Archivio di novembre, 2011
Cinesi all’attacco: dall’8 al 15% di energia da fonte rinnovabile entro il 2020
mercoledì, novembre 30, 2011Italia, terra di facile conquista anche per le produzioni
“The way the world turns” (Come gira il mondo) è il titolo del Financial Times su la nuova sfida cinese verso la riconversione energetica e la conferma della leadership mandarina sui mercati internazionali delle energie pulite.
Le rinnovabili sono, per il Governo cinese, un antidoto per prevenire la crisi energetica nazionale e una cura per sconfiggere l’inquinamento atmosferico causato principalmente dalla produzione di carbone che, in Cina, rappresenta ancora il 70% del consumo di energia primaria.
Un percorso di riconversione industriale iniziato 10 anni fa che oggi vede ai primissimi posti delle classifiche mondiali i produttori cinesi e che avrà, come risultato finale, il raggiungimento del 15% di produzione energetica da fonte rinnovabile.
Due compagnie cinese, Sinovel e Xinjiang Goldwind sono tra i primi tre produttori di turbine eoliche a livello mondiale per capacità installata. Prima di loro, solo la danese Vestas.
Sul fronte del solare, sette dei dieci primi produttori mondiali sono cinesi tra cui LDK Solar, Suntech Power, Trina Solar e Yingli. Primati internazionali che hanno portato nelle top ten degli uomini più ricchi del mondo anche alcuni amministratore delegati delle rinnovabili made in China.
Con oltre 42.287 GW eolici installati nel 2010, la Cina batte gli Stati Uniti che, nello stesso anno, ha installato 37.889 GW. Uno scarto di oltre il 10% che ha visto il Governo cinese recuperare sul tempo perduto in meno di 9 anni: nel 2001 gli americani già installavano fattorie del vento per 3864 GW, i cinesi solo 402 GW. Supremazia indiscussa anche quando si parla di produzione da fonti rinnovabili sul totale installato nel mondo. Pechino ha oggi una capacità produttiva quasi il doppio di quella americana e di quella tedesca. 103 GW cinesi, rispetto a 58GW americani, 49GW tedeschi, 26GW giapponesi,18,7GW indiani, 7,5GW inglesi e 14GW brasiliani.
Uno schieramento di forze a cui i principali mercati internazionali stanno rispondendo con diversi provvedimenti per non soccombere di fronte all’avanzata inesorabile dei cinesi, il cui cavallo di troia, sono ancora una volta i prezzi. Prezzi inferiori del 30% che, insieme a una politica di acquisizioni sul territorio in quei paesi dove l’energia pulita è incentivata dallo Stato, ne fanno gli indiscussi vincitori della partita rinnovabile. Apparentemente in Italia ciò non sarebbe possibile ma come sempre, fatta la legge, trovato l’inganno.
“Green Economy on capital markets 2011” : il mondo green piace ancora agli investitori
lunedì, novembre 28, 201113 le società italiane che hanno evidenziato le migliori performance in termini di crescita dimensionale e di marginalità.
Dallo studio, condotto da IR Top, società italiana specializzata nella consulenza in Investor Relations e Comunicazione Finanziaria, su 106 società italiane ed estere, emerge una crescita dimensionale delle compagnie green nei Paesi europei che hanno raggiunto nel 2010 un fatturato medio di 117,7 milioni di euro e una marginalità media di 11,3 milioni di euro (rispettivamente +25% e +16% rispetto al 2009).
Per l’Italia IR Top ha individuato un panel di 13 società green rappresentate sul listino azionario italiano e caratterizzate da una capitalizzazione inferiore ai 600 milioni di Euro e modelli di business focalizzati sulle energie rinnovabili e sulla gestione dei rifiuti.
