Archivio di maggio, 2012
Green economy in salsa italiana
martedì, maggio 29, 2012Il fotovoltaico al centro di una fitta rete di interessi economici che da Bari, arrivano a Verona, passando per Firenze.
“Ecco il sottobosco, il cuore politico-economico dove il business è tale indipendentemente dal partito di appartenenza”. Così Claudio Gatti, del Sole 24 Ore e Ferruccio Sansa, de Il Fatto Quotidiano spiegano, nel loro ultimo libro, “Sottobosco” (edizioni Chiarelettere) come le regole del merito e della sana competizione sono falsate e i grandi investimenti con risorse pubbliche, decisi senza garanzie di trasparenza. Esemplare, nel libro, l’affare del petrolio venezuelano che viene ricostruito con tutte le connessioni nei diversi schieramenti politici.
Libro, tornato in questi giorni di grandissima attualità alla luce delle indagini che i carabinieri di Firenze stanno svolgendo in merito alla tangente di 400 mila euro (mascherata dal pagamento di un prezioso incunabolo) che Marino Massimo De Caro avrebbe pagato a Marcello Dell’Utri.
De Caro, vicino a Massimo D’Alema, è uno degli uomini del Sottobosco che Gatti e Sansa raccontano come un ex comunista in cerca di una collocazione. Bibliofilo, politico, manager e console onorario (seppure di “un non paese” come la Repubblica Democratica del Congo) è in contatto con un altro dalemiano di ferro, Massimo De Santis che con il fratello, ha interessi nel campo del fotovoltaico pugliese attraverso la società Solenergy, detenuta al 100% dalla lussemburghese Novenergia Energy & Environmental. L’amicizia con D’Alema risale agli anni universitari, quando De Santis militava nel partito comunista barese e il rapporto tra i due va oltre la semplice amicizia. In un’intervista alla Stampa De Santis definisce D’Alema: “un fratello maggiore”.
Rinnovabili in diretta web: domani parla il Ministro Passera
mercoledì, maggio 23, 2012
ENERGIE RINNOVABILI, AUDIZIONE PASSERA Giovedì 24 maggio 2012 – Alle ore 14, la Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo svolgerà l’audizione del Ministro per lo Sviluppo economico, le Infrastrutture e i Trasporti, Corrado Passera, sulle energie rinnovabili.
Puoi guardare il video qui
Green economy vendesi, causa patto di stabilità
martedì, maggio 22, 2012Il Comune di Pomaretto, in provincia di Torino, costretto a vendere i nuovi impianti solari e a rinunciare alla green economy su scala locale: ha sforato di un punto il patto di stabilità
E’ un Comune di 1087 abitanti, quello di Pomaretto, all’imbocco della Val Germanasca, famoso per la coltivazione delle mele. Anche i vigneti fanno parte del DNA della zona. Il Ramier è un vino D.O.C molto rinomato tra gli estimatori dei vini di montagna e il Sindaco Danilo Breuza, aveva pensato di sostituire alcune vigne – quelle abbandonate – con dei pannelli fotovoltaici.
Dall’operazione il primo cittadino era riuscito a garantire introiti per il suo Comune di 80 mila euro all’anno, oltre a un progetto di riqualificazione di alcuni antichi borghi disabitati. Per chi fosse stato disponibile a trasferirsi non ci sarebbero più state bollette della luce da pagare. Ci avrebbe pensato il comune, i nuovi impianti solari e una centralina idroelettrica alimentata dalle acque della montagna.
Ora però il progetto di Danilo Breuza è a rischio: le nuove norme sul patto di stabilità gli impongono di abbattere drasticamente gli interessi passivi da pagare per i mutui.
C’è una app per tutto….anche per gli edifici abbandonati
lunedì, maggio 21, 2012“[Im]possibile living”, l’idea di due giovani professionisti per ridare una seconda vita agli edifici abbandonati in Italia e nel mondo.
In Italia oggi esistono oltre 2 milioni di case abbandonate e disabitate. Questo, secondo l’ultima ricerca Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, condotta nel 2009.
