Articoli Commentati ‘nucleare’

Vita e avventure di un ambientalista

venerdì, giugno 15, 2012

Chicco Testa, oggi nuovo presidente di Assoelettrica, raccontato da Filippo Ceccarelli ai tempi della sua presidenza al Forum per l’energia nucleare. E non solo…..

Dalla comunicazione all'internet delle cose: per l'Italia un aiuto contro la...In occasione della nomina di Chicco Testa a presidente di Assoelettrica, l’associazione  che riunisce i produttori termoelettrici, le raffinerie e alcune società attive nelle rinnovabili, ripropongo l’articolo che Filippo Ceccarelli ha scritto il 21 gennaio 2011 sulla rubrica de Il Venerdì “Indizi visivi”.

“Le notizie hanno la memoria corta” e la storia professionale di Chicco Testa ha un che di miracoloso che vale la pena ricordare. Da ambientalista a presidente Enel, fondatore del  Forum per il nucleare ma anche presidente del Consiglio di Amministrazione di ACEA e, tra gli altri, azionista in società che spaziano dalle fonti fossili a quelle alternative. Del resto in Italia i grandi manager si contraddistinguono proprio per essere versatili, agili, flessibili. Così eclettico che, se lo si vuole come speaker per un evento di alto livello, si può prenotare sul sito di CSA Italia che lo presenta come: ““One of Rome’s most influential business leaders”

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Freddo, gas, elettricità e nucleare. Russia, Ucraina e vicini.

giovedì, febbraio 9, 2012

Nel massimo gelo è stato fermato un blocco della centrale nucleare  Zaporozhskaja in Ucraina che fa cambiare i solito flussi di energia.

di Evgeny Utkin (economista ed esperto di energia)

Evgeny Utkin

Ma niente paura. Nessun fuga radioattiva. La ragione reale può sembrare assurda, che i “collezionisti” di rottami metallici hanno segato un pezzo del traliccio (per poi venderlo per pochi soldi in discarica). Il traliccio è caduto, causando un incidente alla linea di trasmissione di alta potenza, e su tutta la linea di trasmissione. Per questo gli operatori della centrale nucleare Zaporozhskaja hanno dovuto fermare un blocco. Un  storia grottesca per la sua assurdità e stupidità, e pure la natura ci ha messo del suo. Tutto è successo il 27 gennaio, alla vigilia del gran freddo (che ha portato più di 100 morti in Ucraina) e dell’ aumento del consumo elettrico e di gas.

Cosa è successo con il gas l’abbiamo visto.

Prima il gelo in tutta Europa e in Russia ha portato i consumi di gas a un picco massimo e Gazprom non è riuscita a mantenere i ritmi di aumento (ad esempio l’Ucraina stessa dichiarava 10 giorni prima di voler comprare dalla Russia 27 miliardi mc di gas nel 2012 ma in questi giorni prelevava a ritmi di 50).

In Italia lo sappiamo. Abbiamo dovuto ridurre le forniture di gas alle aziende che hanno contratti di tipo interrompibile, un’azione fin troppo preventiva.  Invece con l’elettricità l’Ucraina se l’è cavata abbastanza bene. Anzi, esportava pure in Bielorussia e in Moldavia. A causa del blocco della centrale nucleare e del freddo, l’Ucraina ha dovuto interrompere le esportazioni in questi due paesi, ma anche chiedere aiuto alla Russia. E quindi dal primo febbraio la russa InterRao Ues ha portato l’elettricità all’Ucraina.

Sembra che l’Ucraina abbia riparato il guasto (non si sa se hanno preso i ladri), e ha ripreso a produrre elettricità a regime. Quindi non chiede più elettricità a Mosca e  tra poco dovrebbe riprendere a venderla ai vicini di Minsk e Kishinev. Pochi giorni fa il premier ucraino Azarov ha detto che potrebbe essere d’aiuto a  Gazprom: “Se Gazprom ha problemi con i clienti europei, noi possiamo ritirare meno gas, perché ne abbiamo ancora tanto nei nostri stoccaggi”. Gazprom non risponde perchè non ne ha bisogno. La storia di emergenza gas sta più sulla carta stampata che nella realtà

E in Italia? Pur avendo ancora circa 4 miliardi mc di gas negli stoccaggi non strategici (e altri 5 miliardi di strategici), abbiamo bisogno di passare all’ olio combustibile? Magari per far lavorare le centrali a olio( peraltro ferme per inquinamento) ma non per mancanza di gas (dalla Russia o da altra parte).

A chi conviene il falso allarme?

Principio di incendio all’impianto nucleare di Bosco Marengo (AL)

venerdì, dicembre 23, 2011

TMNews CNN Solo un po’ di fumo e tanta paura, ieri, all’impianto nucleare di Bosco Marengo in provincia di Alessandria per un principio di incendio divampato a causa di problemi ad un macchinario.

