Archivio di gennaio, 2012

La crisi aguzza l’efficienza….energetica

martedì, gennaio 31, 2012

Secondo un’indagine della Fondazione Impresa due italiani su dieci sono pronti a nuovi interventi di risparmio energetico.

Un cittadino su quattro è interessato alla classe energetica degli edifici e quasi uno su tre ha effettuato interventi di riqualificazione. In particolare il 25,4% degli italiani ha cercato attivamente informazioni sulla classe energetica della propria abitazione, mentre il 30,9% ha effettuato azioni di riqualificazione energetica attraverso la sostituzione di infissi, interventi di isolamento e manutenzione agli impianti di riscaldamento.

A rilevarlo un’indagine condotta dalla Fondazione Impresa su un campione di 600 italiani a cui è stato chiesto quali sono i comportamenti eco-sostenibili più importanti.

Nella top five dei comportamenti eco-sostenibili al primo posto il minor spreco di acqua (94,8% del campione), l’utilizzo di lampadine a basso consumo (88,8%), il consumo di prodotti alimentari biologici (84,5%), il minor uso degli impianti di riscaldamento o di raffreddamento (82,5%) e la raccolta differenziata(75,0%). Agli ultimi posti il car sharing (33,0%) e l’acquisto di prodotti sfusi (31,5%).

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Cip 6: vent’anni di soldi pubblici “in fumo”

domenica, gennaio 29, 2012

Di Sonia Alfano, Deputata Europea da il suo blog su Il Fatto Quotidiano del 28 gennaio 2012

Il Fatto QuotidianoVent’anni. Tanti ne sono trascorsi da quando, a seguito della legge n. 9 del 1991, è stata adottata la delibera del Comitato Interministeriale Prezzi del 29 aprile 1992, tristemente nota ai cittadini comeCip 6. Con questa delibera le bollette energetiche degli italiani sono state sovraccaricate del 7% con lo scopo di incentivare la diffusione delle energie rinnovabili e “assimilate”. Grazie a tale termine questi soldi – 35 miliardi di euro – pubblici sono finiti nelle tasche di chi ha costruito e gestisceinceneritori. Nel 2004 la Commissione Europea mise l’Italia in procedura di infrazione per il seguente motivo: non si poteva spacciare l’incenerimento come energia rinnovabile (e dunque ammessa a ricevere incentivi pubblici). L’Italia, con tempi biblici, si adeguava a modo suo, creando uno di quei regimi transitori che dalle nostre parti sono eterni. Intoccabili, perché sembra che non esistano. Non mi soffermo a raccontare tutti i passaggi burocratici tra norme, ordinanze e decreti. Il risultato è che oggi in Italia esistono degli inceneritori che ancora godono di flussi di denaro pubblico, aiuti statali palesemente illegittimi rispetto a tutte le norme UE. (continua…)

La Forza d’urto investe anche la Vestas di Taranto

mercoledì, gennaio 25, 2012

Sono 230 gli operai e 50 gli impiegati della Vestas per cui è stata richiesta oggi la cassa integrazione ordinaria. Dopo i tagli dei giorni scorsi decisi dalla casa madre la sede italiana del gruppo danese è stata travolta dai venti di protesta del movimento “Forza d’urto”. Il blocco imposto dagli autotrasportatori impedisce l’arrivo dal porto dei pezzi necessari all’assemblaggio delle pale eoliche e da qui la scelta di fermare gli impianti e di fare ricorso, sia pure temporaneamente, all’ammortizzatore sociale. Secondo quanto dichiarato dai dirigenti Vestas alle segreterie dei sindacati dovrebbe trattarsi di una cassa integrazione di pochi giorni visto che lo sciopero e il bocco dei camion dovrebbe concludersi venerdì prossimo.

Nel frattempo la Vestas Nacelle, aziende del grupp che monta un altro componente in fase di costruzione delle pale eoliche, ha deciso di mettere in ferie il proprio personale. Una scelta più soft anch’essa dovuta alla mancanza di forniture dei pezzi necessari all’assemblaggio causato dal blocco dei tir all’ingresso del porto di Taranto.

In questa Italia immobile e paralizzata i diritti legittimi cozzano, purtroppo, con altri diritti legittimi.

E l’ora dell’auto elettrica: intanto usate la bicicletta

martedì, gennaio 24, 2012

Convegno a Milano sull’auto elettrica senza la presenza di A2A che in città si occupa delle stazioni di ricarica

Pininfarina Nido Concept“Se da qui al 2020, per ogni cinque nuove auto ce ne fosse una elettrica, l’Italia si troverebbe con una flotta composta per il 10% da vetture che non emettono smog o gas serra, ottenendo un risparmio di oltre 5 miliardi di litri di benzina (oggi il consumo annuale di benzina si aggira attorno ai 13 miliardi di litri). Inoltre se la nuova flotta di auto elettriche  fosse alimentata con le energie rinnovabili invece che da centrali tradizionali, il nostro Paese abbatterebbe le emissioni di gas serra di quasi sei milioni di tonnellate, l’1,1% del totale nazionale”. Così il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, intervenuto al convegno “L’auto elettrica ama il green” che si è tenuto stamattina a Milano organizzato dall’assessorato alla Mobilità e Ambiente del comune di Milano con Asso Energie Future.

