Gli sbugiardati
Dal nimby al nimto, anche per le energie pulite.
venerdì, maggio 17, 2013Incompatibilità ambientale, rispercussioni sulla salute e sugli stili di vita, contraccolpi economici sono le motivazioni della contestazione, secondo il rapporto del Nimby Forum. Serve più informazione verso la sindrome Nimby mentre cresce un nuovo fenomeno, il Nimto, “non nel mio mandato”
Se è il comparto elettrico, con 222 impianti, ad essere il più colpito dalle proteste con il 62,7% dei casi censiti dall’ottavo Osservatorio Nimby Forum, non fanno eccezione gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che contano 176 contestazioni: su 10 impianti di produzione di energia elettrica oggetto di opposizioni, ben 9 prevedono l’uso di fonti rinnovabili. Ad essere più contestati, le centrali a biomasse (con 108 impianti), le centrali idroelettriche (32) e i parchi eolici (32).
Gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti convenzionali e rinnovabili (centrali termoelettriche, parchi eolici, impianti a biomasse, centrali idroelettriche e parchi fotovoltaici) sono complessivamente 192 e rappresentano il 54,2% del totale delle opere contestate. I cittadini, le organizzazioni e la politica locale dicono ‘no’, quindi, anche alle cosiddette energie pulite.
Il dato comprende i grandi impianti di produzione, ma è in gran parte costituito da un numeroso elenco di piccoli impianti, di potenza inferiore a 1 Mw elettrico. Dato che potrebbe trovare spiegazione nella legislazione vigente che prevede, per quest’ultima tipologia di opera, un percorso autorizzativo semplificato, in capo alle amministrazioni locali. Se infatti per i progetti di potenza da 1 a 50 Mw è necessario il parere preventivo della Commissione Via regionale, per gli impianti di portata fino a 1 Mw è sufficiente ottenere l’autorizzazione unica provinciale.
“Il sole, le ali e la civetta”, da fine maggio in libreria
martedì, maggio 7, 2013Un’inchiesta che alterna momenti di fiction alla ricostruzione giornalistica. Otto episodi di invenzione si accompagnano alla realtà dei fatti, per far meglio comprendere come sono andate le cose negli ultimi anni in Italia sul fronte delle energie rinnovabili e chi ne sono stati i protagonisti.
Collana A Voce Alta – Alpine Studio Editore – Prezzo di copertina, 13,00 euro
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Appalti truccati per “tracciare” la monnezza
giovedì, aprile 18, 2013La Procura di Napoli scoperchia il pentolone “Sistri”: 400 milioni per un sistema di tracciabilità dei rifiuti mai entrato in funzione – Tre in cella, 19 ai domiciliari: nella bufera il gruppo Selex (Finmeccanica) – Tra gli arrestati anche l’ex sottosegretario Carlo Malinconico
Avrebbe dovuto entrare a pieno regime nell’ottobre di quest’anno ed essere messo a punto entro il marzo 2014. Il Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti illegali, è invece miseramente finito dentro l’inchiesta della Procura di Napoli. Ventisei sono le misure cautelari eseguite ieri dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, al comando del colonnello Nicola Altiero: 3 in carcere, 19 ai domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre al sequestro di beni per 10,2 milioni.
I pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano e il procuratore aggiunto Francesco Greco contestano, a vario titolo, reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex Service Management, l’azienda del gruppo Finmeccanica. Ai domiciliari è finito l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, ex consulente del ministero dell’Ambiente; in carcere gli imprenditori Sabatino Stornelli (ex Ad Selex Management), Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.
“Al vento” i beni del re degli sviluppatori
mercoledì, aprile 3, 2013Il maxi sequestro dei beni di Vito Nicastri. Torna alla ribalta delle cronache “il re del vento”, uno dei personaggi del mio libro “Il sole, le ali e la civetta”.
Questa mattina la Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha sequestrato un miliardo e trecento milioni di beni a Vito Nicastri, conosciuto anche come il “re del vento”. Un controverso personaggio che si muoveva, sotto l’ala protettiva della primula rossa Matteo Messina Denaro, nei redditizi ambienti dell’eolico. Gli investigatori sono entrati in azione all’alba in Sicilia, Lombardia, Lazio e Calabria.
