Archivio di febbraio, 2012
In rosso il verde di Obama
lunedì, febbraio 27, 2012
Mentre si discute se rinnovare il sostegno alle aziende dell’energia pulita nel bilancio per il 2013, un’inchiesta condotta dal Wall Strett Journal fa il punto sugli
incentivi: un flop sul fronte dell’occupazione. Al punto che, dall’inizio del piano di sostegno, i dipendenti del settore sono diminuiti
Alfredo Garcia è uno dei tanti abitanti di Webb County, in Texas, che ha aspettato il denaro proveniente dagli incentivi federali come una manna dal cielo. Garcia ha aumentato la capienza del suo ristorante messicano da 80 a 120 posti, prevedendo un’invasione di nuovi clienti in arrivo dal vicino parco eolico di Cedro Hill, un progetto avviato grazie a 108 milioni di dollari provenienti dai contribuenti americani. Ma una volta completato, Cedro Hill ha assunto solo tre dipendenti e il ristorante di Garcia, Aimee’s, ha fatto richiesta per la bancarotta assistita.Dal Nord al Sud Italia la certificazione energetica è in sconto
martedì, febbraio 21, 2012Regione Lombardia e Ordini degli Ingegneri lombardi insieme per rispondere ad un mercato sempre più competitivo che chiede professionalità e competenze
Approfitta dell’offerta per stare tranquillo: certifica energeticamente il tuo edificio!
E’ questo uno dei tanti annunci apparsi su siti come Groupon, Groupalia, E-Bay o altri che offrono la possibilità di avere un attestato di certificazione energetica valido 10 anni più il sopralluogo presso l’immobile in vendita. Il tutto a prezzi scontatissimi rispetto alle normali tariffe di mercato: si va dai 34 euro in Puglia, ai 49 euro della Lombardia, della Toscana o del Veneto fino ad arrivare ai 100 euro del Lazio o della Campania.

Marco Belardi, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia
“Il certificato energetico”, come spiega Marco Belardi Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia e membro della Commissione Certificazione Energetica e Impianti che partecipa al tavolo istituito da Regione Lombardia e Cestec, “è uno strumento a disposizione dei consumatori su cui purtroppo è prevalsa più la logica dell’adempimento burocratico che non quella a favore di chi compra e di chi vende. Le svendite a cui stiamo assistendo portano inevitabili danni all’utenza e non favoriscono la cultura dell’efficientamento energetico e della trasparenza del mercato immobiliare”.
L’Ordine di Brescia fa parte insieme agli altri 11 ordini della Lombardia, della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia ed è stato tra i primi ad aver richiesto i tanto attesi controlli che, insieme alla formazione e alla verifica delle competenze, sono un requisito fondamentale perché il sistema funzioni. Tra le novità in discussione l’inserimento di un esame, gestito dal Centro per lo Sviluppo Tecnologico, l’Energia e la Competitività (CESTEC), obbligatorio per l’iscrizione all’elenco e per la permanenza in esso, con successivi accertamenti periodici di tipo biennale. L’esame, che potrebbe essere realizzato con modalità simili a quelle già utilizzate per abilitazioni internazionali come quelle per il PMP o per il LEED, garantirebbe un’omogeneità di competenze minime necessarie, favorirebbe l’affermazione sul mercato di attività formative realmente valide e tutelerebbe i professionisti seri e competenti.