«L’auto elettrica sta diventando un prodotto significativo, anche se di nicchia, per i sistemi urbani – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente. Ci sono grandi case automobilistiche europee che stanno investendo su questo. Io spero che l’Italia riesca a consolidare la sua capacità produttiva per fare in modo che non succeda quello che è successo con il fotovoltaico. Siamo diventati importatori di moduli fotovoltaici, piuttosto che cogliere l’occasione degli incentivi per stimolare la produzione nazionale».

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La protesta dei forconi mette in difficoltà la 3Sun di Catania

domenica, gennaio 22, 2012

3sun di Catania“Trenta aziende nella sola provincia di Catania hanno richiesto, con motivazione di assoluta emergenza, scorta di mezzi o convogli per prodotti ad alto rischio o indispensabili per il funzionamento delle linee di produzione a ciclo continuo”. Lo ha reso noto Confindustria Catania, in riferimento “alle gravissime ricadute sulle attivita’ produttive” seguite alle proteste del movimento “Forza d’urto”che, dal 21 gennaio bloccano in Sicilia strade, ferrovie e porti. Protesta che continuerà fino alla mezzanotte di venerdì prossimo.

La protesta del “Movimento dei forconi”, secondo quanto riportato da “Il blog di Sicilia“, ha causato anche lo stop improvviso di un importante approvvigionamento per l’azienda fotovoltaica 3Sun di Catania, con l’interruzione della produzione e la sospensione dal lavoro di centinaia di dipendenti dell’azienda.

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Guida irriverente al riciclo

mercoledì, gennaio 18, 2012

Se domani, in cucina, siete alle prese con le etichette incomprensibili del riciclo e vi chiedete cosa dovete fare di quello scomodo involucro prima di buttarlo in pattumiera e magari beccarvi pure una multa per aver sbagliato contenitore, leggete “Baite nell’oceano”, il divertente blog di Alessandro Giurani. Forse non avrete imparato nulla di nuovo ma vi sarete sicuramente fatti due risate.

Oltre alla “Baita del riutilizzo”, Giuriani dà preziosi consigli su come non farsi prendere dall’ansia dei pacchi regalo (e dal riciclo della carta), su come ripiegare e annodare un fazzoletto per avvolgere e trasportare oggetti (senza l’uso di sacchetti di plastica, come fanno in Giappone) e altri singolari consigli di buone pratiche green.

www.baitenelloceano.blogspot.com

Garantire posti di lavoro senza “fare ammuina”

martedì, gennaio 17, 2012

ImagePer 75 operai della ex ISI il 2 febbraio si riapriranno i cancelli.  Grazie al coraggio di un imprenditore che, dopo la drammatica chiusura della Zanussi prima, della Electrolux poi, il fallimento della ISI e, oltre un anno di proteste e cassa integrazione, sta dando un’iniezione di speranza ai lavoratori e alle loro famiglie. Secondo quanto riferito da Alessandro Beccastrini della Fim Cisl,: “En-Eco reintegrerà 75 dipendenti ma per questione di tempi dovrà spostare la produzione di micro eolico e fotovoltaico flessibile in un altro sito produttivo, sempre in provincia di Firenze. Per gli altri lavoratori aspettiamo l’incontro del 7 febbraio con il curatore fallimentare”.

E mentre da Firenze continua l’incertezza per la maggior parte dei lavoratori della ex Electrolux, oggi è stata consegnata al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, in visita allo stabilimento Power One di Terranova Bracciolini, la proposta di protocollo d’intesa per la creazione di un nuovo polo delle rinnovabili in provincia di Arezzo. “Il polo industriale di Terranuova può rappresentare un banco di prova per la definizione di un nuovo modello di sviluppo e per la creazione di posti di lavoro qualificati”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini consegnando al ministro dell’ambiente Corrado Clini la bozza del protocollo.

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Dopo le ombre del sole, i nodi del vento

sabato, gennaio 14, 2012

La danese Vestas, leader mondiale nella produzione di turbine eoliche, licenzierà 2335 persone in Europa. La concorrenza asiatica tra le cause

La crisi non risparmia il gigante dell’eolico, la danese Vestas, un gruppo internazionale che nel 2010 aveva raggiunto un utile di 187 milioni di euro. Dallo scorso ottobre Vestas ha dovuto correggere, al ribasso, gli obiettivi poichè nel terzo trimestre ha visto perdite nette per 60 milioni di euro, abbandonando così gli ambiziosi target fissati al 2015: un fatturato di 15 miliardi di euro e un margine ebit pari al 15%.

La riduzione del personale, annunciata per il 10% dell’attuale forza lavoro, riguarderà soprattutto le figure amministrative che segue al drastico piano di ristrutturazione già avviato un anno fa e che aveva visto la chiusura di 5 stabilimenti produttivi e il licenziamento di 3000 persone. Ad oggi 2335 sono i posti di lavoro che Vestas taglierà nei prossimi mesi e, se il Governo statunitenese non rinnoverà le sovvenzioni sulla produzione, in scadenza a fine 2012, potrebbe procedere con un ulteriore taglio di 1600 persone anche negli USA.

La ristrutturazione coinvolgerà soprattutto l’Europa e 1740 persone, con il licenziamento di 1300 addetti in Danimarca e 449 in Germania, Italia  e Svezia, per arrivare a ridurre le spese di 150 milioni di euro l’anno, dalla fine del 2012.

Vestas in Italia è presente a Taranto dal 1998, con un organico di oltre 700 persone. Oltre a occuparsi del mercato italiano, il Service & Maintenance Centre di Vestas Italia segue i parchi eolici situati nell’ambito di un’area di mercato che comprende vari paesi del nord Africa e sud dei Balcani tra cui Albania, Egitto, Libia, Giordania. A Taranto hanno sede i due stabilimenti produttivi di pale e generatori e il centro di sorveglianza incaricato di monitorare più di 1800 turbine in diversi parchi eolici pari a 1.817 MW di potenza installata.

Tra le conseguenze della crisi, come già per altri comparti produttivi delle rinnovabili, il crollo dei prezzi e l’offensiva asiatica. A peggiorare la situazione anche la difficoltà dell’azienda danese di rinnovare la gamma di prodotti di fronte a colossi cinesi come Sinovel Wind e Xinjiang Goldwind Science & Technology.

Still sunny

giovedì, gennaio 12, 2012

Secondo un’indagine condotta dall’ultimo numero di Lombard,  il magazine di finanza internazionale in lingua inglese del gruppo Class Editori, è “ancora sole” per i finanziamenti alle energie rinnovabili. Unicredit nella top ten delle banche internazionali.

Sebbene le condizioni dei finanziamenti alle imprese siano rapidamente peggiorate a partire dallo scorso agosto investitori privati, industriali e fondi di private equity sono ancora attratti dal settore fotovoltaico. Tuttavia questi attori stanno spostando la loro attenzione verso soluzioni di finanziamento diverse da quelle offerte dalle banche italiane, in particolare Unicredit e Intesa Sanpaolo. Le banche tedesche e spagnole sono diventate proattive nel finanziare nuove iniziative, insieme a Istituzioni sovranazionali come la BEI (Banca Europea di Investimento).

I primi finanziatori di rinnovabili nel mondo

Banca Mln $ Operazioni Impianti in Italia
European Investment Bank (BEI) 5,409.0 11 na
Banco Nacional de Desenvolvimento 3,164.8 18 na
US Federal Financing Bank 2,119.2 3 na
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria 1,968.1 29 SunEdison a Rovigo (progetto da 444 mln $)
Mitsubishi UFJ Financial 1,939.5 18 na
Banco Santander 1.817,1 27 SunEdison a Rovigo (progetto da 444 mln $) + Suntech GSF Puglia (238,1 mln $); FRV&Solesa Fiumicino (60 mln $)
Unicredit 1,406.9 17 Impianto eolico Budduso (progetto da 415.5 mln $) +

9Ren Puglia e Lazio (120,2 mln $), AES Ciellino San Marco (270,7 mln $), TRM Gerbido (680,5 mln $), Parco eolico Maestrale Enna (50,2 mln $)

Dexia 1,132.0 14 AES Cellino San Marco ((270.7 mln $), Veronagest Sicilia ( 115.7 mln $)
BnpParibas 1,047.5 12 AES Cellino San Marco (270.7 mln $), TRM Gerbido (680.5 mln $)
World Bank 1,046.2 9 na
Fonte: Bloomberg New Energy Finance

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I comuni italiani e lo sviluppo delle fonti rinnovabili: le proposte dell’Anci

martedì, gennaio 10, 2012

A margine dell’audizione alla Camera, conclusasi poco fa, le osservazioni dell’ Associazione Nazionale Comuni Italiani sul quadro normativo vigente. Tra le priorità anche l’emergenza occupazionale

Alessandro Bolis Vicesindaco di Carmignano di Brenta - Componente ufficio di presidenza ANCI Nazionale “Il ruolo delle città ha un’importanza cruciale nel conseguimento della qualità della vita dei cittadini e in obiettivi come la mitigazione del cambiamento climatico, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la spinta allo sviluppo verde delle nuove tecnologie mediante l’utilizzo esteso delle ICT”.

Così Alessandro Bolis, vice sindaco del Comune di Carmignano di Brenta e membro dell’Ufficio di Presidenza Anci parlando a margine dell’audizione presso l’VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera per un’indagine conoscitiva sulle politiche ambientali e in particolare in relazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel documento sintetico presentato in audizione, accanto alle principali linee strategiche e di intervento portate avanti per i Comuni a favore delle politiche di sviluppo, energetiche ed ambientali, l’Anci ha illustrato alcune osservazioni sul quadro normativo vigente, in particolare sul decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE approvato il 3 marzo 2011, evidenziando anche alcune questioni aperte dal punto di vista normativo e attuativo.

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