Archivio di ottobre, 2011
Donne italiane: green e consapevoli
venerdì, ottobre 28, 2011
Dal sondaggio di alfemminile.com , il sito web dedicato al mondo femminile che conta quasi 5.000.000 di utenti unici al mese, emerge che le donne italiane sono attive nel eco-gesti quotidiani, preferendo prodotti bio e comportamenti ecosostenibili, dal risparmio energetico alla raccolta differenziata.
• Il 51% è interessata e partecipe alla protezione ambientale
• Il 56% sceglie alimenti biologici
• L’86% è abituata a fare la raccolta differenziata in casa
• Il 74% cerca consigli pratici su come condurre una vita ecosostenibile
Ambiente: Una questione da affrontare…ora.Analizzando le risposte del campione intervistato, risulta che una donna su due (51%) considera la protezione dell’ambiente un problema che riguarda tutti e ritiene che ognuno dovrebbe impegnarsi in prima persona per trovare delle soluzioni valide. Il 37% delle intervistate è convinto che è arrivato il momento di agire, perché la questione ambientale rappresenta un’urgenza per tutto il pianeta. Solamente un 1% è disinteressato all’ argomento.
Una grande maggioranza (61%) avverte la necessità di denunciare lo scarso impegno delle potenze mondiali per risolvere i problemi legati all’ecologia. Le energie rinnovabili restano la preoccupazione numero uno in materia per il 58% che chiede al governo di dare priorità al loro sviluppo. Una donna su due (49%) dichiara di essere sempre stata una sostenitrice della causa ecologista, e per questo motivo voterebbe per un partito “verde” alle prossime elezioni. Il 31%, però, pur condividendo le idee ecologiste, non voterebbe per loro.
In Europa la settimana dedicata alla riduzione dei rifiuti
venerdì, ottobre 28, 2011Iscrizioni aperte fino al 2 novembre
Anche l’Italia tra i paesi che aderiscono all’iniziativa promossa dall’Unione Europea per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della riduzione dei rifiuti che si terrà, in tutta Europa, dal 19 al 27 novembre 2011.
Gli ultimi dati sulla produzione di rifiuti in Italia e in Europa confermano infatti la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla riduzione. Secondo l’Istat, nei comuni capoluogo di provincia italiani, la quantità pro capite di rifiuti urbani è tornata a crescere nel 2010, dopo tre anni di diminuzione, con un incremento dello 0,9% rispetto al 2009 (pari a 609,5 kg per abitante). Aderire alla Settimana Europea è quindi un primo passo per invertire questa pericolosa tendenza e per mettere in mostra quelle azioni che possono contribuire alla riduzione della produzione di rifiuti.
La passione di Scilipoti per le energie rinnovabili
mercoledì, ottobre 26, 2011
“Il fotovoltaico italiano è un miracolo che produce salute e ricchezza. Nel solo 2011, 30 miliardi di investimenti, l’energia pulita equivalente a quella di una centrale nucleare, 150.000 occupati, e enormi introiti per lo stato (6 miliardi di IVA, 550 milioni di euro di IRES e IRAP). Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, in riferimento alle energie alternative. Dopo il risultato referendario noi chiediamo che la quota del nucleare sia suddivisa fra gas 12,5 % e energia fotovoltaica 12,5 %. Per rendere questo obiettivo realizzabile da subito – aggiunge l’On. Scilipoti – sarebbe giusto che gli incentivi del quarto conto energia siano immediatamente raddoppiati da 6 a 12 miliardi di Euro”.
Ed ecco che, improvvisamente, Domenica Scilipoti come spiega in un comunicato stampa sul suo sito, in nome e per conto di un’Italia più responsabile (così recita il suo slogan elettorale), rimane abbagliato dal sole e dalle energie rinnovabili.
Il Cettolaqualunque siciliano, cui restano ancora misteriose le qualità e le motivazioni per le quali è stato scovato dal nulla da Antonio Di Pietro e portato in parlamento, il 21 ottobre ha celebrato il congresso fondativo dell’ennesimo partito, il Movimento di responsabilità nazionale, di cui nessuno in Italia avverte la necessità, se non lui stesso e il suo conto corrente bancario. Congresso pagato dall’amico Silvio con cui ha cantato l’inno di Mameli tra strette di mano e abbracci calorosi, giovani hostess in minigonna e tacchi a spillo.
