Articoli Commentati ‘green economy’
I sindaci a spreco zero
mercoledì, maggio 22, 2013A Venezia, in occasione di Green Week, la settimana dedicata alla sostenibilità, i primi cittadini delle principali città italiane hanno lanciato la campagna “Mille sindaci a spreco zero”. Il 60% degli italiani getta il cibo almeno una volta alla settimana, e il 48% lo butta nella spazzatura
“Non spendere meno, ma spendere meglio“. E’ questo l’imperativo dei sindaci italiani, in tempi di crisi. I primi cittadini si impegnano personalmente per ridurre gli sprechi perchè, come ha dichiarato l’ex sindaco di Padova ora Ministro dell’Ambiente, Flavio Zanonato, intervenuto all’evento: “da una parte si spreca e dall’altra si soffre il disagio dovuto alla povertà; la politica deve rallentare questo squilibrio e ridurre progressivamente lo spreco“.
“Il 6% delle famiglie”, ha detto ancora Zanonato si trova in condizioni di disagio alimentare e fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Nel contempo, secondo stime della Commissione europea, in molte altre lo spreco nel frigorifero di casa si può ridurre del 60%. La “Carta Spreco Zero” ci aiuta a ottimizzare le risorse e a porci con maggiore competitività sul piano internazionale: dobbiamo tornare a un’economia circolare”.
Italia in testa per procedimenti di infrazione ambientale
giovedì, maggio 9, 2013Nessuna multa per il nostro Paese sul quale, però, pende la spada di Damocle di Malagrotta e della qualità dell’aria. 31 i procedimenti ancora aperti.
Record di procedimenti di infrazione Ue a carico dell’Italia, ma ancora nessuna multa per il nostro Paese sul quale, però, pende la spada di Damocle di Malagrotta e della qualità dell’aria. Secondo i dati della Commissione Europea di marzo 2013, sono 135 i procedimenti di infrazione Ue per l’Italia sui 1775 a livello dei 27 Stati membri (la Spagna ne conta 99, Francia e Polonia 95, Germania a e Regno Unito 76). A livello europeo, su 1775 procedure, 299 riguardano l’ambiente (ovvero il 17% del totale), e anche in questo l’Italia resta in testa per numero di procedimenti aperti su tematiche ambientali: 33 sulle 135 complessive, di cui due procedure chiuse nel frattempo.
Si va dalla non corretta attuazione della direttiva relativa sul rumore ambientale al non corretto recepimento della direttiva relativa a valutazione e gestione dei rischi di alluvioni; dalla non corretta trasposizione della direttiva sulla gestione della qualità delle acque balneabili, alla cattiva applicazione di quella sul trattamento delle acque reflue urbane. Ma è lungo l’iter che va dalla messa in mora alla Corte di giustizia e alla sentenza definitiva (circa 54 mesi) e a quest’ultimo step l’Italia non è ancora giunta e quindi non paga ancora alcuna multa.
Se è vero che non paghiamo ancora le sanzioni, “siamo però a rischio multa per Malagrotta e per la qualità dell’aria, perché su questi due temi la Commisione non fa sconti – spiega all’Adnkronos Mauro Albrizio, direttore dell’ufficio europeo di Legambiente - Quello dei rifiuti è infatti un tema caldo, considerato la grande emergenza: la Commisione ha infatti calcolato che la piena attuazione, a livello Ue, della normativa di settore consentirebbe di far risparmiare all’Unione 72 miliardi di euro l’anno, incrementare di 42 miliardi il fatturato di settore e creare 400mila posti di lavoro entro il 2020″.
“Parole parole parole….caramelle non ne voglio più”
venerdì, maggio 3, 2013“Lo sviluppo verde” entra nel programma del nuovo Governo: dalle parole ai fatti, facendo i conti con la consapevolezza ormai acquisita dei cittadini che godono del sostegno del Movimento 5 Stelle. Una bella matassa da sbrogliare che spetta al nuovo Ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando.
“Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi”, così cantavano Mina e Alberto Lupo, aggiungendo, “Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai”. Una canzone su una storia d’amore che si trascina vuota e senza passione, riempita solo da vane parole e lodi melense. Lei reagisce ai complimenti dicendo che preferirebbe qualche gesto d’affetto più concreto, ma lui rimane sordo e resta in contemplazione della sua amante.
