Archivio di maggio 11, 2012

Il verde non è un colore per libri

venerdì, maggio 11, 2012

Dal Salone del Libro in corso a Torino, Greenpeace lancia la campagna Salvalibri, censendo le case editrici italiane rispetto alla carta utilizzata per produrre i propri volumi. La crescita del digitale, anche come valida alternativa all’uso della carta.

Da Torino

Il libro è carta. Questa, l’ impressione che ancora si coglie tra gli stand del XV Salone Internazionale del Libro, al Lingotto di Torino fino a lunedì 14 maggio.

Carta che,  per pochissimi editori, è riciclata. Il rapporto di Greenpeace, “Salvaforeste” , presentato ieri a Torino, rivela che solo il 18% delle case editrici interpellate ha scelto di acquistare carta sostenibile aderendo al progetto “Editori amici delle foreste”; tra queste Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi. Un esiguo 6% stampa i propri libri su carta certificata FSC, proveniente cioè da foreste catalogate secondo standard affidabili, tra cui Marsilio e Fanucci.

Ma spesso sono gli stessi scrittori a chiedere all’editore la stampa su carta amica delle foreste o su carta riciclata. Come spiega Chiara Campione di Greenpeace, responsabile del progetto, “l’iniziativa è nata grazie alla volontà di scrittori come Niccolò Ammaniti, Andrea De Carlo, Carlo Lucarelli che hanno fatto da apripista al progetto e che oggi si propone anche come vademecum per gli editori su come pubblicare in modo sostenibile”.

(continua…)

Vi racconto una storia….anzi una fiction

venerdì, maggio 11, 2012

Me, myself and IPer una volta non voglio scrivere di dati economici, di kilowatt o di crescita del mercato ma raccontarvi una storia, virtuale. Quella che in narrativa si chiama fiction e dove i riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali. L’unica cosa non casuale è il tempo in cui questa storia si svolge: gli ultimi tre anni.

Prendi un imprenditore, meglio se italiano, un mercato nuovo e fortemente incentivato, una filiera tutta da costruire, delle fabbriche da far nascere sul territorio, degli operai che hanno bisogno di lavorare perché hanno già perso, in passato, il posto di lavoro ed ecco, la docu-fiction.

Se pensate di riconoscervi in qualcuna di queste storie continuate a leggermi e cliccate su “leggi tutto”, se no, fermatevi qua.

Un’iniezione di creatività che vuole anche essere di speranza e positività. Qualcuno, dall’altra parte del mondo, è anche riuscito a tradurlo in realtà.

(continua…)