Le società italiane così individuate sono: Alerion Clean Power, Biancamano, Eems, ErgyCapital, Falck Renewables, Fintel Energia Group, Greenvision Ambiente, K.R. Energy, Kerself, Kinexia, Pramac, Sadi Servizi Industriali e TerniEnergia. Il campione potrebbe tuttavia essere esteso già dal prossimo anno a seguito dell’entrata sul mercato dei capitali di nuove società operanti nel settore. Per l’estero, è stato individuato un panel di società comparable sui mercati francese (21), tedesco (54) e inglese (28).
In particolare le 13 società italiane rispetto ai comparable esteri hanno evidenziato le migliori performance non solo in termini di crescita dimensionale (+35%), ma anche di marginalità (+100%). Anche nei 9 mesi del 2011 è proseguita la crescita del settore sia a livello di ricavi (+12%), che di Ebitda (+6%).
Tornare a Sognare: un manifesto online promosso da Italiani di Frontiera, aderite!
lunedì, novembre 28, 2011Per una volta vorrei non parlare solo di green economy ma di sogni. Non bisogna mai smettere di sognare, tantomeno un futuro sostenibile. Anche una rubrica del mio blog è intitolata a un mio modesto sogno nel cassetto: la città di Barcellona.
Per questo “Bianco, rosso e green economy” accoglie e volentieri pubblica l’appello del collega Roberto Bonzio fondatore di Italiani Di Frontiera. Con lui ci siamo trovati a lavorare insieme nel lontano 1995: Roberto era redattore economia al quotidiano Il Giorno di Milano ed io, l’ufficio stampa del WWF Italia. Roberto è poi passato alla Reuters e da lì la sua curiosità lo ha portato, per sei mesi, ad essere un Italiano di Frontiera. Da solo, in aspettativa e con la famiglia, ha vissuto a Silicon Valley dove ha raccolto le esperienze dei tanti italiani che vivono in America e che sono capaci, ieri e oggi, di tentare nuove imprese.
Tante nuove imprese, coraggiose e controcorrente, nascono ogni giorno nel settore green, così come racconta il mio blog. Tante però scompaiono o stanno scomparendo senza neanche l’attenzione che si meritano. Se vogliamo guardare al futuro con fiducia, dobbiamo tornare a sognare e lo possiamo fare con modelli diversi da quelli adottato finora: la green economy è sicuramente uno di questi.
Per guardare al futuro con fiducia, il nostro Pese dovrà tornare a sognare. Inseguire e far conoscere il talento, dimenticando devastanti modelli culturali che sono autentiche macerie culturali nelle nostre teste.
E’ quanto afferma il manifesto che Italiani di Frontiera ha appena lanciato online, con una pagina web dedicata, Tornare a Sognare, appositamente realizzata da Luca Perugini autore pure del sito IdF (grande Luca!), un appello che annovera tra gli amici primi firmatari fior di connazionali, come Stefano Beraldo amministratore delegato di Coin, Fabrizio Capobianco fondatore e presidente dell’italoamericana Funambol, Lorenzo Thioneche dopo aver gettato le basi del motore di ricerca Bing di Microsoft, oggi sta producendo un musical a Broadway.
A rischio 5 mila addetti del fotovoltaico veneto
mercoledì, novembre 23, 2011Dal Veneto l’appello al Ministro Passera per salvare le aziende in crisi
Sole in ombra anche per le fabbriche di Carmignano del Brenta, di Cittadella, di San Pietro Viminario dove hanno sede, rispettivamente, la tedesca Solon, Helios Technology e X Group.
“Una crisi che”, come riportano le fonti sindacali della Fim-Cisl, “si fa sempre più pesante e potrebbe coinvolgere, indotto compreso, circa 5000 occupati”.
La filiale di Carmignano del Brenta della multinazionale tedesca Solon ha fermato un turno di produzione con 60 addetti in cassa integrazione mentre in X Group, partecipata dalla finanziaria Veneto Sviluppo, è cassa integrazione per 60 persone e si sta pensando ad un nuovo piano industriale per la riconversione del business. Helios Technology sta invece producendo ma sul suo capo pende, dalla primavera scorsa, l’esito di un arbitrato internazionale secondo cui i cinesi di Ldk chiedono 50 milioni di dollari. La Corte d’Appello di Venezia ne ha sospeso l’esecuzione fino alla fine del 2013 ma da Ldk chiedono ai giudici di anticipare la decisione visto le incertezze che riguardano la controllante di Helios Technology, la quotata Kerself, entrata oggi ufficialmente nella lista nera della Consob.