Ieri il pomodoro in capitanata, oggi i fondi di investimento cinesi
lunedì, ottobre 24, 2011Il Global Solar Found, così come riportato dal Repubblica, pagine di Bari, si è impegnato a risarcire cinque milioni di euro per l’insolvenza della società spagnola Tecnova che, nella provincia di Brindisi, realizzava impianti fotovoltaici. Una parte sostanziosa andrà ai dipendenti mentre 800 mila euro saranno destinati ai fornitori. Con 450 operai è già stato trovato un accordo che prevede il pagamento di alcune mensilità (da due a cinque) mai percepite e, sono in corso trattative per altri 150 dipendenti. Tra l’altro, molti dei lavoratori impiegati da Tecnova risultavano essere nordafricani senza permesso di soggiorno e, su questa vicenda sta ancora indagando la Prefettura di Lecce per riduzione in schiavitù e violazione delle leggi in materia di lavoro regolare. Dei cinque milioni di euro previsti, 800 mila euro, circa il 95%, andrà a coprire i crediti delle piccole imprese brindisine che hanno fornito i mezzi per trasportare e montare i pannelli fotovoltaici, i servizi di manutenzione e, tutto il materiale per consentire ai lavoratori di completare i parchi solari.
Secondo un portavoce del Global Solar Found, il gruppo industriale attivo nel settore del fotovoltaico in Salento continuerà a farsi carico della manutenzione e conduzione degli impianti realizzati fino ad oggi ma non farà nuovi investimenti. Dal fondo hanno fatto sapere che bloccheranno tutti i nuovi investimenti previsti nel Salento: circa un miliardo di euro”.
Nell’Eldorado dell’energia pulita, la Puglia, i debiti si saldano, la reputazione delle multinazionali ne esce indenne ma il mercato e il territorio vanno in pezzi. Ma a chi importa?
A Milano il Festival Internazionale dell’Ambiente
venerdì, ottobre 21, 2011
Ed è proprio in questo nuovo tempio della sostenibilità che si svolge, fino a domani sera, sabato 22 ottobre, la quarta edizione del Festival dell’Ambiente promosso dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Provincia di Milano, della Camera di Commercio di Milano e di Expo 2015.
Quattro giorni di incontri, dibattiti e spazi aperti al pubblico dedicati ai temi dell’energia, della mobilità sostenibile e della salute.
L’energia dall’aria e le sue molteplici applicazioni qui trovano una testimonianza concreta visitando lo stand della C.R.I.E.L – Centro Ricerca Industrie Energetiche Lucane, azienda specializzata nel settore dell’energia dal vento che produce generatori di nuova generazione per la micro e mini produzione eolica. In particolare, ECOFLY60 esposto nella piazza della Regione, è un prodotto particolarmente innovativo perché è in grado di attivarsi anche in presenza di una bassa velocità del vento ed è particolarmente affidabile e innovativo grazie a generatori a magneti permanenti.
Rinnovabili: siamo un paese di installatori
giovedì, ottobre 20, 2011In occasione della presentazione dello studio su “Lo sviluppo delle energie alternative e crescita economica – scenario 2010 – 2035” ho chiesto a Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche Istituto Bruno Leoni, autore della ricerca insieme a Francesco Forte, come vede oggi le rinnovabili made in Italy e, quali i prossimi passi da percorrere per uno sviluppo sano del settore. Parole chiave, secondo Stagnaro, innovazione, ricerca e soprattutto meno incentivi.
Quanto, ad oggi, gli incentivi destinati alle fonti rinnovabili hanno creato industria italiana. La crisi, soprattutto nel fotovoltaico, si sta facendo sentire causata anche dalla sovraproduzione e, si dice, con un conseguente crollo degli investimenti. Ma non pensa che in Italia qualcuno stia approffittando di questa situazione?
Gli incentivi, dal punto di vista della creazione di una filiera nazionale, sono stati decisamente inefficaci, per varie ragioni. La prima è che sono stati formulati in modo tale non da sostenere l’innovazione, ma premiare le tecnologie esistenti, in un momento in cui l’industria (per esempio fotovoltaica ed eolica) era già strutturata e matura in altri paesi. La seconda, e forse ancora più importante, è che, specie per il solare, gli incentivi erano sovradimensionati: se un investimento rende a prescindere dal merito tecnico del progetto, allora non c’è ragione al mondo per rischiare nella manifattura o, a maggior ragione, nell’innovazione. Sussidi eccessivi creano un’industria di installatori e consulenti finanziari.
