga corsa ostacoli dove le referenze e l’esperienza ‘sul campo’ contano piu’ del titolo di studio. E se per un giovane su quattro le difficolta’ principali sono i turnover bloccati e le imprese che non assumono a causa spesso della crisi economica, la richiesta che fanno i ragazzi e’ chiara e semplice: ”piu’ meritocrazia e piu’ integrazione nei progetti aziendali”.
A fotografare la realta’ dei giovani nel mondo del lavoro e’ una ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino in occasione del Premio di Laurea Sanpellegrino Campus, attraverso un sondaggio online in collaborazione con Tesionline su piu’ di 11mila laureati e studenti universitari italiani, ”per capire quali sono i problemi, i bisogni e le aspettative nei confronti del mondo del lavoro e delle aziende”. Per entrare nel mercato del lavoro, dicono 6 giovani su 10, ”neanche la laurea da sola basta a trovare un impiego”.
Gli insospettabili della green economy
giovedì, novembre 29, 2012
Che le energie rinnovabili fossero un buon business, con ritorni certi garantiti dallo Stato e per questo particolarmente attrattive per fondi di finanziamento, multinazionali e imprenditori dell’ultima ora, è ormai noto da tempo. Che invece, intorno a questo nuovo mercato, si muovesse e si fosse organizzato un vera e propria rete di insospettabili non necessariamente legati alla malavita organizzata, è un dato inedito che deve preoccupare.
Il boom delle energie pulite, almeno in Italia, è riuscito a far esplodere un nuovo fenomeno imprenditoriale che si occupa prevalentemente di sfruttare e intercettare le opportunità che un business (meglio se abbondatemente sussidiato e ben poco regolato) può offrire. Ma sia la malavita che i nuovi eco-criminali, nulla potrebbero senza l’aiuto della criminalità eco-finanziaria, abile nel muoversi a livello transazionale, soprattutto per riciclare denaro sporco.
Uno scenario che questo blog ha raccontato in anteprima più volte e che emerge con evidenza dall’indagine “Green Clean Market”, curato dal RISSC, Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità e supportato da Transparency International Italia nell’ambito della Siemens Integrity Initiative.
Green Italy 2012, 1 impresa su 4 è verde
martedì, novembre 6, 2012Presentato a Roma il rapporto “Green Italy 2012“di Unioncamere e Fondazione Symbola realizzato con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Quello che ne emerge è che quasi 1 impresa su 4, il 23,6%, puntano sulla green economy per superare la crisi. Il 38,2% delle assunzioni sono in settori “verdi” dell’economia.
Lo studio scatta una fotografia dello stato dell’arte in Italia per le eco-imprese, una «peculiarità» della nostra industria legata alla «riconversione in chiave ecosostenibile dei comparti tradizionali»: dalla chimica alla farmaceutica all’high-tech, passando per l’agroalimentare e l’industria tessile ed edilizia, fino ai servizi, senza dimenticare rinnovabili e rifiuti.
Per Symbola e Unioncamere si tratta di una «rivoluzione verde che attraversa il Paese da nord a sud, tanto che nelle prime 10 posizioni per diffusione delle imprese che investono in eco-tecnologie ci sono 4 regioni settentrionali e 6 del centro-sud». Alta la propensione all’innovazione: «Il 37,9% di queste imprese hanno introdotto innovazioni di prodotto o di servizio nel 2011, contro il 18,3% delle imprese» meno verdi. Lo stesso vale per «la propensione all’export: il 37,4% vanta presenze sui mercati esteri (contro il 22,2% di chi non investe nell’ambiente).
Manager della sostenibilità: non più un mestiere per pochi
venerdì, novembre 2, 2012La professionalità, quando si tratta di green economy e di sostenibilità, non si improvvisa. Parola del CSR Manager Network (l’Associazione che ha riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità delle maggiori imprese italiane promossa da Altis e ISVI) che recentemente ha presentato una ricerca su “La professione della CSR in Italia”.
Sono uomini ma soprattutto donne (il 56,7%), tra i 31 e i 40 anni, con una laurea o un master in ambito economico, che oggi si trovano a guidare un’azienda in un mondo dove il consumismo comanda ma la consapevolezza è d’obbligo.
E secondo i dati della ricerca, non hanno di che lamentarsi. Guadagnano tra i 70000 e gli 80000 euro all’anno, riportano al Presidente o al Ceo e si occupano prevalentemente di rendicontazione agli investitori e agli altri interlocutori chiave, rapporti con gli stakeholder e gestione responsabile dei fornitori. Gestisceono budget annui di tutto rispetto, circa 200 mila euro di media, ma con qualche picco superiore ai 900 mila.