Ad allora risalgono gli ultimi dati che censiscono i casolari, le baite, le ville rustiche, le antiche magioni, i casali, le rocche, i cascinali e le case cantoniere che oggi in Italia sono diroccate o cadenti e, comunque, disabitate e inutilizzate. Molte di queste si trovano in zone pregiate e spesso, sono addirittura interi borghi completamente abbandonati. Una realtà significativa che il più delle volte risulta ancora iscritta al Catasto e su cui, oltre all’abbandono, regna la più totale confusione.
Uno spreco di risorse e territorio a cui, in tempo di crisi, gli investitori hanno iniziato a guardare con attenzione incontrando il favore delle Amministrazioni locali, in termini di permessi, autorizzazioni e concessioni.
Il primo passo però, dal momento in cui gli archivi del Catasto non sono aggiornati, è capire dove sono questi edifici.
Ed è questa l’idea venuta ad Andrea Sesta e Daniela Galvani (nella foto), due giovani architetti che nel gennaio 2011 hanno fondato la start up “Impossible Living”. L’obiettivo è costruire, attraverso il web e i social network, una mappa italiana e, perché no, anche mondiale, di tutti gli edifici abbandonati e creare attorno ad ognuno di essi una comunità virtuale da cui far partire un progetto di riqualificazione.
Andrea, 29 anni ingegnere informatico e gestionale con un’esperienza in Vodafone e Daniela, classe 1981, architetto che ha lavorato a Vienna su progetti di edilizia sostenibile, sono partiti operativamente a dicembre 2011. Oggi, nel loro archivio on line, ci sono già 500 edifici, di cui 400 in Italia, qualcosa nel resto d’Europa ma anche in Cina e negli Stati Uniti.
Un’idea nata in un pomeriggio di lavoro dopo aver visto Domenico Figiguerra, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) che, in un video su You Tube, spiegava il suo NO a nuove costruzioni. Da lì, la nascita di un blog che è poi diventato un sito con tanto di applicazione, ora su iPhone (Android sarà disponibile a breve) che consente di segnalare immediatamente un nuovo edificio abbandonato. Una volta in funzione l’applicazione, semplice e intuitiva, permette di inserire una foto dell’edificio, aggiungere le informazioni essenziali e mappare, in tempo reale, l’edificio segnalato, con eventuali correzioni da parte dell’utente. (continua…)
Dell’Utri e i russi venuti a catturare il sole italiano
venerdì, maggio 18, 2012
Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore di oggi e dal Quotidiano Sicilia On Line, il senatore Marcello Dell’Utri, fido mediatore d’affari di Berlusconi, sarebbe indagato a Firenze in una nuova inchiesta per corruzione in merito a una vicenda legata al progetto, mai realizzato, di un impianto fotovoltaico a Gela, in Sicilia. Investimento previsto: 100 milioni di euro, in parte denaro privato e in parte finanziamenti agevolati pubblici. Le indagini scaturiscono da una somma di 400.000 euro transitata su conti dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino, la banca presieduta per venti anni da Denis Verdini e da poco messa in liquidazione dopo una lunga ispezione di Bankitalia. Dell’Utri era già indagato per le vicende dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino ed è proprio esaminando la sua posizione che sono emersi i 400.000 euro da Cipro.
Gli inquirenti sospettano che la causale del versamento per il pagamento di un raro incubanolo, sia falsa. Secondo i pm Luca Turco e Giuseppina Mione, il denaro non sarebbe stato versato a Dell’Utri dall’antiquario pugliese, Marino Massimo De Caro, ma proviene da un conto a Cipro della società AvelarEnergia, che si occupa di parchi eolici e solari e che fa parte del gruppo Renova degli oligarchi russi Viktor Vekselberg e Igor Akhmerov. Marino Massimo De Caro, barese ma con radici a Verona, è un dalemiano doc con interessi talmente trasversali da essere contemporaneamente anche in società con il figlio di Dell’Utri e consulente di Giancarlo Galan, (ex Presidente della Regione Veneto ed ex Ministro delle Politiche Agricole durante il Governo Berlusconi).
