Archivio di settembre, 2011

Le fabbriche in scadenza: Elettronica Santerno e ISI

giovedì, settembre 29, 2011

eco_leatherDue fabbriche, centinaia di operai, una produzione destinata al nuovo comparto delle rinnovabili e, una crisi in corso. Questi gli elementi in comune tra Elettronica Santerno, produttore italiano di inverter con sede a Imola e, la ex ISI, ora Easy Green, produttore italiano di moduli fotovoltaici. Insieme, le due produzioni, fanno filiera, filiera italiana: gli inverter convertono la corrente continua in corrente alternata, il modulo trasforma l’energia dal sole in energia elettrica e, insieme, fanno funzionare un impianto fotovoltaico.

Due storie lontane che hanno in comune l’incertezza del proprio destino: per Elettronica Santerno domani scade il mandato conferito dal Gruppo Carraro a Morgan Stanley per la ricerca di acquirenti sia industriali che finanziari; per la ex ISI oggi si è riunito il consiglio di amministrazione per decidere se partecipare all’asta dell’11 ottobre.

Per rilevare la ex Electrolux, fallita sotto una montagna di debiti e messa all’asta per 12,6 milioni di euro, occorre un sostegno finanziario adeguato. Almeno 20-30 milioni di euro che i nuovi soci di Easy Green non possono accollarsi interamente. La nuova proprietà ha infatti chiesto aiuto alle banche che però stanno ritardando i tempi e il timore, adesso, è che l’asta vada deserta e con essa sfumi una delle ultime possibilità di rilanciare l’attività dell’azienda e, quella dei suoi lavoratori.

Per Elettronica Santerno, fiore all’occhiello della produzione italiana con prodotti riconosciuti in tutto il mondo, fondata da uno dei pionieri del fotovoltaico italiano, Sergio Zanarini e, poi ceduta al Gruppo Carraro, sono troppe le perplessità espresse dai sindacati Fim, Fiom e Uilm che, nei giorni scorsi, hanno chiesto un incontro con la proprietà. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, pagine di Imola, all’orizzonte ci sarebbero quattro possibili compratori, sia italiani che stranieri. Questi i primi risultati dello studio di Morgan Stanley che verrà presentato domani alla dirigenza del Gruppo Carraro «Il capo del personale del gruppo ha ribadito la volontà di vendere l’Elettronica Santerno per potersi concentrare sulla vocazione primaria di Carraro, ossia le trasmissioni meccaniche – riporta il Resto del Carlino. Tutto quanto prodotto da Elettronica, compresi gli inverter per gli impianti fotovoltaici, non rientra quindi nel business tradizionale di Carraro”.

E pensare che, solo un anno fa, Elettronica Santerno era tra i promotori dell’Accademia Italiana del Fotovoltaico per lo sviluppo della filiera italiana del fotovoltaico a cui aderirono i più importanti produttori del mercato. Oggi i pezzi di quella filiera si stanno perdendo per strada ma sembra che nessuno voglia accorgersene.

Da Imola, a Scandicci, fino all’operosa Brianza, le “fabbriche in scadenza” sono tante: la storia continua e il blog bianco, rosso e green economy continuerà a raccontarla.

Anche i pannelli di MX Group in crisi

lunedì, settembre 26, 2011

Secondo quanto riportato da Il Giorno di domenica 25 settembre, pagine Monza e Brianza, MX Group, il fiore all’occhiello della produzione italiana di moduli fotovoltaici, ha messo in cassa integrazione 200 tecnici per un mese, tra lo stabilimento di San Fiorano e quello della Solarday di Mezzago.

Secondo l’articolo le misure sono state prese per superare un’empasse temporanea, congiunturale, dovuta all’aumento dei costi e ai mancati incentivi. Responsabile, secondo Christian Vagni della Fim Cisl, ancora una volta, il decreto governativo che ha affossato gli incentivi per poi ripristinarli con benefici più bassi.

Crisi dovuta anche alla fluttuazione dei prezzi delle materie prime che influisce sul ciclo di lavorazione e che per un’azienda come MX Group, esposta in prima persona con importanti anticipi di cassa, è un grosso problema. Dall’azienda fanno sapere che si tratta solo di problemi contingenti e che la produzione sarà sospesa per un periodo limitato. Il ritardo nel varo del IV conto energia ha fatto calare le richieste con il risultato che ora bisogna smaltire le scorte di magazzino.