Occupazione e conti in rosso
giovedì, ottobre 4, 2012Produzione ormai ferma alla Helios di Carmignano del Brenta e cassa integrazione per la Ecoware, entrambe controllate da Aion Renewables
Ed eccomi di nuovo in quel di Padova, questa volta non come inviata ma come semplice “ripetitore” di notizie. E la notizia, ahimè, non smentisce la precedente, anzi la conferma.
Lunedì prossimo (8 ottobre nda) i lavoratori della Helios di Carmignano del Brenta (tra i primi produttori italiani di moduli fotovoltaici fino all’anno scorso) e della Ecoware (azienda padovana specializzata nella realizzazione di impianti solari) saranno in piazza, davanti alla sede della provincia, per protestare. Da più di due anni passano da una cassa integrazione all’altra.
Sul banco degli imputati, almeno secondo quanto riporta il Mattino di Padova, le politiche del Governo che non favoriscono le energie rinnovabili. Da più di una settimana il reparto di produzione della Helios è fermo mentre il reparto produzione celle è in cassa integrazione da agosto. Alla Ecoware invece tutti gli operai sono in cassa integrazione e insieme a loro qualche impiegato perchè, dicono le rappresentanze sindacali, “l’azienda ha ceduto dei cantieri”. Secondo un comunicato di Cgil e Cisl i magazzini sono pieni di materiale e da quando è arrivato il nuovo azionarato (Aion Renewables nda), si è smesso di lavorare sulla manutenzione, abbandonando un pacchetto importante di lavori”.
Ma come già detto la crisi di queste due aziende risale all’anno scorso e viene da molto lontano. Spinta, tra gli altri, dai venti freddi della Russia.
Power One, a casa gli interinali
lunedì, ottobre 1, 2012Secondo quanto riportato dall’Unità edizione di Firenze di oggi, anche alla Power One di Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo, c’è aria di incertezza. L’azienda, portata ad esempio dal Ministro Clini come fiore all’occhiello dell’innovazione su territorio italiano, divenuta negli ultimi 5 anni il secondo produttore mondiale di inverter fotovoltaici ed eolici e famosa per fatturati da record e nuove assunzioni, non vuole sentire parlare di lavoro a tempo indeterminato.
A lanciare l’allarme le rappresentanze sindacali e le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm che, fanno sapere, “nonostante i proclami sulle assunzioni fatte negli scorsi mesi, l’azienda non intende confermare i lavoratori a tempo determinato“.
Green jobs come ricetta anticrisi
giovedì, settembre 27, 2012I pro e i contro dalla voce dei professionisti (tra cui la mia)
(di Silvia Ilari) Lo sostiene da tempo l’economista Jeremy Rifkin: una rivoluzione fondata sulla produzione diffusa delle energie rinnovabili e sulle reti intelligenti può, a suo dire, portare l’Italia fuori dalla crisi. Per questo è utile gettare un occhio ai mestieri “green”: esistono? Bisogna inventarseli? Danno qualche possibilità concreta? A giudicare dalle testimonianze, sembrano una soluzione concreta all’assenza di impieghi negli altri settori. Eco-Blogger, eco-avvocati ed architetti “green”, il mercato delle professioni ecosostenibili appare come un settore in continua evoluzione, aperto alle idee e alle influenze di ciascuno e soprattutto dell’estero.
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L’indifferenza che ci uccide
giovedì, settembre 20, 2012La storia di oggi la possiamo definire “una come tante in Italia”. Già vista, già raccontata, già vissuta. Ormai non è neanche più notiziabile perchè ripetuta troppe volte. E’ la storia di tanti, troppi “Mimì metallurgici” feriti nell’onore e che, aggiungo rubando la battuta a Vergassola, in questa storia sono anche stati presi in giro “per benino” (come direbbero del resto i fiorentini).
Sto parlando di quei 350 lavoratori ex Electrolux, ex ISI, oggi quasi persino ex operai (a novembre scade la cassa integrazione straordinaria) che da tre anni aspettano delle risposte e di cui questo blog si è occupato più volte.
Le risposte non sono mai arrivate, le promesse invece sì e pure tante. L’area industriale di Scandicci, in cui gravitano centinaia di famiglie e un indotto che coinvolge almeno due province, avrebbe dovuto diventare un bell’esempio di riqualificazione industriale. Dall’industria impattante della produzione di frigoriferi a quella più pulita dell’energia solare. Chi aveva scommesso allora, su questo progetto, è oggi agli arresti domiciliari per truffa ma questo non basta a restituire il lavoro.