Secondo l’accusa, Dell’Utri, grazie al suo ruolo istituzionale, avrebbe favorito, anche in collaborazione con De Caro, gli interessi dei due russi. Secondo Finanza e Mercati del 15 giugno 2011, il russo Igor Akhmerov, 45 anni, originario della regione di Rostov sul Don, si rivolse a Silvio Berlusconi e al suo mediatore d’affari di fiducia, Marcello Dell’Utri, per entrare nel mercato italiano dell’energia e diventare così in tempi record uno dei protagonisti del fotovoltaico con la società Kerself, società quotata sul segmento MTA di Borsa Italiana.
La crisi non ferma l’Europa delle rinnovabili
martedì, maggio 15, 2012Grazie alle politiche europee di sostegno all’energia alternativa, i costi per l’utilizzatore finale di energia sono scesi fino a un valore stimato in 48 miliardi di euro, ovvero lo 0,3% del PIL. Ancora lontano il raggiungimento del target del 20% di efficienza energetica.
“La riduzione del sistema incentivante non significa che le nostre politiche di supporto alle energie rinnovabili verranno meno. I tagli sono piuttosto un segnale che alcune tecnologie stanno diventando competitive rispetto all’energia tradizionale e che ci stiamo muovendo verso una fase dove il supporto pubblico non sarà più necessario”.
Così Hans van Steen, Capo Unità della Commissione Europea, DG Energia, spiega in un’intervista a “Bianco, rosso e green economy” come l’Europa si stia muovendo per raggiungere gli obiettivi 20-20-20, alla luce anche della crisi economica-finanziaria. Proprio in questi giorni è in discussione al Parlamento Europeo la nuova proposta su come risparmiare energia, coinvolgendo tutti i settori economici dei paesi membri.
Alla luce della crisi finanziaria degli stati membri, i Governi, tra cui anche l’Italia, stanno tagliando i sussidi alle energie rinnovabili e molte aziende sono in bancarotta. Il raggiungimento degli obiettivi europei è forse in pericolo
Dal momento dell’adozione degli incentivi, il settore delle energie rinnovabili europeo si è sviluppato più velocemente di quanto previsto. Molti Stati membri hanno sperimentato una crescita rapida nell’installazione di tecnologie per le energie rinnovabili. Diciotto Stati sono oggi in netto vantaggio rispetto alla traiettoria di sviluppo dell’energia rinnovabile stabilita dalla Direttiva, tra cui l’Italia. A seguito delle economie di scala e dei miglioramenti della tecnologia, i costi unitari di diverse tecnologie rinnovabili, sono scesi fino al 50%, come il fotovoltaico. In questo contesto la Commissione ha stabilito che sono necessarie delle riforme negli schemi di incentivi alle energie rinnovabili, per essere in linea con i costi di produzione decrescente.
Tuttavia abbiamo anche ripetutamente detto che le riforme devono essere intraprese seguendo le best practice di tutta Europa. E’ necessario minimizzare danni e confusione sia per gli investitori sia per il settore delle energie rinnovabili che stanno creando lavoro e crescita, di cui in questo momento c’è grande bisogno, in particolare nei paesi attraversati dalla recessione.
Il verde non è un colore per libri
venerdì, maggio 11, 2012Dal Salone del Libro in corso a Torino, Greenpeace lancia la campagna Salvalibri, censendo le case editrici italiane rispetto alla carta utilizzata per produrre i propri volumi. La crescita del digitale, anche come valida alternativa all’uso della carta.
Da Torino
Il libro è carta. Questa, l’ impressione che ancora si coglie tra gli stand del XV Salone Internazionale del Libro, al Lingotto di Torino fino a lunedì 14 maggio.
Carta che, per pochissimi editori, è riciclata. Il rapporto di Greenpeace, “Salvaforeste” , presentato ieri a Torino, rivela che solo il 18% delle case editrici interpellate ha scelto di acquistare carta sostenibile aderendo al progetto “Editori amici delle foreste”; tra queste Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi. Un esiguo 6% stampa i propri libri su carta certificata FSC, proveniente cioè da foreste catalogate secondo standard affidabili, tra cui Marsilio e Fanucci.