Un adagio che potrebbe tranquillamente accompagnare tante vicende degli ultimi mesi dove le parole si sono sprecate e dove i gesti concreti sono mancati. Mi riferisco, ancora una volta, ai temi del cosidetto “sviluppo verde” che, secondo l’attuale premier, Enrico Letta, potrebbe essere uno dei settori chiave per il rilancio industriale del paese. Bisogna investire su ambiente ed energia, ha dichiarato alla Camera il neo-presidente del Consiglio, nel corso della presentazione del suo programma di governo. “Le nuove tecnologie (fonti rinnovabili ed efficienza energetica), vanno maggiormente integrate nel sistema esistente, ha proseguito Letta, migliorando la selettività degli strumenti esistenti di incentivazione, in un’ottica organica con visione di medio e lungo periodo”.
Aggiungendo che, “va completato il processo di integrazione con i mercati geografici dei Paesi europei confinanti. Questo implica, per l’energia elettrica, il completamento del cosidetto market coupling e, per il gas, il completamento dei nostri prezzi con quelli europei e la trasformazione del nostro Paese in un hub“.
Al via le batterie di Terna
venerdì, aprile 19, 2013Ai nastri di partenza i nuovi siti in Sardegna e in Sicilia per la sperimentazione sui sistemi d’accumulo dell’energia: 300 milioni gli investimenti da parte della società responsabile della trasmissione di energia sulla rete.
Ed ecco che, dopo anni di braccio di ferro tra Terna e i produttori elettrici, partiranno le tanto discusse batterie, vale a dire i sistemi per accumulare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili.
“Una delle soluzioni“, come aveva fatto sapere anche Flavio Cattaneo, l’amministratore delegato di Terna, intervenuto il 18 ottobre 2011 a un’audizione davanti alla Commissione Industria del Senato, “per risolvere il problema della discontinuità delle fonti alternative la cui produzione dipende dalle condizioni meteorologiche“.
Allora Terna aveva evidenziato che, nel 2010, a causa dell’assenza di accumuli, gli impianti eolici non avevano potuto produrre energia per 470 milioni di Kwh, comunque pagati ai produttori degli impianti, così come previsto dagli accordi con il Gestore dei Servizi Elettrici. “Con le batterie invece”, sempre secondo l’ad di Terna, “sarebbe possibile accogliere 230 milioni di Kwh all’anno di energia eolica e fotovoltaica. Questo garantirebbe una riserva di circa 410 milioni di Kwh, ottenuta grazie all’accumulo di elettricità nelle ore in cui si hanno picchi di produzione”.
Un progetto su cui Terna ha annunciato ieri lo stanziamento di 300 milioni che faranno capo alla controllata Terna Storage a cui spetterà “la progettazione, realizzazione, gestione, sviluppo e manutenzione di sistemi di accumulo diffuso di energia (ivi incluse batterie) di sistemi di pompaggio e/o stoccaggio”.
La pesante eredità della deindustrializzazione che non possiamo permetterci
mercoledì, aprile 17, 2013Presentato il rapporto di Legambiente “Ambiente Italia” 2013: dalla deindustrializzazione del paese, oltre ai danni economici anche quelli ambientali
“Negli ultimi anni abbiamo perso il 20 per cento delle attività produttive”. A lanciare l’allarme è Susanna Camusso, segretario nazionale della CGIL, intervistata da Repubblica. “È dal 2004 che lanciamo moniti sul rischio di deindustrializzazione. Siamo stati considerati con sufficienza: ormai, ci dicevano, non è più il lavoro al centro della vita delle persone, ma la capacità di consumare“.
Oggi, oltre al lavoro, il processo di deindustrializzazione in atto nel paese sta cancellando intere aree ex industriali, già depresse dal punto di vista occupazionale e ora in piena emergenza ambientale. Pensiamo a Taranto, o a Brindisi, o a Porto Vesme o, ancora, a Piombino, fino alla Ferriera di Servola a Trieste. Ma anche ai poli chimici e petroliferi di Gela, Augusta Priolo Melili, fino a Porto Torres e Terni senza ovviamente dimenticare la raffineria Api di Falconara e il petrolchimico di Porto Marghera. Tutte aree che attendono da anni le bonifiche, inserite dal 1998 nel Programma di Bonifica del Ministero dell’Ambiente. Un programma che non è praticamente mai partito o, come nel recente caso di Bagnoli, ha fatto più danni che altro. E’ di qualche giorno fa infatti la notizia del sequestro dell’ex area industriale di Bagnoli dove l’attività di ripristino ambientale ha addirittura portato, tra gli altri, ad un aumento del tasso di inquinamento della zona, compromettendo così la piena bonifica del litorale.