L’azienda fondata da Carmelito e Massimo Denaro, fin dall’ampliamento della propria attività nel 2009, è stata una delle creature del “boom fotovoltaico”: da una piccola sede, sempre in Brianza e un’attività di ECP contractor per grandi impianti, è passata a 20.000 mq tra uffici e stabilimento a Villasanta,  in provincia di Monza. Tra gli obiettivi ambiziosi dell’azienda, quello di diventare un punto di riferimento strategico per tutta la filiera italiana del fotovoltaico, con anche la produzione di inverter.

E’ di luglio poi la notizia dell’acquisizione delle quote di Solarday, altro produttore italiano sempre della famiglia Denaro che produce moduli fotovoltaici, oggi detenuta al 90% da MX Group. Solarday, 140 persone e una produzione di 60MW ha il proprio stabilimento a Mezzago, in provincia di Monza.

Con questa acquisizione MX Group doveva diventare uno dei maggiori operatori del settore fotovoltaico in Italia: un fatturato di 152 milioni di euro, 400 persone impiegate,  una capacità produttiva complessiva di 310 MW annui, di cui 180 MW prodotti in Italia e 130 MW negli Stati Uniti.  Un’azienda che ha sempre pensato in grande: diventare una multinazionale italiana del fotovoltaico. Per questo il Gruppo, dalla Brianza ha ampliato la propria attività negli Stati Uniti beneficiando delle politiche di sostegno statunitense a favore delle energie pulite. Carmelito Denaro, l’anno scorso ha avviato uno stabilimento nel New Jersey che produce moduli fotovoltaici in silicio policristallino con una capacità di 65 megawatt e che, nel 2011, dovrebbe arrivare a 130 megawatt.

10.000 gli iscritti al Gruppo Fonti Energetiche Rinnovabili su Linkedin

lunedì, settembre 26, 2011

“Cari amici di FER, vi seguo con molta attenzione e oggi ho deciso di presentarmi”. Così un iscritto al gruppo Fonti Energetiche Rinnovabili può rispondere a una discussione e farsi conoscere agli altri membri del gruppo grazie al meccanismo di diffusione virale che è alla base di tutti i social network.

Il Gruppo Fonti Energetiche Rinnovabili, coordinato da Simone Catronovo, è presente dal 2009 sulla piattaforma di Linkedin, il primo social network dei professionisti, che ha raggiunto proprio in questi giorni quota 10.000 iscritti accogliendo, di settimana in settimana, 500 nuovi followers, guadagnandosi così il primato di uno dei primi gruppi in italiano presenti su Linkedin.

Presentarsi, raccontare cosa si fa, quali gli ambiti professionali in cui si opera sono tra i primi obiettivi che il gruppo si propone di perseguire nell’ottica di offrire un servizio utile ai propri iscritti. Ed è proprio “Fai crescere il tuo business, raccontaci cosa fai”,  la discussione più seguita ad oggi. Segue, sovrano nel botta e risposta tra gli iscritti, il fotovoltaico con i suoi problemi normativi, burocratici, di ricerca terreni e consigli su come orientarsi al meglio in un mercato ancora giovane e complesso.

Ed è proprio la complessità delle nuovi fonti rinnovabili alla base delle discussioni che il Gruppo di Simone Castronovo, quotidianamente, segue per chiarirsi le idee, confrontarsi e, alle volte anche consolarsi con gli altri colleghi del settore. Attraverso il gruppo FER è possibile infatti farsi conoscere, condividere opinioni e pareri con  esperti, anche di alto profilo come Amministratori Delegati e Direttori Generali di grandi aziende, aggiornarsi sulle novità normative. Una prima vetrina a cui, secondo quanto riporta Simone Castronovo, seguono spesso contatti commerciali e ulteriori opportunità di business. Lo spazio bacheca riporta poi bandi e opportunità di finanziamento là dove segnalati direttamente dagli utenti o dal coordinatore.

“Come moderatore del Gruppo – spiega Simone Castronovo – cerco sempre di evitare pubblicità gratuita e altre forme di marketing sulla nostra piattaforma. Mi piace pensare che possiamo dare un piccolo contributo alla diffusione della consapevolezza dell’uso delle energie rinnovabili e, per questo, dallo scorso mese di dicembre è possibile, anche per chi non è iscritto al Gruppo, trovare le discussioni in corso su Google”.