Ed è proprio il dumping cinese sul mercato italiano che sembra alimentare i venti della crisi del fotovoltaico, in Veneto, come nel resto d’Italia. Secondo Andrea Bonato, della Fim Cisl: “l’eccellenza italiana esiste anche in questo settore e tra pannello e pannello ci sono differenze di rendimento e durata”. Vero è che in Veneto, come altrove, la conquista asiatica del mercato può contare su delle reti di vendita particolarmente aggressive che riescono a raggiungere le famiglie mentre le industrie del fotovoltaico sono in affanno per la stretta del credito e, la riduzione delle commesse.
Tra oggi e domani il segretario della Fim Cisl Veneto spedirà un telegramma al nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, in cui lo inviterà ad intervenire prima possibile a tutela del settore delle energie rinnovabili chiedendo l’emanazione, in tempi brevi, di un nuovo decreto che chiarisca gli incentivi per il 2012.
La situazione è diventata, nelle ultime settimane, talmente grave che giovedì prossimo, nell’ufficio dell’assessore provinciale al lavoro, Massimiliano Barison, si terrà un secondo incontro nell’arco di un mese per fare il punto della situazione.
Ascolta l’intervista ad Andrea Bonato Fim Cisl Veneto su Radio Radicale
Sostenibilità anche nel piatto: la rivoluzione della lattuga
martedì, novembre 22, 2011“La rivoluzione della lattuga”, in questi giorni in libreria, è un viaggio dal Nord al Sud del mondo con un protagonista del tutto inconsueto: il cibo.
Autrice del libro, Franca Roiatti, giornalista friulana, capo servizi esteri a Panorama che, un po’ per lavoro e un po’ per passione, da tempo si occupa di “economia del mangiare”.
“Bianco, rosso e green economy” ha incontrato Franca per chiederle se, davvero, è ancora possibile ri-partire dalla lattuga per riprenderci il nostro rapporto con la terra e le sue risorse.
Per nutrirci spendiamo una percentuale altissima del nostro reddito. Ma è vero che il resto lo paga la Terra?
Sullo scontrino non compaiono mai tutte le voci di spesa, la conta delle risorse impiegate o distrutte per avere la bistecca, le merendine o le banane. Se fossero conteggiate forse non ce le potremmo permettere. Molti segnali ci stanno avvertendo che a partire da domani non potremmo più farlo. Nel 2020 saremo 9 milioni di persone e già ora abbiamo esaurito la Terra!
Produciamo troppo e sprechiamo molto. Siamo denutriti da una parte del mondo ma obesi dall’altra. Il sistema sembra impazzito ed è vero che abbiamo perso il controllo?
Più che il controllo abbiamo perso il senso reale di quello che è il vero significato del cibo. E’ l’energia del corpo umano, fa parte di noi, ci caratterizza e ci dà il senso della nostra storia. Attraverso la coltivazione delle carote e delle cipolle si possono raccontare i cambiamenti climatici, attraverso il gusto e i sapori ricordare chi eravamo e da dove veniamo. Durante il mio viaggio la cosa più bella è stata scoprire l’esigenza dei giovani di tornare alla terra. Ci sono molti modi per riappropriarsi di un rapporto con il cibo. Tante strade per rifiutare l’idea che quello che finisce sulle nostre tavole sia un prodotto come tanti altri, di sola e pura convenienza.