Nimby: questo sconosciuto a Barcellona
mercoledì, ottobre 19, 2011NIMBY, Not in my back yard è, almeno per gli abitanti di Barcellona, un acronimo di cui non si conosce il significato, L’Assessorato all’ambiente della capitale catalana che ha recentemente varato il nuovo Piano energetico ha dato il via alla realizzazione ad un impianto a biomassa nella Free Zone, l’area industriale nel distretto di Sants-Montiuic, situato tra il Porto e l’Aeroporto di Barcellona, nei pressi della statela C-31.
Un impianto che produce16.000 MW all’anno utilizzando i resti dei boschi, dei giardini e del verde urbano e, dove è previsto il trattamento di 28.600 tonnellate all’anno, provenienti soprattutto dalla potatura dei parchi cittadini. La centrale produrrà energia elettrica riducendo le emissioni di CO2 e, contemporaneamente, fornirà acqua calda ottimizzando il consumo delle case limitrofe.
Un impianto che in Italia farebbe sollevare orde di Comitati del no, soprattutto se così vicino ad un centro densamente abitato.
Ma a Barcellona di solito le cose si fanno e, anche sul serio.
Per il 2011-2020 il solo comune di Barcellona ha fissato i nuovi obiettivi del piano Energetico e prevede di risparmiare il 9% di energia, ridurre del 16% le emissioni di CO2 e di migliorare così la qualità dell’aria. Anche l’uso di energia rinnovabile è al centro del nuovo piano energetico e la centrale a biomassa della Free Zone è una delle prime realizzazioni.
Il programma contiene 108 misure, tra cui l’installazione di sensori ambientali per analizzare l’emissione di particelle di ossido di azoto e le microparticelle dei veicoli circolanti a Barcellona. L’elettrificazione del porto e, nonostante la crisi, il sostegno finanziario per la riabilitazione e ristrutturazione di edifici che prevedano criteri di efficienza energetica, sono altri obiettivi che Antonio Franco Ruiz, Assessore all’Ambiente della capitale catalana, si è dato per il 2020.
I tormentati incentivi nel Far West del solare
martedì, ottobre 18, 2011A pochi mesi dall’entrata in vigore della quarta versione del Conto Energia, il sistema che incentiva l’energia fotovoltaica, il Governo sta ancora pensando di differenziare gli aiuti sulla base delle caratteristiche del territorio. All’ordine del giorno del Ministro Romani, il cosidetto “correttivo perequativo” che deve tener conto della capacità degli impianti solari di generare elettricità, diversa naturalmente dal Nord al Sud Italia. Provvedimento in sé legittimo, tenendo conto che un impianto al Sud ha un’efficienza superiore del 35-40% e che, nelle regioni dove il sole non manca, la grid parity, ossia quando il kilowattora solare costerà come quello tradizionale, è più vicina.
Il problema rimane, ancora una volta, il metodo con cui si fanno le cose con in più un legittimo sospetto come scrive oggi Federico Rendina sul Sole 24 Ore: “la redistribuzione perequativa potrebbe invece concretizzarsi nel mantenimento degli attuali incentivi al Nord – come voluto dalla Lega – che verrebbero ridotti progressivamente , con il variare dell’indice di producibilità media, nelle zone più soleggiate”.
Insomma, quando si parla di solare gli argomenti per lamentarsi non mancano e, Michele Appendino, Amministratore Delegato di Solar Ventures mi spiega perché: “C’è da lamentarsi della mancanza di una vera pianificazione del fotovoltaico, realizzato in Italia a livello regolamentare, sicuramente più per obblighi internazionali, che per vera visione della potenzialità del settore. Certamente i continui cambiamenti normativi, a tutti i livelli, creano oggi forte incertezza, per cui lo scenario e i volumi futuri non sono prevedibili”.
Michele Appendino, Ingegnere elettronico, nella sua carriera professionale si è sempre occupato di investimenti in settori in fase di sviluppo, lavorando nel mondo della consulenza per Andersen Consulting e per McKinsey & Company. Nel 2005 ha fondato Solar Ventures, di cui oggi è Presidente e Amministratore Delegato. Solar Ventures è un produttore di energia pulita che sviluppa, realizza e gestisce impianti fotovoltaici di grande taglia, a terra e su tetto. In Italia ha impianti in esercizio per una potenza totale di 43 MWp, a questi si aggiungono altri 100 MWp sviluppati e costruiti per terzi, mentre in Francia la pipeline è di oltre 40 MWp.
