Articoli Commentati ‘biomasse’

Gli insospettabili della green economy

giovedì, novembre 29, 2012

Che le energie rinnovabili fossero un buon business, con ritorni certi garantiti dallo Stato e per questo particolarmente attrattive per fondi di finanziamento, multinazionali e imprenditori dell’ultima ora, è ormai noto da tempo. Che invece, intorno a questo nuovo mercato, si muovesse e si fosse organizzato un vera e propria rete di insospettabili non necessariamente legati alla malavita organizzata, è un dato inedito che deve preoccupare.

Il boom delle energie pulite, almeno in Italia, è riuscito a far esplodere un nuovo fenomeno imprenditoriale che si occupa prevalentemente di sfruttare e intercettare le opportunità che un business (meglio se abbondatemente sussidiato e ben poco regolato) può offrire. Ma sia la malavita che i nuovi eco-criminali, nulla potrebbero senza l’aiuto della criminalità eco-finanziaria, abile nel muoversi a livello transazionale, soprattutto per riciclare denaro sporco.

Uno scenario che questo blog ha raccontato in anteprima più volte e che emerge con evidenza dall’indagine “Green Clean Market”, curato dal RISSC, Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità e supportato da Transparency International Italia nell’ambito della Siemens Integrity Initiative.

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Una piccola storia di ordinaria energia pulita

martedì, settembre 4, 2012

Dalla Val di Cornia
Ci sono delle storie che, apparentemente, sembrano di poco interesse perché troppo legate al territorio ma che, a guardarle bene, meritano di essere raccontate.

E’ il caso dell’impianto a biogas di Suvereto (nella Val di Cornia in provincia di Livorno), uno dei borghi più belli d’Italia, dove vivono oltre 3000 abitanti, noto per le produzioni viti-vinicole ma anche per i boschi di sughero.

Ed è da questo piccolo paese, dove una volta all’anno tutti gli abitanti scendono per strada vestiti da dame e cortigiani, che ha inizio la nostra storia.

Una storia moderna, dove il protagonista è un impianto a biomasse che dovrebbe sfruttare le risorse agricole per dare elettricità alla città. Palcoscenico della storia, il borgo medioevale che, pur non avendo un movimento di cittadini nostalgici delle candele, non vuole questo mostro della tecnologia moderna.

E già perché un impianto di queste dimensioni, pulito e rinnovabile finchè si vuole, ha bisogno di 16 mila tonnellate di combustibile che nulla ha a che fare con la produzione agricola esistente, senza contare l’andirivieni di camion per trasportare il materiale da bruciare nella bocca di fuoco del mostro. Venti camion al giorno su stradine di campagna cariche di materiale agricolo da “biodigestionare” perché il territorio non ne produce in quantità tale da rendere la centrale autosufficiente. Nel progetto poi si parla anche della costruzione di un bacino di raccolta di acque provenienti dal fiume Cornia per irrigare le coltivazioni di mais nel periodo da novembre a marzo e qui, la storia si fa triste. In questa zona l’emergenza idrica è un grosso problema  e per mesi spesso non piove (quest’anno da maggio non cade una goccia d’acqua).

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No il biogas nel mio giardino

lunedì, giugno 18, 2012

Il Far West all’italiana quando si parla di regole e autorizzazioni per gli impianti a biogas

Cosa ci fanno quattrocento persone stipate in una ex-bocciofila di un paese della bassa bolognese in un’afosa serata estiva? Saranno lì per la solita sagra penserete. Macché, sono lì attente per ascoltare una raffica di interventi che parlano di biogas, di biomasse, di energie rinnovabili più o meno sostenibili, di procedure amministrative, di piani energetici ecc. ecc.

E’ questa una delle cronache dei tanti movimenti “no biogas” che si possono leggere on line e che non riguardano più solo pochi esempi.

Per il 2012 è prevista infatti la realizzazione di mille impianti alimentati a biogas (gli scarti delle deiezioni degli allevamenti) che dovranno sorgere in Italia.

Gli impianti nel 2000 erano dieci, passati a 591 del 2011 per arrivare agli oltre mille previsti nel 2012, soprattutto nel Nord Italia

 

REGIONE N. IMPIANTI
Val d’Aosta 1
Piemonte 72
Lombardia 210
Trentino Alto Adige 33
Friuli Venezia Giulia 17
Veneto 78 78
Emilia Romagna 63
Toscana 8
Marche 6
Umbria 8
Lazio 4
Abruzzi e Molise 3
Campania 3
Basilicata 3

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L’ambiente senza politica e senza tutele

mercoledì, maggio 2, 2012

Il Lago di Burano (GR)Mentre in Italia avanza il vento dell’antipolitica e l’insofferenza verso tutto ciò che si definisce partito o pseudo tale, sul territorio iniziano a prendere il sopravvento nuovi furbi e furbetti che, approffittando della situazione di caos, portano avanti progetti contro la volontà dei cittadini.

Uno di questi, il caso dell’impianto a biomasse di Capalbio che, come denunciato anche da Furio Colombo su le pagine de il Fatto Quotidiano, metterebbe a rischio una zona di alto pregio ambientale come quella del Lago di Burano. Il progetto prevede infatti l’uso di 500 ettari di terreno agricolo per la produzione di 160mila quintali di biomassa.

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Biomasse: le grandi dimenticate

venerdì, giugno 24, 2011

Lunedì 28 giugno a Milano, la presentazione del Biomass Energy Report del Politecnico di Milano

Montagna di cippato dell'impianto della TCVV a Tirano, in Valtellina

“Il sistema industriale italiano nel business delle biomasse: quale ruolo nel futuro energetico del nostro Paese”, questo il titolo del convegno che lunedì 28 giugno l’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano presenterà nella sede di via Durando.

Un quadro aggiornato dei trend tecnologici più rilevanti, delle evoluzioni attese del mercato delle biomasse, delle strategie dei principali operatori e delle dinamiche competitive che caratterizzano questo settore industriale che va dalla produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione dei residui agroforestali, dei rifiuti o degli oli vegetali, alla produzione di biogas, di biodiesel e bioetanolo.

Un settore che oggi, secondo i dati dell’Associazione italiana delle energie agroforestali (Aiel), conta 13mila imprese, 35mila addetti e che ha un fatturato annuo di circa 5 miliardi di euro.  Un comparto dell’economia italiana che secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia durante gli Stati Generali del legno di Verona: “è destinata a raddoppiare. Il calore ricavato da biomasse triplicherà e il 45% di tutta l’energia rinnovabile dovrà pervenire dalle biomasse”.

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Sulle biomasse in Piemonte ritorna il “Compagno G”

lunedì, marzo 7, 2011

Troppe biospeculazioni in provincia di Torino: chiesta la moratoria per 14 impianti.

Sul tavolo del Consiglio regionale del Piemonte, nei prossimi giorni, la discussione di due mozioni (presentate dai gruppi consiliari di maggioranza e della Lega) relative alla richiesta di autorizzazione di quattordici centrali a biomasse che, secondo il Comitato per il no: “sono inutili e dannose per l’ambiente”. 

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