Simone Castronovo, ingegnere e consulente energetico, racconta che nel novembre 2009 con un amico, quasi per gioco, ha deciso di fondare il Gruppo durante un corso che stava frequentando al Dipartimento BEST del Politecnico di Milano, per la Progettazione Specialistica di Impianti Fotovoltaici. Unico scopo, allora, era tenere in contatto i frequentatori del corso stesso e, per questo, il gruppo fu denominato FOTOVOLTAICO ITALIA. “In seguito – spiega Simone – ho seguito il mio percorso di studi e mi sono appassionato sempre di più alle energie rinnovabili, ribattezzando il gruppo in FER, Fonti Energetiche Rinnovabili. I miei studi e le attività professionali si sono orientati poi alla consulenza energetica e da li è nato nel gennaio del 2010, il sottogruppo specialistico che si rivolge agli Energy Manager e che ho chiamato, Efficienza Energetica e utilizzo razionale dell’energia” .

“Oggi il gruppo cresce, è una mia creatura e, ne sono orgoglioso”, spiega ancora Simone. “E’ la prima cosa che guardo quando accendo il PC al mattino. Provo soddisfazione quando le persone trovano le risposte che cercano. Non vorrei apparire presuntuoso ma nel mio piccolo mi piace poter diffondere la cultura della green economy in quanto ci credo molto”.

Per seguire e iscriversi ai gruppi:

FER – Fonti Energetiche Rinnovabili
http://www.linkedin.com/groups?gid=2448087&trk=myg_ugrp_ovr

Efficienza Energetica e utilizzo razionale dell’energia
http://www.linkedin.com/groups?gid=2691425

Green so critical so fashion

domenica, settembre 25, 2011

Vecchi tasti di computer Apple dismessi e mattoncini Lego usati. www.vicolopagliacorta.it

In una Milano sconvolta, più che coinvolta dalla settimana della Moda italiana, si chiude oggi la tre giorni di moda critica, alternativa e consapevole organizzata da Terre di Mezzo. Nella location dei Frigoriferi Milanesi, dove una volta le mamme portavano le pellice per l’inverno, oltre trenta i produttori e stilisti che hanno esposto borse fatte con carte di cioccolatini, scarpe 100% naturali, gioielli fatti con copertoni, pouf di cartone riciclato, poltrone, sedie e poltroncine che ridanno vita a vecchie vele e a scarti di discarica, abiti di puro cotone e collane di carta.

“So critical So fashion”, giunta alla seconda edizione, si propone a pieno titolo come evento della settimana milanese e cerca di segnare il passo agli eventi del fashion meneghino con delle proposte accessibili a tutti, una location aperta al pubblico e, una selezione di stilisti e designer che hanno qualcosa da raccontare. Pochi metri più in là, Etro, con il suo pubblico delle grandi occasioni e le auto della Camera della Moda con a bordo giornaliste famose mentre consultano il carnet ricco di appuntamenti che devono rispettare, nonostante il caos milanese.

Stile e lavorazione sartoriale non mancano nell’esposizione di so critical so fashion così come momenti per imparare a riconoscere il cotone di qualità, laboratori per imparare a tagliare e a cucire un vestito (zatelier, il semplice che non è facile con le sue storie di creazioni e metamorfosi si può trovare anche su zatelier.blogspot.com), corsi di minitessitura per stilisti in erba e, TAGLIATI un’Ideas, come realizzare con le proprie mani la borsa ideale.

Un evento per mostrare/dimostrare come la moda possa essere accessibile a tutti che vuole far incontrare un pubblico sempre più esigente e attento alla qualità con giovani marchi, designer indipendenti e altre piccole realtà originali e innovative.

Non solo prodotti in mostra ma anche ricerca e innovazione con il Fashion Paper 2011, un’esposizione di abiti, gioielli e accessori in carta realizzati dagli studenti dell’ Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, Università di Architettura e Belle Arti di Firenze, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Università Sapiena di Roma, Belle Arti di Genova, Urbino, Frosinone, L’Aquila, Reggio Calabria e Bolzano. 100 creazioni di alta moda in carta: abiti da sposa, gioielli e accessori realizzati dai più talentuosi stilisti di nuova generazione. Al pubblico il compito di votare la creatività di questi nuovi talenti.