Crescono le energie rinnovabili in Europa
domenica, febbraio 19, 2012I 27 membri UE dovrebbero produrre un altro centinaio di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) di energia sui consumi finali da fonti rinnovabili per raggiungere il target del 20% di energie rinnovabili entro il 2020,. Il che equivale a una media annuale di 10 Tep extra di energia finale da fonti rinnovabili
EurObserv’ER ha pubblicato l’undicesimo rapporto annuale sulle energie rinnovabili in Europa che ne fotografa lo stato al 2010:
- percentuale rinnovabili sul CFL di energia: 12.4% in 2010 (11.5% in 2009);
- percentuale rinnovabili sul consumo complessivo di elettricità: 19.8% in 2010 (18.2% in 2009);
- percentuale rinnovabili sul consumo interno lordo: 9.9% in 2010 (9.1% in 2009);

C’era una volta…..Italia Solare Industrie
sabato, febbraio 18, 2012Il 18 febbraio a Firenze si chiuderà la procedura di insolvenza per poi dare il via al progetto Km Verde
DA FIRENZE
Se arrivi da Firenze, dalla statale, non puoi non vederlo: è uno stabilimento enorme, ancora in ottime condizioni, che occupa 40 mila metri quadrati su un’area di 60 mila in via Meucci, a Scandicci. La cosa più sorprendente è il silenzio e la scritta sopra la portineria: Italia Solare Industrie. Una grandiosa insegna su sfondo blu che ti fa pensare a centinaia e centinaia di persone che una volta varcavano quei cancelli. Industria Solare Italiana occupava però una minima parte degli spazi: un piccolo capannone in fondo all’immenso stabilimento. Oggi, a ricordare quei tempi, solo il pulmann che puntuale come allora, tutti i giorni alla stessa ora, arriva a via Meucci e, senza fermarsi, ritorna indietro. Nessuno sale più su quel pullman da tempo e i soli rimasti a presidiare la fabbrica sono gli esponenti della RSU di Fim Cisl, Fiom Cgil e UIL che stazionano in un gabbiotto per ripararsi dal vento gelido. “Quel pullman”, spiega Silvia Anselmo operaia polivalente e rappresentante della RSU Fim Cisl, “era stata una grande conquista sindacale perché finalmente i lavoratori che arrivavano dalla provincia di Arezzo potevano contare su un servizio pubblico offerto dall’azienda”.
Allora erano i tempi d’oro, i tempi in cui la svedese Electrolux a Scandicci produceva migliaia di frigoriferi venduti in tutto il mondo e gli oltre 300 lavoratori potevano contare su un posto di lavoro sicuro. Ma dal 2005 le cose iniziano a cambiare, i mercati ad avere altre logiche e per gli operai un lungo calvario con i primi esuberi incentivati. E’ del 2008 la notizia che gli svedesi se ne vanno da Scandicci e che gli advisor stanno cercando un nuovo imprenditore per riconvertire lo stabilimento: agli operai la promessa di tre anni di lavoro presso la nuova società.
Ed è Massimo Fojanesi l’uomo che dovrà guidare questo cambiamento con l’allora Mercatech Energia Futura, diventata poi Italia Solare Industrie.
Greenwashing: ecco quando l’ambientalismo è di facciata
venerdì, febbraio 17, 2012“L’uso strumentale dei temi della sostenibilità ambientale è sempre più diffuso”
Soli che brillano, slogan sulla natura e un trionfo di verde. È il messaggio che caratterizza l’immagine aziendale e le campagne pubblicitarie e della Bp, colosso petrolifero responsabile, con i 5 milioni di barili di greggio riversati nel Golfo del Messico nell’estate 2009, del più grave disastro ambientale della storia. Ma il business green della Bp conta meno dell’1% dei ricavi. È il classico esempio di greenwashing, cioè l’uso strumentale dei temi della sostenibilità ambientale nella comunicazione. Cavalcare l’onda verde per rifarsi l’immagine o spingere un prodotto sembra un richiamo irresistibile per aziende e addetti al marketing.
Ma il rischio, alla fine, è quello di disorientare gli utenti e sminuire la credibilità di chi argomenti verdi ne ha davvero.
Ecco nel servizio di Ambientenergia i “peccati capitali” del greenwashing e l’analisi di alcuni casi concreti.
E’ bancarotta per l’americana Energy Conversion Devices
mercoledì, febbraio 15, 2012
Sole in ombra anche per il produttore fotovoltaico statunitense Energy Conversion Devices e per la filiale United Solar Ovonic, il più grande produttore mondiale di moduli fotovoltaici a film sottile per l’integrazione architettonica e per le coperture commerciali/industriali.