Si tratta del più consistente sequestro patrimoniale mai effettuato in Italia: 43 tra società e partecipazioni societarie; 66 disponibilità finanziarie (rapporti di conto corrente, polizze ramo vita, depositi titoli, carte di credito, carte prepagate e fondi di investimento); 98 beni immobili tra ville, palazzine, terreni e magazzini; 7 beni immobili registrati (autovetture, imbarcazioni, motocicli) tutti confiscati dal Tribunale di Trapani. Il provvedimento di confisca prevede anche la sorveglianza speciale per Nicastri e l’obbligo di soggiorno per tre anni ad Alcamo, suo paese natale.
Fallimento Aion: tutti presi per la gola
martedì, marzo 19, 2013
E’ ufficiale. Aion Renewables, specializzata nella progettazione, produzione e installazione di impianti fotovoltaici, dal 15 marzo risulta fallita. Il titolo della ex Kerself di Correggio, oggi del gruppo Avelar Energia (società del gruppo russo Renova), è stato sospeso dalla Consob.
L’investimento russo nel sole italiano è crollato sotto il peso di 245 milioni di debiti e i 164 operai di Helios Technology e i 109 di Ecoware, entrambe controllate da Aion Renewables, sono da mesi in cassa integrazione. Stanno ancora aspettando gli arretrati degli stipendi e percepiscono la cassa integrazione grazie ad un accordo tra le banche e la provincia. Il futuro, per loro, è la mobilità perchè, come riferito da alcune fonti, anche i libri di Ecoware ed Helios verranno portati in Tribunale nei prossimi giorni. Da parte di Aion, nonostante le prime dichiarazioni di disponibilità, pare non ci sia la volontà di far fronte alla cassa integrazione.
Una vicenda che sembra mettere la parola fine ad anni di incertezze dove la società è passata da un piano di ristrutturazione ad un altro. Il gruppo, che nel 2011 contava ricavi per quasi mezzo miliardo di euro, aveva già ricevuto una robusta iniezione di capitali: 50 milioni di euro versati cash dal gruppo russo-svizzero Avelar (29 milioni) e dal nuovo socio cinese Jangsu Zongyl Group. Il fondatore Angelo Masselli aveva invece fatto un passo indietro.
Ma non sono solo i lavoratori a chiedere i loro soldi. A bussare alle porte della società ci sono, oltre alle banche, anche i fornitori. Coloro che hanno allacciato, installato e gestito gli impianti della ex Kerself che negli anni d’oro del fotovoltaico contava circa 500 dipendenti, controllate comprese.
La decrescita poco felice e lo sviluppo sostenibile che già c’è
lunedì, marzo 4, 2013Mentre si accende l’inceneritore di Parma e la giunta Pizzarotti dichiara di “avere anche altri obiettivi”, si sprecano le pagine e i commenti sui programmi della Grillonomics
Sono giorni difficili per il nostro paese ma la strumentalizzazione dei temi non smette di riempire le cronache dei giornali. Inserti economici del livello di Affari e Finanza e Corriere Economia danno oggi ampio spazio ai programmi economici del Movimento5Stelle: il primo criticandone aspramente le politiche, il secondo valutando le opportunità che i titoli green quotati a Piazza Affari potrebbero cogliere da un eventuale politica verde di Grillo.
In entrambi i casi è interessante notare come i temi dedicati alla sostenibilità siano tornati di grande attualità con la solita formula minestrone: energie pulite a oltranza, risparmio energetico a tutti i costi, uso della bicicletta e ritorno al modello di produzione locale, in difesa dell’italianità. Temi importanti su cui il Movimento 5 Stelle ha raccolto consensi ma su cui, a ben vedere, mancano una serie di tasselli importanti. Ad esempio, il tema energia, che punta sul riscaldamento a basso impatto ambientale, la cogenerazione e l’efficienza di tutto il sistema. Si insiste molto sugli incentivi alle rinnovabili e si propone l’abolizione del Cip6. Un programma a parole perfetto, degno dei sogni del miglior ambientalista che si scontra però con una serie di problemi pratici, di non poco conto. Il primo, per dirla con le parole del liberista Carlo Stagnaro, dell’Istituto Bruno Leoni: “solita fuffa sulle rinnovabili, priva di qualunque collegamento con la situazione attuale. In particolare i grillini sembrano non essersi accorti che il sistema elettrico italiano soffre, oggi e nel futuro prevedibile, di overcapacity”. “Quindi”, prosegue Stagnaro, l’ultimo dei problemi è accrescere la potenza disponibile”.