In Tailandia ha sviluppato e venduto un portafoglio impianti di 80 MWp. L’azienda è attiva nel Bacino del Mediterraneo e in Medio Oriente da oltre tre anni, con un una pipeline in sviluppo in Giordania e Turchia.
A lui chiedo come vede questo mercato che, secondo molti continua a lamentarsi ma senza ragione perché ha comunque goduto di privilegi per un lungo periodo.
Piccoli giornalisti ambientali in concorso
martedì, ottobre 18, 2011
I “SEGNALI DAL VERDE – GREEN SIGNALS” saranno il tema del concorso nazionale e internazionale di giornalismo ambientale , Giornalisti Nell’Erba, rivolto a bambini, ragazzi, gruppi, classe e scuole, che si concluderà a fine maggio 2012. Il concorso nato nel dicembre 2006, da un’idea della giornalista Paola Bolaffio, dai 50 bambini della prima edizione può oggi contare su 4000 reporter ambientali in tutta Italia ed Europa.
Cibo, idee, arti, mode, tecnologie, materiali: le ultime scoperte per l’ambiente che pochi conoscono e che potrebbero cambiare in meglio il futuro al centro delle inchieste, dei reportage, delle interviste, dei video e delle foto che i “Giornalisti Nell’Erba” raccoglieranno e che verranno valutati e selezionati dalla prestigiosa giuria del Concorso. Giuria presieduta da Luigi Contu direttore dell’ANSA e composta da direttori, caporedattori, inviati delle maggiori testate, ricercatori, esperti d’ambiente, scrittori, nonché rappresentanti istituzionali dell’Ordine dei Giornalisti e della FNSI.
Un progetto unico nel suo genere che si propone di divulgare tra le nuove generazioni le tematiche ambientali e raccogliere le esperienze dei bambini di oggi su come vedono il loro pianeta, i cambiamenti climatici, la raccolta dei rifiuti, gli animali che scompaiono e su quale potrebbe essere il loro mondo ideale. Voci importanti che, dal maggio 2011, sono raccolte nel primo giornale online fatto da migliaia di bambini e ragazzi di tutta Italia: giornalistinellerba.it.
Il pianeta vivente è una delle rubriche dove, ad esempio gli alunni di una seconda elementare, raccontano: “di aver letto strane notizie sui comportamento degli uomini verso il pianeta”. Oppure, come si interrogano Chiara, Martino e Riccardo di 9 anni: “il pianeta ci dà la vita. Ma è l’unico?” e chiedono ai loro compagni: “ti piacerebbe fare il cacciatori di pianeta?”.
L’Italia paese dei condoni. No problem, ci pensa il Governo
lunedì, ottobre 17, 2011Secondo quanto riportato da Stefano Agnoli sul Corriere della Sera di sabato 15 ottobre, il Ministero delle politiche agricole Saverio Romano avrebbe proposto un provvedimento dal titolo “Condono in materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili” da inserire nel decreto sviluppo al quale sta lavorando il Ministro Paolo Romani. Secondo la notizia riportata dal Corriere della Sera e, ripresa anche dalla Padania di domenica 16 ottobre: “si tratterebbe di sedici paragrafi per sancire un nuovo “condono tombale” non solo amministrativo ma anche penale a favore di chiunque “abbia interesse” in un impianto di energie rinnovabili costruito senza autorizzazione, o la cui autorizzazione (o denuncia di inizio attività, al cosidetta DIA), stia per essere annullata.
Se dovesse passare un provvedimento del genere è inutile dire che sarebbe un disastro totale, non solo per lo scempio che si potrebbe fare di territori incontaminati ma soprattutto per gli illeciti legati alle fonti rinnovabili così come denunciato anche dal presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu: “Le indagini dimostrano che criminali di un certo peso riescono a individuare anche gli strumenti più sofisticati di intercettazione e ricorrono con abilità a intrecci finanziari e societari per muovere i loro capitali. Mi riferisco all’abilità con cui scelgono i settori più redditizi di investimento”. “Basti pensare”, ha dichiarato il presidente della Commissione Antimafia, “a quello che stanno facendo nel settore della green economy e delle energie alternative“.
Secondo però quanto riportato dallo stesso Corriere della Sera del giorno dopo, pare che al ministero per lo Sviluppo siano orientati a dare parere negativo. Un segnale che, sempre secondo Agnoli, dimostrerebbe la volontà di governare realmente un settore delicato come quello dell’energia. Dissipando, oltretutto, il dubbio che qualcuno stia già pensando a procacciarsi futuri dividendi elettorali”.




