Archivio di luglio 13, 2012

Niente di nuovo sotto il sole italiano

venerdì, luglio 13, 2012

Mentre tutti commentano il nuovo decreto nessuno parla di quanti lavoratori ad oggi hanno perso il posto di lavoro (con e senza V conto energia) e quanti altri lo perderanno e soprattutto, quale sarà il costo sociale.

Sembra un po’ la moda di questi ultimi giorni: stracciarsi le vesti e inserire la modalità lamento. Lamentarsi, si sa, è uno degli sport nazionali ma sappiamo anche che lamentandoci possiamo sempre rivendicare qualcosa che qualcun altro ci ha fatto mancare. Una richiesta che spesso fa perdere di vista la realtà e che innesca un ricatto infinito, su cui la classe politica ci marcia da anni.

Ma al di là di queste considerazioni di tipo generale la lamentatio, secondo alcuni come Stefano Agnoli esperto di energia del Corriere della Sera, non sta in piedi. Scrive Agnoli: “gli incentivi pubblici per le aziende produttrici di energia elettrica da fonte solare resteranno elevati, ma un po’ meno rispetto al troppo generoso «Quarto Conto Energia».  Ma alla fine, comunque, le tariffe italiane restano più alte di quelle di altri in Europa. «Rischio-Paese»? Può essere. Ma nessuno si può lamentare”.

Gli unici che si stanno davvero lamentando e di cui nessuno parla sono i lavoratori che solo quattro anni fa erano stati impiegati nella filiera delle rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico.

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Anche in Cina le aziende falliscono

venerdì, luglio 13, 2012

Continua il consolidamente del mercato fotovoltaico; prevista una produzione di 59 GW per il 2012 a fronte di una richiesta di 30 GW


Kaohsiung World Stadium - Taiwan

Dopo gli Stati Uniti e l’Europa, è ora la volta della Cina. Secondo quanto dichiarato da John Lefebvre, presidente delle operazioni americane Suntech Power, nel corso di Intersolar tenutasi a San Francisco, “oltre 50 aziende cinesi del settore fotovoltaico hanno chiuso per fallimento

Secondo Lefebvre, “prosegue così il trend di consolidamento del mercato che vede la scomparsa di produttori cinesi di medie dimensioni mentre i grandi produttori stanno conquistando quote importanti anche a livello mondiale. Cambiamenti che non hanno suscitato grande stupore anche se molte aziende, non quotate in borsa, non hanno mai annunciato la loro chiusura o dichiarato prima le difficoltà dovute alla discesa dei prezzi dei moduli.  Diversamente da quanto sta accadendo in Europa e negli Stati Uniti”

Ad oggi nessuno può prevedere quanti saranno i produttori di energia solare destinati a scomparire a livello mondiale. Vero è che l’eccesso di offerta persisterà anche nei prossimi anni; la GTM Research prevede che la produzione di pannelli solari sarà di 59 GW a fronte di una domanda di 30 GW per il 2012.

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