Anche la solidarietà ha il suo spazio a  So critical So fashion grazie a Giulio Iacchetti, designer milanese di VIAPIRANESI che ha relizzato TOMODACHI itxip, in giapponese amicizia, una t-shirt con bandiera italo-nipponica in vendita esclusiva nei giorni dell’evento di Terre di Mezzo. I proventi saranno devoluti alla Croce Rossa Giapponese per dimostrare che il design e la moda possono essere solidali.  http://www.criticalfashion.it/

Solyndra, the day after

martedì, settembre 20, 2011

Secondo l’Herald Tribune il programma statunitense per supportare le nuove tecnologie, tra cui le auto elettriche, è a rischio

Negli Stati Uniti, è il momento delle riflessioni.  Dopo la vicenda Solyndra, il produttore americano di celle fotovoltaiche finanziato dallo Stato per 528 milioni di dollari, si inizia a rivedere la politica di finanziamenti pubblici a favore della green economy. Un settore che, anche negli States, cresce troppo velocemente e che è a rischio speculazione.

Secondo quanto riporta l’Herald Tribune i funzionari amministrativi hanno ammesso che il mercato dell’industria verde, in particolare quella del solare, non garantisce il rimborso dei prestiti. Un’azienda, come Solyndra, con tecnologie all’avanguardia, che  riesce a costruire una fabbrica in tempo grazie a finanziamenti pubblici, è comunque troppo vulnerabile e può collassare di fronte al calo dei prezzi e alla concorrenza di altri mercati. Jonathan Silver, direttore del Dipartimento dell’Energia statunitense ha dichiarato: “prima di approvare un prestito per la produzione di energia solare o eolica e sviluppare i progetti, dobbiamo essere certi che l’elettricità sia acquisita dalle utilities. Così, si può garantire il flusso di reddito”.

Nel frattempo dal Dipartimento dell’Energia fanno sapere che, un altro settore, quello dell’auto elettrica, è prossimo al finanziamento. Le aziende che costruiranno auto a zero emissioni potranno beneficiare di 2,5 miliardi di dollari. Secondo Kevin C. See, un analista di Lux Research, “il rischio potrebbe essere un eccesso di offerta per alcuni componenti. Sulla base della capacità produttiva annunciata dal nuovo piano di Stato ci aspettiamo di avere più batterie di quanti veicoli si riuscirà a vendere”. “La corsa al cliente finale poi”, secondo See, “aumenterà i rischi di speculazione”.

Ma gli Stati Uniti sono il paese del fare e, nonostante gli esperti siano scettici, non si fermano davanti a niente.

(continua…)

La green economy si racconta: Solsonica

lunedì, settembre 19, 2011

Bianco, rosso e green economy è anche storie, storie di un settore che spesso non ha volto e anima ma cifre, spesso strabilianti, peraltro mai confermate.  Proprio oggi su Affari & Finanza, in un articolo di David Brooks, giornalista del New York Times, si parla di “promesse tradite della Green Economy”. Secondo l’Investor’s Business Daily, la dirigenza americana della Johnson Controls ha trasformato i 300 milioni di dollari di incentivi ricevuti per incoraggiare le tecnologie pulite in 150 posti di lavoro: nel 2008 alla Convention del partito Barack Obama promise di creare cinque milioni di posti di lavoro nella Green economy. La cosa assurda è che lo stesso Affari e Finanza, qualche pagina più in là, riporta la tendenza per il mercato italiano:  nel Bel Paese,  secondo Giovanni Hausmann, direttore di un master a indirizzo specialistico potremo contare addirittura su 150 mila posti di lavoro nei prossimi dieci anni. Le evoluzioni pirotecniche della green economy di casa nostra non conoscono limiti. In futuro, saremo persino più bravi degli Stati Uniti!

Più volte ho cercato di dare un volto alla green economy raccontando le storie vere di Maria, Pasquale, Michela, dei tanti operai della ISI di Scandicci, dei manager e delle aziende che non accettano il cambiamento delle regole da parte dello Stato italiano. Testimonianze importanti che non sono solo numeri  ma che parlano di quotidianità cercando di raccontare le difficoltà, i problemi e le frustrazioni di chi ha voluto scommettere su un settore nuovo.

