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A Trani operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura: in carcere i progettisti accusati di aver truffato incentivi per cinque milioni di euro

Potrebbe essere l’ennesima puntata di una docu-fiction dal titolo “La scorciatoia” e che, ancora una volta, si svolge in Puglia. Oltre al set, anche la trama è sempre la stessa: aggirare con la truffa le normative per l’autorizzazione di impianti solari e procedere spediti verso la riscossione degli incentivi statali. Questa volta, protagoniste sono 13 persone tra cui anche l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Trani, Giuseppe Affatato. Le manette sono scattate ai polsi dei tecnici tranesi Marco Di Martino e Vincenzo Di Gennaro e del socio e co-amministratore di alcune società, Mario Taddei. Ai domiciliari sono finiti invece le sorelle Maria Francesca e Ludovica di Martino, gli amministratori o rappresentanti legali delle società coinvolte: Michele Giannotti, Raffaele Landini, Umberto Piacquadio, Fabrizio Cuccovillo e Luigi D’Ambrosio. Altri due sono ricercati e sette sono indagati a piede libero (Antonio Nunziata, Emanuele Sassi, Claudio Forese, Tommaro Cormio, Raffaele Labarile, Hans Peter Rudolf, Guido Sciuto, Fabrizio Chiaverini e Libero Drago).

E il danno per lo Stato è di circa cinque milioni in appena un anno dato che tutti gli impianti (oggi sotto sequestro) erano stati autorizzati con il solito trucco: presentare progetti per impianti inferiori a un megawatt (per i quali non è richiesta la Valutazione di impatto ambientale) e ottenere così una semplice Dia (dichiarazione inizio lavori) rilasciata dal Comune. Autorizzazioni che, secondo quanto accertato dai finanzieri, sono state richieste da società (Poa Solar, Circus Energy, Schinosa Park, Queensland Energy srl, Camberra Energy srl, Victoria Energy srl, Tasmanian Energy srl, Emissione Zero srl, Solare srl, Radiazione srl), le cui partite Iva erano successive una all’altra, tutte registrate presso lo stesso notaio e quindi riconducibili ad un unico soggetto.