Un paradosso solo italiano dove anzichè cogliere l’opportunità, la si distrugge sul nascere. Un esemio, fra i tanti, è Piombino che aspetta da anni i fondi per bonificare l’area vicina al porto e rilanciare così le attività turistiche verso l’Elba; un’occasione per far ripartire l’economia di una città messa in ginocchio dalla chiusura delle industrie siderurgiche. E l’elenco potrebbe proseguire oltre anche se, come noto, la bonifica dei siti contaminati rientra negli obblighi costituzionali.
#Hereconomy: dal prodotto al progetto grazie a un concetto più sostenibile
venerdì, aprile 12, 2013Alla Triennale di Milano, in occasione del Salone del Mobile, l’incontro “Cosa viene dopo la globalizzazione. La ri-colocalizzazione”, organizzato dal Centro Formazione Manager del Terziario.
Dopo anni in cui abbiamo vissuto, in modo più o meno consapevole, nel processo di globalizzazione ecco che, crisi o non crisi, dobbiamo iniziare a ri-pensare questo modello. E a parlare non sono degli ambientalisti o dei sostenitori del modello “crescita zero” ma sono dei manager che stamattina, alla Triennale di Milano, hanno presentato l’evento: “Hereconomy. Il futuro è qui, localizzatelo”.
Un nuovo concetto di economia che deve necessariamente passare per la riappropriazione della propria identità, soprattutto a livello locale. Perché, come spiegano gli organizzatori, “è l’economia finanziaria che pensa globale; l’economia reale pensa e agisce locale”.
Un concetto apparentemente banale che possiamo associare al “cosidetto chilometro zero”, cioè l’uso di risorse in loco, nel pieno rispetto del territorio e delle sue unicità. Competenze e valori che, grazie alle nuove tecnologie, possono essere esportate ovunque ma soprattutto replicate all’infinito in ogni luogo e paese.
Il rilancio del Paese passa dalla tutela del territorio
martedì, marzo 5, 2013Una mia intervista pubblicata da “In a Bottle“, il magazine online interamente dedicato alla risorsa acqua, sul perchè è importante puntare alla valorizzazione delle risorse locali per competere anche a livello globale
Lanciato nel novembre 2011 “In a Bottle” , è un progetto editoriale, inedito in Italia, nato per sostenere i valori dell’acqua, un impegno e un dovere che da sempre sta particolarmente a cuore al Gruppo Sanpellegrino. La missione dell’azienda consiste nel garantire all’acqua un futuro di qualità, attraverso progetti e attività che mirano alla sua valorizzazione, tutela e promozione.
Per documentare, analizzare e far conoscere meglio il reale valore della risorsa acqua, e dell’acqua minerale nello specifico, sono state pensate sette sezioni diverse: dalle NEWS su tutto ciò che accade a livello nazionale a internazionale sul mondo dell’acqua al valore della risorsa nei confronti dello sviluppo economico e naturale a livello locale nella sezione TERRITORIO. Molta importanza rivestono anche i temi dell’idratazione e della salute che sono spiegati attraverso studi scientifici e interviste ad esperti nell’area BENESSERE; opinion maker e personaggi pubblici che si raccontano, invece, nella sezione PERSONE a loro dedicata. Gli argomenti della sostenibilità ambientale e del riciclo trovano spazio nella sezione AMBIENTE e, infine, CULTURA e TENDENZE raccontano il lato più di costume dell’acqua.
L’Italia si colloca al terzo posto nel mondo, e al primo in Europa, tra i paesi consumatori di acqua minerale. Nel 2010 questo settore ha prodotto nel nostro Paese un giro d’affari pari a 2,100 miliardi, con 165 aziende e 290 marchi a fronte di una produzione di circa 11.900 milioni di litri (Fonte: Annuario Bevitalia beverfood.com).