A scommettere sono ancora in tanti e, ogni tanto, c’è chi le scommesse le vince anche in un settore, come ad esempio quello del solare, che spesso vuol dire tanta finanza e poca industria.

A raccontarlo è  Paolo Mutti, Amministratore Delegato di Solsonica (Gruppo EEMS) che ha appena raggiunto il record di vendite di pannelli fotovoltaici con una crescita del 48% rispetto allo stesso periodo del 2010. Solsonica è una società controllata dal Gruppo EEMS, multinazionale quotata al segmento Star di Borsa Italiana che opera da oltre 40 anni nel mercato dei semiconduttori e che ha saputo reinventarsi un nuovo business, dando la possibilità a centinaia di persone di mantenere il proprio posto di lavoro.

Paolo Mutti, AD di Solsonica e azionista di maggioranza di EEMS

Paolo Mutti è un imprenditore, forse un imprenditore un po’ atipico che detiene  oltre 60 brevetti e che è anche ingegnere nucleare e Phd in Scienze dei materiali a Oxford. Si racconta senza seguire gli schemi  imposti di solito ad un Amministratore Delegato di una grande azienda.

“In effetti, potrebbe tradire che io nasca come ingegnere nucleare. Ma sa, erano gli anni 80, il dibattito sul nucleare era aperto, le possibilità di un suo sviluppo immediato sembravano una realtà già in essere. Poi cambiò il vento ed io iniziai ad appassionarmi di silicio. Sono stato crescitore di silicio per alcuni anni vicino a Bolzano presso la MEMC , ma già iniziavo ad alimentare il mio sogno verso il mondo delle rinnovabili ed in particolare nel solare. La mia ricerca mi portò a conoscere Solsonica alla fine del 2008. Iniziai come consulente, responsabile della tecnologia.  Mi accorsi subito di non essere entrato in un posto qualsiasi, ma in un vero centro di eccellenza produttiva, con forti competenze di processo ma anche una straordinaria attitudine all’innovazione Mi convinsi subito che questo era il posto giusto per realizzare il mio progetto imprenditoriale nel solare e, insieme con la mia famiglia, ne sono divenuto il detentore del pacchetto di maggioranza”.

(continua…)

A scuola di videogiornalismo green

giovedì, settembre 15, 2011

Come utilizzare le attrezzature digitali per le riprese video giornalistiche, come effettuare il montaggio e lo streaming per pubblicare, in autonomia,  un servizio o un’inchiesta web- televisivi, saranno al centro del primo corso per videogiornalisti ed esperti di informazione ambientale. Ad organizzarlo, la società di informazione e comunicazione LeeLoo con Quinto Elemento TVcome media partner.

Il corso si rivolge a chi vuole intraprendere la carriera di videogiornalista freelance o a chi desidera arricchire la propria esperienza di giornalista o reporter con la conoscenza e la padronanza delle più moderne tecniche di ripresa, montaggio, editing e streaming video. Le lezioni prevedono l’approfondimento delle tematiche ambientali di più stretta attualità.

Docenti del corso saranno Gianluca Semprini (giornalista di Sky tg 24), Dario Bertini (filmaker) e Isaac Donato (montaggio).

Tutti i servizi giornalistici realizzati dagli studenti  saranno mandati in onda sulla testata giornalistica www.quintoelementotv.it

Corso di videogiornalismo ambientale “quinto elemento”

dal  21 settembre al 23 novembre 2011

Dove: presso la sede dell’agenzia di grafica e fotografia Margo (Piazza Verbano 22 – Roma).

Per informazioni: redazione@quintoelementotv.it331/6176325 -339/7868356- 339/8686980

Il sole di Obama si riaccende sulle basi americane

mercoledì, settembre 14, 2011

La sede di SolyndraDopo il recente fallimento di Solyndra, l’azienda californiana produttrice di pannelli solari che ha lasciato in eredità allo Stato un buco da 500 milioni di dollari e 1100 posti di lavoro persi, il presidente Obama prova a rilanciare lo sviluppo verde del paese coinvolgendo l’esercito USA.

Solo nel giugno di quest’anno da Freemont, in California, dove ha sede Solyndra, si parlava di raddoppiare il fatturato e oggi, il crac. Poichè tutto il mondo è paese altre due aziende americane, Evergreen Solar e Spectrawatt, hanno depositato i libri in Tribunale.

