Partiamo dalle scuole per creare una nuova generazione di “nativi ambientali”: lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ospite del Videoforum di Repubblica tv.
Il ministero dell’Ambiente avrà un ufficio che si occuperà di “fare educazione ambientale nelle scuole, nelle famiglie, nell’associazionismo perché, come oggi abbiamo i “nativi digitali”, la sfida è creare una generazione di “nativi ambientali”: i bambini devono imparare prima la raccolta differenziata che scrivere o usare il computer”. Così il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha ribadito l’importanza dell’informazione dedicata all’ambiente e alla sua tutela.
“In un Paese che vuole rapidamente uscire dalla crisi e tornare a crescere, la scelta di puntare sull’Ambiente non è solo strategica, ma irrinunciabile”. E’ l’incipit del programma del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, convinto che puntare sulla green economy possa dare all’Italia opportunità per creare ‘occupazione verde’ e rilanciare la competitività anche attraverso l’uso efficiente delle risorse. Ma non solo.
Il semestre europeo a presidenza italiana, da luglio, sarà una grande opportunità per l’Ambiente, secondo il ministro, perché si potrà potenziarne il ruolo “nelle politiche di bilancio. Per la prima volta le riforme ambientali” possono “entrare nelle politiche economiche ad esempio attraverso l’economia circolare, con l’utilizzo efficiente delle risorse comuni”, quindi contro lo sfruttamento intensivo delle materie prime, che sono limitate, a partire dall’acqua.
Per Galletti sarebbe “un cambiamento epocale delle politiche economiche a livello globale”. Prospettive allettanti ma incompatibili con “il macroscopico sottodimensionamento del ministero dell’Ambiente avvenuto negli anni, sia per capacità finanziarie che di consistenza delle risorse organizzative e strutturali”, ha detto Galletti sottolineando i vincoli su accordi internazionali, per esempio sul clima e sull’ambiente: “lo spread tra impegni assunti e strumenti e risorse disponibili è fin troppo evidente”. Tanti i temi affrontati nelle 24 pagine del programma: bonifiche e gestione delle risorse idriche per i quali prospetta Piani nazionali; i rifiuti che devono diventare una risorsa economica da riutilizzare e hanno bisogno di una “gestione virtuosa”, dunque basta con “i commissari”; “una definizione chiara e rapida del pacchetto clima-energia al 2030 è indispensabile”; gli Ogm per i quali bisogna “incrementare l’autonomia decisionale degli Stati membri dell’Unione europea”.
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