Leggi qui la mia intervista
La protezione del clima diventa cretiva
mercoledì, febbraio 13, 2013L’Unione Europea lancia un concorso per sostenere la campagna sul clima. Aperte le iscrizioni fino a maggio
Connie Hedegaard, Commissaria UE responsabile all’Azione per il clima, ha lanciato il concorso “Un mondo come piace a te” con cui si invitano i talenti creativi e innovativi di tutta Europa a presentare iniziative per ridurre le emissioni di carbonio. L’iniziativa rientra nell’omonima campagna di azione per il clima condotta dalla Commissione europea.
Verranno presi in considerazione tutti i progetti, grandi o piccoli, realizzati da singoli o da organizzazioni con sede in uno Stato membro dell’UE, purché il loro obiettivo principale sia la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. I progetti possono consistere ad esempio in una bicicletta elettrica per il trasporto di merci, un processo di produzione innovativo che contribuisce a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a far scendere la bolletta dell’elettricità, oppure ancora soluzioni sostenibili nel campo dell’edilizia o del riscaldamento. In Europa gli esempi pratici di come sia possibile vivere a basse emissioni di carbonio, proteggendo il clima e migliorando nel contempo la qualità della vita, sono tantissimi. Il concorso intende costituire una piattaforma per dare visibilità a questi progetti e conferire un riconoscimento a quelli più creativi, pratici ed efficaci.
La nuova frontiera dell’energia
martedì, gennaio 29, 2013
Per testimoniare l’enorme impatto ambientale dei giacimenti di gas il Financial Times ha pubblicato oggi un’immagine dallo spazio: le luci corrispondo ai fuochi accesi nei giacimenti di gas.
“L’America tra un ventennio non solo avrà smesso di importare una sola goccia di petrolio dal Golfo Persico, ma sarà diventata la nuova Arabia Saudita, autosufficiente ed esportatrice netta di energia”. Così scrive Federico Rampini sulle pagine de La Repubblica di oggi, citando i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia.
Un nuovo fenomeno energetico che vedrà l’America superare persino la Russia ma che porterà con sè conseguenze pesantissime. “Il North Dakota”, riferisce Rampini, “è invaso da lavoratori in nero, disposti ad accettare qualsiasi sfruttamento ed esposizione pur di partecipare alla nuova manna petrolifera. E gli ospedali locali sono travolti da ammalati e vittime di infortuni sul lavoro”.
Ma non solo. Per raggiungere la nuove frontiera di indipendenza energetica il gas bruciato nel North Dakota l’anno scorso è aumentato del 50 per cento e i permessi per la combustione in Texas sono cresciuti di sei volte rispetto al 2010. Questo vuol dire, secondo la Banca Mondiale, che gli Stati Uniti sono tra i peggiori paesi per svasatura dietro la Russia, la Nigeria, l’Iran e l’Iraq. E la tecnica del “flaring” - la tecnica usata per bruciare”i resti” del gas – è responsabile del 20% di emissioni di carbonio in più, solo nel North Dakota.
Imprese verdi, arrivano 460 milioni
lunedì, gennaio 28, 2013Diventa operativo un nuovo canale di finanziamento a tasso agevolato a sostegno delle imprese che operano nella green economy. Le agevolazioni saranno vincolate all’assunzione di under 35. Ma, nel caso in cui gli assunti siano superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti previsti dal progetto finanziato deve essere riservato a laureati di età non superiore a 28 anni. La leva finanziaria da cui attinge le risorse il nuovo strumento agevolativo si chiama «fondo Kyoto» ed è stato istituito con l’articolo 1, comma 1111, della legge 296/2006.
Il budget a disposizione per l’occupazione giovanile in progetti di green economy ammonta a 460 mln di euro; di essi 10 mln sono riservati ai progetti di investimento proposti da società a responsabilità limitata semplificata (srls), mentre 70 mln sono destinati a finanziare interventi di riqualificazione nel sito di interesse nazionale denominato Sin di Taranto. I cui comuni interessati (con le relative planimetrie) saranno presto individuati in una lista, che sarà pubblicata sul sito del dicastero dell’ambiente, www.minambiente.it.
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