Archivio di ottobre 10, 2011
Emissioni zero per l’isola di San Pietro in Sardegna
lunedì, ottobre 10, 2011
A San Pietro, la sesta isola italiana, arcipelago del Sulcis, sud est della Sardegna, dove si parla ancora ligure come vuole la tradizione, dal mese prossimo si parlerà anche il linguaggio della sostenibilità ambientale.
Un vero e proprio test di come si può vivere eco-friendly con biciclette elettriche, pannelli fotovoltaici, auto dei vigili a emissioni zero, riduzione dei consumi di acqua ed elettricità. Gli oltre 6500 abitanti dell’isola famosa per il tonno rosso, diventeranno un esempio da seguire come i cittadini di Samso, l’isola della Danimarca che è riuscita a reinventarsi un’economia sfruttando le energie naturali di vento, sole e acqua.
Il piano energetico, promosso dal protocollo d’intesa stipulato con il ministero dell’Ambiente, porterà alla città di Carloforte, capitale dell’isola, un finanziamento di 5 milioni di euro. Obiettivo, entro il mese, sarà quello di ridurre i consumi di energia di oltre il 60% nelle vie del centro, del 46% in città e del 23% in periferia.
Una rivoluzione che porterà la piccola città di pescatori che parlano ancora la lingua dei caruggi, il ligure stretto stretto, ad essere il primo centro a emissioni zero d’Italia.
Un esempio esportabile e replicabile su altri territori che è stato al centro dei tre giorni dedicati alla green economy a cui hanno preso parte esperti, tecnici, ricercatori ed amministratori di importanti aziende del settore.
Il “Green workshop”, questo il titolo dell’iniziativa conclusosi ieri, ha visto anche la partecipazione di Jeremy Rifkin, Mario Tozzi, geologo e ricercatore, Antonio D’Alì, Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Daniele Pulcini e Vincenzo Naso del Cirps, La Sapienza, che hanno presentato, in anteprima mondiale, una nuova tecnologia.
Il “cervellone”, così è stato chiamato, è un sistema di controllo e risparmio energetico basato su uno speciale algoritmo in grado di controllare e razionalizzare i consumi energetici di edifici pubblici e privati: entro il 2014 il 60% dei costi per l’energia elettrica pubblica di Carloforte saranno abbattuti grazie a sensori che controlleranno, in tempo reale, gli sprechi.
Nomisma,boom solare costa 3 mld in 2011
lunedì, ottobre 10, 2011
(ANSA) – CARLOFORTE (CARBONIA IGLESIAS), 9 OTT – ”Pagheremo un caro prezzo lo straordinario boom del fotovoltaico in Italia, che gia’ nel 2011 pesa 3 miliardi di euro l’anno, scaricati nelle bollette, sia domestiche che industriali, con la parte A3 della tariffa”. A dirlo, nella giornata di chiusura del ‘Carloforte Green Workshop, e’ il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, che in questa assise si e’ definito ”un amico verde del petrolio”.
Una “breve” di agenzia lanciata ieri dall’ANSA su cui riprendo, per la rubrica “Le notizie hanno la memoria corta” i dati dell’Authority che stimano, da qui ai prossimi venti anni, incentivi pubblici fino a 170 miliardi. Se si parla però di grid parity, quando cioè l’energia solare costerà come quella tradizionale, tutto ciò potrebbe venire meno:: il 2013 secondo gli esperti è la data in cui l’Italia, almeno nel settore residenziale, raggiungerà questo importante traguardo. Secondo un articolo di Stefano Agnoli, pubblicato sul Corriere della Sera del 26 settembre l’obiettivo “grid parity” pare destinato a slittare un po’ più in là. Secondo Agnoli: “sono e resteranno le cosidette “externalities” a spingere in avanti il fatidico momento. I costi del sistema elettrico, la rete e la necessità di rimanere collegati ad essa, la distribuzione, sono tutti elementi che comportano oneri rilevanti”.
Quindi, sia in un caso che nell’altro, gli italiani continueranno a pagare gli incentivi e a non capire se dotarsi di un sistema fotovoltaico, ad esempio sul proprio tetto di casa, sarà conveniente oppure no. I prezzi dei moduli fotovoltaici sono diminuiti del 20% ma questa è un’altra storia che a nessuno piace raccontare e che sarà l’argomento di un post dei prossimi giorni.