E’ notizia di qualche ora fa che i dirigenti dell’azienda hanno volontariamente presentato istanza di fallimento in tribunale mettendo in vendita, attraverso un’asta, la United Solar Ovonic e altri asset.
Secondo quanto dichiarato da Tim Kelley, Plant Manager di United Solar Ovonic: “le attività produttive dell’azienda sono ferme dal 6 novembre 2011″. “Le ragioni”, come ha spiegato Kelley nel corso di una conferenza stampa, “sono molte e difficili da spiegare. E’ la combinazione di più circostanze: non abbiamo raggiunto i volumi di vendita che ci aspettavamo e non abbiamo sviluppato nuove quote di mercato. Ciò dovuto soprattutto all’instabilità del mercato europeo e alla crisi del settore bancario ed immobiliare”.
L’amianto minaccia le scuole italiane
martedì, febbraio 14, 2012Gli edifici ancora a rischio sono 2400 sparsi su tutta la penisola: sui tetti, nelle palestre, nei muri è stata accertata la presenza del materiale cancerogeno.
Per la rubrica “le notizie hanno la memoria corta” riprendiamo, in occasione della storica sentenza su le conseguenze dell’amianto e la vicenda Fincantieri, una vecchia inchiesta del Messaggero, tuttora attualissima: la presenza di amianto nelle scuole italiane.
Secondo un dossier riservato del Ministero della Pubblica istruzione che fa il punto sullo stato disastroso dell’edilizia scolastica, pubblicato dal quotidiano romano il 9 agosto 2010, l’amianto è presente in 2400 scuole e 5 edifici su 100 sono contaminati.
“Sui tetti, nelle palestre, nei muri – si legge infatti nell’inchiesta- è stata accertata la presenza di quel materiale molto comune e molto usato negli anni del Boom ‘per la sua resistenza del calore e la struttura fibrosa’ che provoca con le sue polveri – ormai è fin troppo accertato – tumori della pleura e carcinoma polmonare”.
Freddo, gas, elettricità e nucleare. Russia, Ucraina e vicini.
giovedì, febbraio 9, 2012Nel massimo gelo è stato fermato un blocco della centrale nucleare Zaporozhskaja in Ucraina che fa cambiare i solito flussi di energia.
di Evgeny Utkin (economista ed esperto di energia)
Ma niente paura. Nessun fuga radioattiva. La ragione reale può sembrare assurda, che i “collezionisti” di rottami metallici hanno segato un pezzo del traliccio (per poi venderlo per pochi soldi in discarica). Il traliccio è caduto, causando un incidente alla linea di trasmissione di alta potenza, e su tutta la linea di trasmissione. Per questo gli operatori della centrale nucleare Zaporozhskaja hanno dovuto fermare un blocco. Un storia grottesca per la sua assurdità e stupidità, e pure la natura ci ha messo del suo. Tutto è successo il 27 gennaio, alla vigilia del gran freddo (che ha portato più di 100 morti in Ucraina) e dell’ aumento del consumo elettrico e di gas.
Cosa è successo con il gas l’abbiamo visto.
Prima il gelo in tutta Europa e in Russia ha portato i consumi di gas a un picco massimo e Gazprom non è riuscita a mantenere i ritmi di aumento (ad esempio l’Ucraina stessa dichiarava 10 giorni prima di voler comprare dalla Russia 27 miliardi mc di gas nel 2012 ma in questi giorni prelevava a ritmi di 50).
In Italia lo sappiamo. Abbiamo dovuto ridurre le forniture di gas alle aziende che hanno contratti di tipo interrompibile, un’azione fin troppo preventiva. Invece con l’elettricità l’Ucraina se l’è cavata abbastanza bene. Anzi, esportava pure in Bielorussia e in Moldavia. A causa del blocco della centrale nucleare e del freddo, l’Ucraina ha dovuto interrompere le esportazioni in questi due paesi, ma anche chiedere aiuto alla Russia. E quindi dal primo febbraio la russa InterRao Ues ha portato l’elettricità all’Ucraina.