Secondo la notizia riportata da TM news sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Arpa Piemonte che hanno prelevato i filtri del campionatore in continuo, installato presso l’impianto, che sono stati portati ai laboratori per le analisi radiometriche. Nelle prossime ore verranno inoltre effettuati campionamenti straordinari per ulteriori approfondimenti. I primi risultati ci saranno nel tardo pomeriggio.

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Il nucleare che non c’è costa ma quanto costa!

giovedì, ottobre 13, 2011

Potrebbe essere la più grande bonifica mai messa in atto dal Governo Italiano quella per liberare il nostro territorio dalle scorie nucleari. Per farlo però ci vorrebbe un investimento di ben 8 miliardi.

Questo è quanto prevede il piano industriale 2011-2015 presentato ieri dalla Sogin  che, entro il 2015, realizzerà un parco tecnologico e, finalmente, il tanto atteso deposito.  Il progetto dell’azienda incaricata dallo Stato di gestire il post atomo prevede infatti la costruzione di un centro di stoccaggio che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e, la custodia temporanea di circa 12.500 metri cubi di rifiuti provenienti altre attività.

Il problema però rimane, ancora,  l’individuazione del sito che naturalmente non è stato deciso. Tra le cinquanta ipotesi presentate, nessuna sembra prevalere. Nel sito prescelto verranno stoccati  90 mila metri cubi di rifiuti, di cui il 70% proverrà dagli impianti nucleari e, il restante 30% da attività medicali Forse le amministrazioni locali non saranno propriamente felici di detenere tutto l’ammontare di scorie radioattive prodotte dalle nostre centrali anche se la Comunità europea ha imposto di identificare un sito e fare un piano deposito entro il 2015.

Nel frattempo un veto è già arrivato ma in controtendenza. Il ministero dei Beni culturali ha imposto che la centrale nucleare “Garigliano” di Sessa Aurunca, progettata dall’Architetto Riccardo Morandi non venga distrutta perchè entrata a far parte del “patrimonio” artistico e culturale.

Va avanti il nucleare spagnolo

lunedì, giugno 27, 2011

Da Barcellona

PictureIn plaza Catalunya a Barcellona Los Indignados dormono sugli alberi e tra gli slogan, anche il no all’atomo e alla politica di Zapatero sul nucleare. Oggi, in tutta la Spagna, le centrali nucleari sono 8, per un totale di 10 di cui 2 attualmente dismesse.

Il programma nucleare, scelto da Madrid negli anni ’60, fornisce oggi al paese circa il 20% del fabbisogno nazionale ed è dal 1983 che non vede la costruzione di nuovi impianti, nel rispetto di una moratoria sull’atomo. Moratoria che però non vieta l’ampliamento o la messa in sicurezza delle centrali esistenti e, per questo, il Governo Zapatero ha deciso di dare “priorità nazionale al pieno funzionamento degli impianti esistenti”. Solo nella scorsa primavera però il Governo di Madrid aveva annunciato di voler dismettere le centrali entro il 2014. Oggi, una sola centrale verrà chiusa entro il 2013, le altre dovranno funzionare a pieno regime. Anche il programma energetico spagnolo, dopo il pasticcio degli incentivi alle rinnovabili che sono stati tagliati a progetti già avviati con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di intere fabbriche, non gode certo di chiarezza e continuità.

Referendum sul nucleare: in Piemonte vale doppio

venerdì, giugno 10, 2011

Dal 2003 il Piemonte, regione più nuclearizzata d’Italia, attende l’individuazione del deposito unico nazionale di stoccaggio

Oggi il Piemonte ospita l’80% delle scorie dei vecchi impianti, localizzate prevalentemente a Saluggia e, in parte, a Trino Vercellese e Bosco Marengo. Un dato preoccupante che, a pochi giorni dal referendum sul nucleare, è al centro dello scontro politico in Regione. E’ dal 2003 infatti che il Piemonte aspetta l’individuazione del deposito unico nazionale di stoccaggio, così come previsto dalla legge 368. E’ notizia di ieri che, Lega Nord e Pdl, hanno bocciato le mozioni del Pd, dell’Idv e del Movimento 5 Stelle contro il nucleare e per il divieto di localizzazione di un sito in Piemonte

La questione, negli ultimi anni, non è stata mai affrontata dalle Giunte in carica con il rischio che le scorie restino lì dove si trovano oggi. A confermarlo, la scelta di costruire a Saluggia il deposito D2 (illegale, in quanto opera priva del giudizio di compatibilità ambientale e non in regola con le norma urbanistiche) e il D3, destinato a stoccare i fusti di scorie solidificate nel vicino impianto Cemex. Due mega-depositi che sulla carta risultano temporanei ma che, in assenza del sito nazionale, sono destinati a diventare definitivi nonostante siano collocati in una zona densamente abitata, a rischio di esondazioni per la vicinanza con la Dora Baltea. Zona confinante anche con le falde dell’acquedotto del Monferrato che serve 300mila persone e con il comprensorio biomedicale del gruppo Sorin.