Bersani fulminato sulla via della sostenibilità
venerdì, marzo 1, 2013
“Questo mi offrirà la gradevole opportunità di rilanciare anche qualche vecchia idea, come la creazione di un ministero per lo Sviluppo Sostenibile, visto che l’economia verde deve essere il cuore del nuovo governo che ho in testa”. Così Pierluigi Bersani in un’intervista rilasciata a Massimo Giannini e pubblicata oggi su Repubblica dove racconta il “suo piano per governare”.
Sette, otto punti programmatici con al primo posto l’Europa e il rientro dal debito, seguito dall’emergenza lavoro e dal disagio sociale. “Il terzo tema”, prosegue Bersani “è la democrazia. Il nuovo governo, immediatamente, deve dimezzare il numero dei parlamentari, abbattere gli stipendi al livello di quelli dei sindaci, varare leggi che regolino la vita dei partiti e non solo per i finanziamenti, che inaspriscano drasticamente le norme anti-corruzione e che regolino finalmente i conflitti di interessi. Ciascuno di questi punti si tradurrà in un specifico disegno di legge, che giorno dopo giorno farò pubblicare in rete già da giovedì mattina”.
Il segretario del PD è sempre stato un sostenitore convinto delle politiche destinate all’industria che sa innovare: lui è il padre di Industria 2015 che nel 2006 si proponeva, ”l’uscita dalla crisi attraverso la centralizzazione del ruolo dell’industria nell’ambito di una rinnovata attenzione culturale (che coinvolga tutta la società e non solo la politica), ai temi dell’economia reale”. Un progetto ambizioso morto praticamente sul nascere che doveva destinare risorse economiche mai arrivate.
Ed ecco allora che dopo la passione per la politica industriale (grande assente di questa campagna elettorale), il segretario del PD scopre una “gradevole opportunità”: la sostenibilità, una parola ormai inflazionata di cui è buon uso riempirsi la bocca perchè vuol dire preservare qualcosa oggi per restituirlo migliore domani. Più che di sostenibilità dovremmo parlare di politica industriale, di politica energetica, di politica occupazionale con dei programmi certi e soprattutto concreti. Senza questi paletti la sostenibilità è solo aria fritta. Se poi Bersani vuole creare un Ministero per organizzare “gradevoli” eventi e simposi sul tema con poltrone da destinare alla vocazione ambientalista del movimento Cinque Stelle potrà farlo ma forse non siamo nel periodo storico giusto. Un cuore pulsante, soprattutto se di Governo, deve saper guardare lontano e non fermarsi alle semplici parole che vanno tanto di moda.
La collina dei fanciulli e l’autorizzazione contesa
lunedì, febbraio 18, 2013I giudici hanno messo sotto chiave quattro milioni e mezzo di beni alla Maestrale Green Energy: il tribunale accoglie l’istanza di alcuni privati per un impianto eolico
“Tira una brutta aria eolica, per le ninfe e i fanciulli che da millenni vivono tra gli ulivi secolari del meraviglioso colle San Giovanni a Giuggianello (in provincia di Lecce): non hanno i timbri in regola”. Così scrivevano Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 28 giugno 2010 a proposito della sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale, un posto può anche essere la memoria magica di un popolo ma se non ha le carte in regola, cioè il timbro di un sovrintendente che dice che effettivamente è la culla della memoria storica, non ha diritto a tutele.
E da allora di timbri e di pareri sulla vicenda del parco eolico che doveva essere costruito sulla Collina dei fanciulli se ne sono sprecati fin troppi. Fino ad arrivare ai giorni nostri.