Sembra che l’Ucraina abbia riparato il guasto (non si sa se hanno preso i ladri), e ha ripreso a produrre elettricità a regime. Quindi non chiede più elettricità a Mosca e tra poco dovrebbe riprendere a venderla ai vicini di Minsk e Kishinev. Pochi giorni fa il premier ucraino Azarov ha detto che potrebbe essere d’aiuto a Gazprom: “Se Gazprom ha problemi con i clienti europei, noi possiamo ritirare meno gas, perché ne abbiamo ancora tanto nei nostri stoccaggi”. Gazprom non risponde perchè non ne ha bisogno. La storia di emergenza gas sta più sulla carta stampata che nella realtà
E in Italia? Pur avendo ancora circa 4 miliardi mc di gas negli stoccaggi non strategici (e altri 5 miliardi di strategici), abbiamo bisogno di passare all’ olio combustibile? Magari per far lavorare le centrali a olio( peraltro ferme per inquinamento) ma non per mancanza di gas (dalla Russia o da altra parte).
A chi conviene il falso allarme?
La city più smart? E’ Barcellona
mercoledì, febbraio 8, 2012
“Smart city: nuvola o realta?, questo il titolo della conferenza di chiusura tenutasi ieri a Milano e organizzata dal Forum della Comunicazione Digitale per l’edizione 2012.
E, quando si parla di città intelligenti in Europa, Barcellona batte tutti. La capitale catalana infatti dallo scorso mese di novembre si è dotata di contatori intelligenti, nuovi impianti di illuminazione pubblica, micro-grid e una rete di infrastrutture per la carica delle auto elettriche. Il progetto, per un investimento complessivo di oltre 100 milioni di euro, fa parte di un piano più ampio che prevede l’implementazione di un sistema di mobilità elettrica e sistemi di stoccaggio delle energie rinnovabili per gli edifici. Nella prima fase queste riqualificazioni andranno a diretto beneficio di 50.000 abitanti, di cui circa 43.000 sono famiglie, 600 clienti industriali e 6.400 servizi, per un totale di 85 linee di media tensione, 568 centri di distribuzione e una capacità contrattuale di 527.000 kW.
“Barcellona”, ha spiegato Fabio Florio, Business Development Manager di Cysco Systems Italia, “non è nuova ad iniziative dedicate all’innovazione ma in questo caso è riuscita ad utilizzare importanti investimenti ripensando, in maniera strategica, i servizi obsoleti. E’ stata seguita da Londra, spinta dalle Olimpiadi e, ora, anche Milano si sta muovendo in previsione di Expo 2015. Oggi stiamo lavorando con il Comune di Milano, grazie a dei fondi europei, per monitorare i consumi energetici di tre edifici pubblici e, renderli più intelligenti ed efficienti”. “I comuni italiani” ha concluso Florio, “potrebbero fare molto rendendo più efficiente il sistema esistente, iniziando anche da un’area specifica. Purtroppo il patto di stabilità non ha incentivato i Comuni ad investire su nuovi servizi”.
A San Biagio brilla la ex regina italiana del solare
martedì, febbraio 7, 2012
Lungo la via Postumia, a Olmi di San Biagio in provincia di Treviso, ora l’insegna è Applied Materials ma cinque anni fa portava il nome di Gisulfo Baccini. Oggi il cavaliere al merito della Repubblica ha settant’anni e la sua ex azienda, da lui fondata nel 1967, rappresenta una delle grandi occasioni perdute dell’industria italiana e del Nord Est. Nel 2007 infatti, l’imprenditore Gisulfo, detto Nino, diploma professionale ed ex operaio della Secco di Preganziol, ha venduto la sua azienda, la Baccini spa, alla Applied Materials Inc, multinazionale della nanotecnologia quotata alla Borsa di New York, per 225 milioni di euro.
Questa la storia, raccontata da Daniele Ferrazza su la Tribuna di Treviso di oggi, della piccola azienda diventata la “regina del solare”, dove i cinesi vengono a comprare le loro macchine per stampare i pannelli di silicio e che produce, da sola, circa il 70% dei macchinari utili all’industria fotovoltaica.