Come si può pensare quindi di riaprire il capitolo nucleare quando, ancora, i vecchi problemi non sono stati risolti nè tantomeno affrontati? Dal Piemonte fino alla Sicilia, il problema è sempre lo stesso: manca un piano energetico sia a livello nazionale che regionale. Così come scritto dal Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, in un suo intervento sul Sole 24 Ore del 4 giugno: “il Governo con il decreto omnibus ha eliminato le norme che attuavano il programma nucleare italiano e si è posto l’obiettivo di predisporre una strategia energetica nazionale entro dodici mesi. Auspichiamo, dunque – scrive ancora Saglia - che si riesca ad aprire una discussione bipartisan sulla delicata questione della politica energetica”.

Nucleare in Europa dopo Fukushima

mercoledì, giugno 1, 2011

Forum Nucleare ItalianoOggi la camera di consiglio dell’ufficio centrale della Cassazione decide se il referendum sul nucleare si dovrà tenere oppure no. Il Forum nucleare italiano, l’Associazione no profit che vuole promuovere il dibattito sul tema del ritorno del nucleare in Italia, presieduto da Chicco Testa e, dato ormai per sciolto secondo un’intervista rilasciata dallo stesso Testa alla Stampa, pubblica la situazione al 31 maggio del nucleare in Europa: 20 paesi vanno avanti con i programmi, 2 escono e 4 avviano le moratorie.

Di seguito, la situazione Paese per paese.

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Due libri raccontano “gli atomi di paura”

martedì, maggio 3, 2011

Nel 2008 il 35% degli italiani non voleva il nucleare, oggi è il 78%, Gli ultimi dati Ipsos

foto del libro: La copertina del libroUn racconto avvolgente e preciso del viaggio fatto nella zona del disastro di Chernobyl,quello di Francesco Cataluccio, in Chernobyl (Sellerio, 12 euro). Il tentativo di ridare una prospettiva storica ad un territorio diventato solo radioattività, il grado zero delle future tragedie, come sanno bene oggi a Fukushima in Giappone.

Le oltre 442 centrali nucleare sono in tutto il mondo e, dalla Francia dove oggi ce ne sono una cinquantina, arriva un’altra testimonianza tradotta in italiano nel romanzo di Elisabeth Filhol, La Centrale (Fazi, 12 euro). Il libro è la cronaca, drammatica, di un lavoratore a progetto che si sposta da un’impianto all’altro, finchè il livello delle radiazioni raggiunge il massimo e deve fermarsi per ricominciare da capo. Yann, questo il nome dell’uomo, si racconta come i suoi colleghi, “carne da reattore”.

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Corsi e ricorsi del nucleare in Italia

venerdì, aprile 29, 2011

Torna di attualità la storia di chi, da Scanzano Ionico, si oppone da anni al deposito

Nato a Scanzano Ionico nel 1976, segno dei pesci, laureato in Scienze Politiche all’Università di Bari, di professione, precario. Pasquale Stigliani nel 2003, anno in cui il Governo annunciò la costruzione a Scanzano Ionico (Matera) del deposito nazionale dei rifiuti nucleari chiesto dal Governo Berlusconi, aveva 27 anni. Oggi è un giovane consigliere comunale, eletto da 231 elettori di Scanzano Jonico e che, da sempre, è innamorato della sua terra.
Del resto, ci racconta, “ho potuto studiare grazie proprio a questa terra. Mio nonnno da bracciante è diventato imprenditore agricolo e, mio padre da operaio, mi ha consentito di laurearmi a Bari e di trasferirmi a Roma. La mia è una famiglia dove ho sempre respirato l’amore e il rispetto per il territorio in cui viviamo: la grande piana agricola del Metapontino conosciuta da tutta Italia per le fragole”.

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Il nucleare ha “la memoria corta”

lunedì, marzo 28, 2011

Riportiamo, per dovere di cronaca, una decisa presa di posizione dell’attuale Pontefice, in occasione del ventennale di Chernobyl:

Vatican City, Apr 26, 2006 / 12:00 am (CNA).- Today, Pope Benedict XVI recalled the 20th anniversary of the worst nuclear disaster in human history,  saying that the 1986 explosion at the Chernobyl nuclear power station in Ukraine should prompt world leaders to strive toward peace, while respecting the needs of both mankind and nature.

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