Ma spesso sono gli stessi scrittori a chiedere all’editore la stampa su carta amica delle foreste o su carta riciclata. Come spiega Chiara Campione di Greenpeace, responsabile del progetto, “l’iniziativa è nata grazie alla volontà di scrittori come Niccolò Ammaniti, Andrea De Carlo, Carlo Lucarelli che hanno fatto da apripista al progetto e che oggi si propone anche come vademecum per gli editori su come pubblicare in modo sostenibile”.
Vi racconto una storia….anzi una fiction
venerdì, maggio 11, 2012
Per una volta non voglio scrivere di dati economici, di kilowatt o di crescita del mercato ma raccontarvi una storia, virtuale. Quella che in narrativa si chiama fiction e dove i riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali. L’unica cosa non casuale è il tempo in cui questa storia si svolge: gli ultimi tre anni.
Prendi un imprenditore, meglio se italiano, un mercato nuovo e fortemente incentivato, una filiera tutta da costruire, delle fabbriche da far nascere sul territorio, degli operai che hanno bisogno di lavorare perché hanno già perso, in passato, il posto di lavoro ed ecco, la docu-fiction.
Se pensate di riconoscervi in qualcuna di queste storie continuate a leggermi e cliccate su “leggi tutto”, se no, fermatevi qua.
Un’iniezione di creatività che vuole anche essere di speranza e positività. Qualcuno, dall’altra parte del mondo, è anche riuscito a tradurlo in realtà.
Il sole di X Group porta il rosso in Veneto Sviluppo
martedì, maggio 8, 2012Oggi l’assemblea dei soci di Veneto Sviluppo, la società finanziaria partecipata dalla Regione Veneto, approverà il bilancio con perdite per 3,5 milioni di euro. X Group in concordato preventivo.
Conti in rosso per Veneto Sviluppo che chiude in perdita il 2011: 3,5 milioni dovuti alla svalutazione di partecipazioni per circa sei milioni. Salasso che, secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, è dovuto principalmente ai quattro milioni del buco di X Group, società padovana produttrice di celle fotovoltaiche finita in rovina qualche mese fa. La holding che la controlla è infatti in liquidazione e la società operativa è sotto richiesta di concordato preventivo.
XGROUP S.p.A. è stato uno dei soci fondatori del Consorzio per il solare Italiano ed era il principale produttore italiano di celle fotovoltaiche in termini di capacità produttiva installata (150 MWp/anno) con le quali assemblava e vendeva moduli a proprio marchio. XGroup con due stabilimenti in Italia, uno dedicato alla produzione di celle in provincia di Padova e uno per la produzione di moduli in provincia di Latina, è stata una delle società simbolo del boom dell’era d’oro del fotovoltaico: da 0 euro del 2007 a 97 milioni di euro assumendo 256 persone a tempo indeterminato. Oggi il passivo ha raggiunto i 18 milioni di euro: da 80 mila celle prodotte nel 2009 la produzione è crollata da 40 mila prima a 20 mila, per poi arrivare allo zero a fine 2011.
I “100 progetti” del Made in Italy dell’innovazione
lunedì, maggio 7, 2012Il Ministro Clini fiducioso sul ruolo degli enti locali: il 10 maggio prevista la discussione tra Regioni e Governo per l’approvazione del V conto energia.
Parlano la lingua dell’innovazione italiana i progetti che stamattina, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, sono stati illustrati dalle aziende selezionate dalla Commissione del Ministero dell’Ambiente per partecipare al nuovo Programma di Ricerca dedicato all’energia sostenibile.
Progetti che, come ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, intervenuto all’incontro, “saranno le pillole che ci servono per individuare le linee di incentivi destinati alle imprese”. “Mi aspetto”, ha proseguito il Ministro, “di continuare sulla strada dell’innovazione e nel frattempo sono fiducioso che le Regioni porteranno contributi per rendere più equilibrate le misure incentivanti e consentiranno di assicurare lo sviluppo del settore delle rinnovabili in Italia”. L’ultima parola spetta alla Regione Piemonte. Dopodichè, il 10 maggio, è previsto l’incontro tra Governo e Regioni per definire l’attuale bozza di incentivi destinati alle energie rinnovabili.