Change up!Scelgo io
sabato, novembre 19, 2011Domani, domenica 20 novembre, il premio alle aziende che rispettano i principi del circolo virtuoso della sostenibilità
Fino a domani sera al Superstudio Più di Milano (via Tortona 27) si potrà visitare l’ezione Winter di Change up! Scelgo io, il salone temporary shop che propone un nuovo modo di vivere l’inverno e il tempo delle feste. Al motto di “sostenibile è bello” l’evento, a ingresso libero dalle 10.00 alle 19.00, è un’interessante vetrina di prodotti per l’arredamento, per il food, per il beauty, per l’abbigliamento, naturalmente tutti all’insegna della sostenibilità senza trascurare qualità e ricerca.
“La strada delle sostenibilità”, secondo gli organizzatori, “è una necessità per tutti che non dobbiamo vivere come rinuncia, bensì come scoperta di nuove possibilità. Una strada obbligata che offre nuove opportunità per ridisegnare le modalità di produzione, distribuzione e consumo”. “Il mercato”, proseguono i promotori di Change up, “ha finalmente recepito questo cambiamento”. Secondo i dati ICEA, Istituto Certificazione Etica e Ambiente, dal 2009 al 2010 i consumi “green” sono cresciuti del 35% riscontrando un segno più rispetto a qualsiasi altro settore.
L’impatto e i consumi energetici dell’evento, a cui parteciperanno un migliaio di persone, sarà compensato con progetti di mini idroelettrico certificati in Turchia grazie a Obiettivo meno, un marchio della società di consulenza E-Cube . “La compensazione della Co2”, ha spiegato Aldo Iacomelli di E-Cube, “che per questi tre giorni dell’edizione Winter di Change up sarà di un centinaio di tonnellate, è una delle strade che proniamo, insieme alla riduzione dei rifiuti e ai consumi di energia, per orientare le aziende verso la sostenibilità. Progetti concreti attraverso i quali si possono ridurre i costi, ridurre l’ impatto ambientale, rispettare le normative vigenti e, perché no, aumentare la propria reputazione e immagine verso gli stakeholders”.
Le ombre del sole offuscano anche BP Solar
venerdì, novembre 18, 2011Manifestazione dei lavoratori di BP Solar per protestare contro il blocco dei cantieri

Dal Nord al Sud dell’Italia la crisi del fotovoltaico italiano e, dei suoi lavoratori, non si arresta.
E’ notizia di oggi, riportata dai quotidiani locali, che i lavoratori di BP Solar, la divisione fotovoltaica che appartiene al colosso multinazionale BP (British Petroleum), hanno organizzato una manifestazione pacifica per protestare contro il blocco dei cantieri in Pugoia. I 50 impianti dislocati su una vastissima area agricola nei pressi di Brindisi, avrebbero permesso ad oggi l’occupazione di circa 650 unità lavorative per la fase di costruzione e, di circa 100 unità per le attività di manutenzione previste nei prossimi 25 anni. Lavori avviati da due anni che il 21 ottobre si sono interrotti in attesa che la società BP Solar perfezionasse l’iter di finanziamento degli stessi. I lavoratori, al motto di: “Chi contava su di voi ha le mani e le coscienze pulite. E voi?” e “Ing. Chianetta (Amministratore Delegato della società ndr) hai tante famiglie sulla coscienza”, per due giorni hanno protestato davanti agli impianti della multinazionale.
Clini: avanti tutta con la crescita sostenibile nel segno della continuità
giovedì, novembre 17, 2011
E’ Corrado Clini, professione medico, 64 anni, da oltre vent’anni Direttore Generale del ministero che si occupa di tutela del territorio e del mare, il nuovo Ministro dell’Ambiente. Un grande negoziatore, abituato da anni a trattare con cinesi, europei, americani e che ha rappresentato l’Italia in tutti i grandi negoziati internazionali sul clima. Dalla nascita del Protocollo di Kyoto sulle riduzione delle emissioni di Co2 alla strenuante trattativa, con l’Europa, sugli obiettivi 202020: raggiungere entro il 2020 il 20% di consumi da fonti rinnovabili e ridurre del 20% i consumi di energia.