Dalla Casa bianca intanto annunciano “di voler continuare a credere che la corsa agli impieghi nell’energia pulita è una corsa che l’America può e sta per vincere. Il Dipartimento dell’Energia continuerà a finanziare altre aziende in un lavoro che dovrebbe creare migliaia di nuovi posti di lavoro”.

E poichè l’America è il paese dove le promesse si mantengono il Dipartimento USA della difesa ha appena firmato un contratto da un miliardo di dollari con l’americana SolarCity, colosso del solare, per l’installazione di pannelli su circa 160 mila alloggi di 124 basi militari. La produzione dovrebbe raggiungere i 371 megawatt e creerà 750 posti di lavoro in cinque anni.

Il progetto prevede anche di coinvolgere i veterani dell’esercito e le loro famiglie nell’installazione e manutenzione dei pannelli ed è il primo investimento degli oltre 7 miliardi che l’United States Army prevede per i prossimi dieci anni. E’ stato infatti istituito l’Energy Initiative Office, struttura dedicata allo sviluppo di iniziative su larga scala nel comparto eolico e solare, in collaborazione con il settore privato.

510 milioni di dollari saranno invece investiti, insieme al Dipartimento di Stato per l’Agricoltura, in progetti per lo sviluppo dei biocarburanti.

Banche e fotovoltaico (3): in Liguria il finanziamento è etico

mercoledì, settembre 14, 2011

Il Comune di Genova e Legambiente Liguria insieme per promuovere gruppi di acquisto solari per agevolare l’accesso al mercato da parte delle famiglie.

Un progetto semplice che prevede la creazione di appositi sportelli dove i cittadini potranno trovare tutte le informazioni relative a quali sono i documenti, quali le formalità burocratiche e quali gli adempimenti tecnici per installare sopra il tetto di casa un impianto fotovoltaico.

I finanziamenti offerti dalle banche e i contributi previsti dagli enti pubblici, saranno uno dei servizi prestati dai nuovi GAS poichè attraverso i Gruppo di acquisto si potrà accedere a finanziamenti ad hoc e a convenzioni particolari già attive con Banca Etica o con le Bccc.

Aderendo al progetto, oltre ad accedere a finanziamenti agevolati, una famiglia potrà avere un risparmio di circa 1500 – 2000 euro per l’acquisto e l’installazione.

(continua…)

Il lato verde della carta

martedì, settembre 13, 2011

La carta è naturale, riciclabile e rinnovabile. Non inquina, ha una vita infinita perchè può essere riciclata fino a 7 volte e proviene dalla fonte rinnovabile per eccellenza, il legno.

La campagna informativa TWO SIDES – IL LATO VERDE DELLA CARTA , promossa dalla filiera della comunicazione su carta, punta a sfatare i luoghi comuni che vedono la carta come sinonimo di deforestazione e inquinamento, presso il grande pubblico.

Two Sides dimostra, con dati riconosciuti da enti scientifici accreditati a livello globale, che la carta non distrugge le foreste, anzi,  contribuisce alla loro gestione sostenibile grazie all’impegno di tutta la filiera della produzione e della comunicazione su carta. Così le foreste europee crescono di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio ogni anno: sono aumentate del 30% dal 1950 ad oggi.

Tra i partner di Two Sides Italia figurano alcune cartiere italiane ed internazionali, grandi produttori di legno, Assocarta, Assocomunicazione, aziende editoriali quali Arnaldo Mondadori Editore e, tra gli altri, Poste Italiane e Seat Pagine Gialle.

Proprio la gestione sostenibile delle foreste e la rinnovabilità della risorsa legno sono oggetto di due delle tre pagine pubblicitarie titolate LA CARTA FA IL TIFO PER LE FORESTE e LA CARTA FA CRESCERE GLI ALBERI che saranno veicolate dalle principali testate quotidiane e specializzate.

La terza pagina pubblicitaria LA CARTA TORNA CARTA 7 VOLTE è invece dedicata al tema della riciclabilità della carta. Con 2000 chili riciclati al secondo, la carta è infatti il materiale più riciclato in Europa e in Italia più della metà della carta prodotta nasce dal riciclo. La fibra di cellulosa si può inoltre riciclare sino a sette volte.