Su disposizione del Tribunale di Lecce è stato disposto venerdì scorso il maxi sequestro di beni e immobili, per un totale di 4 milioni e mezzo di euro, a carico del colosso milanese delle energie rinnovabili Maestrale Green Energy. Il provvedimento, eseguito attraverso la Corte d’Appello di Milano, scaturisce da un’aspra querelle giudiziaria tra la Maestrale Green Energy e la Wind Service di Galatina. La diatriba riguarda la validità dell’autorizzazione regionale ottenuta nel 2008 dall’impresa salentina per la costruzione di un mega impianto eolico sulla Collina dei fanciulli e poi rivenduta per cinque milioni di euro alla società milanese. Autorizzazione che venne impugnata da Italia Nostra, insieme al comune di Giurdignano, l’Unione dei Comuni di Terra d’Oriente (Otranto, Uggiano, Poggiardo, Muro Leccese, Giurdignano) e a cui il Consiglio di Stato rispose che: “a prescindere dal fatto che tali miti e leggende non risultano essere stati individuati da un provvedimento legislativo, non si vede come l’impianto degli aerogeneratori possa interferire su tale patrimonio culturale”.
C’è chi scende e c’è chi sale
lunedì, febbraio 4, 2013Mentre i giornali veneti dedicano ampi spazi al primato del Nord Est d’Italia nel consumo di energia solare, è ufficiale la notizia che X Group, azienda veneta produttrice di celle solari, è in liquidazione
Una famiglia veneta su 30 autoproduce l’energia con pannelli solari, in Friuli Venezia Giulia la percentuale si alza a una su 20. Sono i dati pubblicati oggi dai principali quotidiani veneti e resi noti da Enel Distribuzione che nel 2012 ha concluso l’allacciamento di quasi 20.000 nuovi impianti fotovoltaici (record a Treviso e Padova), cinquemila nuovi impianti in Friuli. L’energia solare che si produce oggi soddisfa le necessità di 1,2 milioni di famiglia in entrambe le regioni, per un investimento complessivo di 7,5 miliardi di euro (due terzi in Veneto).
E mentre Enel festeggia un anno di importanti risultati c’è chi, proprio a pochi chilometri da Padova, deve fare i conti con la liquidazione di quello che è stato il primo produttore italiano di celle solari e moduli fotovoltaici e che fino allo scorso mese di febbraio impiegava circa 200 persone negli stabilimenti di San Pietro Viminario e Latina.
E’ di oggi infatti la notizia riportata da Photon che XGroup Spa ha avviato il processo di liquidazione, dopo aver dato il via alla procedura di concordato preventivo lo scorso 16 novembre 2012.
Il tranquillo ingegnere di Siviglia e i prepotenti dell’energia
venerdì, gennaio 25, 2013La storia di Antonio Moreno Alfaro che da anni promuove, attraverso il proprio blog, la trasparenza delle bollette elettriche
Un tranquillo ingegnere di Siviglia, in pensione, è il nuovo eroe dei consumatori spagnoli. Antonio Moreno Alfaro nel 2008 ha dichiarato guerra alle multinazionali
dell’energia elettrica aprendo un sito web (http://www.estafaluz.com/) per consentire a tutti di reclamare gli abusi. Grazie al suo software gli spagnoli hanno potuto risparmiare 500 milioni di euro.
La cosa ovviamente non è piaciuta ad Endesa, la principale società di energia elettrica in Spagna, che lo ha trascinato in tribunale accusandolo di aver danneggiato l’onore della società e chiedendo la chiusura del sito, oltre a 50 mila euro per i danni morali. Tra le accuse, quella di aver postato un articolo dal titolo “Endesa, l’impunità pirata” che riportava anche cartone animato dove compariva sull’edificio della multinazionale una bandiera pirata.
In soccorso di Antonio Moreno Alfaro (e della trasparenza delle bollette elettriche) è intervenuto però il giudice Manuele Pèrez Echenique che, senza alcun dubbio, ha emesso una sentenza a favore dell’ingegnere: il diritto all’informazione e alla libertà d’espressione è – almeno in Spagna – sacrosanta.