Un uomo pragmatico che ha sottolineato di: “voler procedere nel segno della continuità del lavoro fatto” e che ben conosce le problematiche di un settore dove la politica non è quasi mai riuscita a dare programmi nazionali e di lungo periodo, come il tanto atteso Piano Energetico Nazionale. “Nel momento in cui - ha dichiarato Clini alla notizia della sua nomina – l’emergenza economica suggerisce lacrime e sangue, che può voler dire ridurre gli investimenti sui temi ambientali, farò di tutto perchè la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell’Italia”.
Per Clini bisogna innanzitutto: “completare il quadro normativo per il sistema energetico italiano“. Il che significa: rinnovabili e efficienza energetica. Il faro è l’Europa e il governo Berlusconi ha lasciato ancora da approvare i decreti attuativi dell’ultima direttiva UE recepita in Italia, che riguardano la produzione elettrica da fonti rinnovabili e l’energia termica verde. Entrambi attesi dai produttori che aspettano la definizione degli incentivi per ripartire con gli investimenti. Per l’efficienza energetica resta da capire che fine farà la detrazione del 55% e gli altri strumenti che consentano di raggiungere gli obiettivi europei.
Primo appuntamento per il neo Ministro, la conferenza Onu di Durban a fine mese. La sua filosofia però è già chiara: “sono un servitore dello Stato. Mi preparo a un impegno che onorerò nel modo migliore”
Continua fino a fine anno la cassa integrazione in MX Group e Solarday
martedì, novembre 15, 2011
Per le due aziende brianzole, MX Group e Solarday, produttori italiani di moduli fotovoltaici che impiegano circa 300 operai per una potenza produttiva di 180 MW, permane lo stato di crisi.
Bianco, rosso e green economy, che fin dalla nascita cerca di seguire in tempo reale le sorti delle aziende del settore attraverso la rubrica “I silurati della green economy”, ha intervistato telefonicamente Christian Vagni della FIM Cisl per avere un aggiornamento sulla situazione e per sapere se sono state superate le difficoltà. Fino a fine anno, secondo le fonti sindacali, 200 dipendenti, un centinaio in Solarday e altrettanti in MX a rotazione, risultano confermati in cassa integrazione.
A settembre 2011 era stata dichiarata, per un mese, la cassa integrazione di 200 tecnici, tra lo stabilimento Solarday di Mezzago e quello MX Group di Villasanta. Com’è oggi la situazione?
Lo stato di crisi è confermato fino a dicembre 2011 anche se occorre fare un distinguo tra le due aziende perché hanno profili diversi, uffici commerciali e clienti differenti. Nel caso di MX Group, dopo due mesi di cassa integrazione pesante, oggi sono riusciti a scaricare le scorte di magazzino e hanno ripreso la produzione su due turni anziché tre. Grazie alla trattativa sindacale, portata avanti in questi mesi, solo 1/3 delle risorse sono state coinvolte nella cassa integrazione. L’azienda ha cercato di ottimizzare al meglio le risorse e gli operai sono stati ricollocati su altre attività come ad esempio tagliare l’erba nei cantieri aperti o nell’installazione di impianti.
Solarday invece, ancora oggi, sta faticosamente riprendendosi e la produzione non è ripartita a pieno regime. Al momento stanno coprendo solo produzioni limitate su linee particolari, come ad esempio le tegole solari che sono dei prodotti su richiesta. Lo stato di crisi è pesante ma siamo riusciti ad ottenere, ad integrazione della cassa ordinaria, 100 euro in busta paga per gli operai a zero ore.
Bye Bye Silvio Berlusconi
domenica, novembre 13, 2011Dodici novembre 2011: una data storica. E’ finita un’era durata 18 anni. Domani sarà il giorno di Mario Monti.
DA OGGI, COME SCRIVE IL FATTO QUOTIDIANO IN COPERTINA, SIAMO TUTTI PIU’ LIBERI
Le immagini della piazza in festa davanti al Quirinale ieri sera, all’annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi


