Archivio di luglio, 2011

Pubblicati i dati ISTAT su lo stato di salute dell’ambiente urbano

venerdì, luglio 29, 2011

Trento, Venezia, Bologna e Foggia tra i primi quattro comuni più attenti ai problemi ambientali

Istat.itAumenta la raccolta dei rifiuti urbani, diminuisce l’uso di acqua per uso domestico, decresce il numero medio di giorni in cui si è registrato il superamento dei valori del PM10, aumenta la zonizzazione acustica in alcune città, crescono gli abitanti che utilizzano i mezzi pubblici, il verde pubblico a disposizione è più o meno lo stesso e, più edifici comunali installano pannelli fotovoltaici sui tetti.

Un quadro tutto sommato positivo che presenta un’Italia dove le città migliorano le loro performance ambientali, soprattutto sul fronte della raccolta e della differenziazione dei rifiuti urbani.

La raccolta dei rifiuti urbani nei 116 comuni capoluogo di provincia risulta pari a 609,5 kg per abitante, con un aumento dello 0,9% rispetto al 2009, dopo un triennio di andamento decrescente. La raccolta differenziata è pari al 31,7%, in aumento del 1,4% rispetto all’anno precedente. 13 sono i comuni capoluogo di provincia (Pordenone, Novara, Carbonia, Verbania, Salerno, Avellino, Nuoro, Belluno, Oristano, Asti, Tortolì, Rovigo e Trento) che hanno già superato l’obiettivo del 60%; 34 sono quelli che sono oltre il 50%. La Campania rimane sempre il fanalino di coda con la quota più bassa di raccolta differenziata: Napoli (17,7%) mentre gli altri capoluoghi campani superano la media nazionale. Salerno 71,0%, Avellino 67,3%, Caserta 46,9% e Benevento 33,9%.

Sul fronte raccolta differenziata Verona è l’unico dei grandi comuni che ha raggiunto il 50% di raccolta differenziata, seguita da Torino (43,3%), Firenze (38,4%), Milano (35,9%), Venezia (35,6%) e Bologna (34,8%). Fanalini di coda Palermo e Catania dove la raccolta differenziata risulta rispettivamente a 7,7% e 6,8%.

In miglioramento, nel 2010, anche la qualità dell’aria: nel corso dell’anno i giorni in cui si è superato il livello medio di PM10 (il valore pericoloso per la salute umana) sono stati 44,6 rispetto ai 54,1 registrati nel 2009. Questo, grazie alle nuove misure di limitazione della circolazione introdotta dai Comuni come ad esempio Napoli che ha registrato 75 giornate in meno rispetto al 2009, Genova 39; Bari 38; Roma 28, Verona 23, Firenze 22, Milano 21, Torino 20 e Catania 16.

Aria più pulita grazie alla diminuzione del consumo di energia elettrica per uso domestico e all’aumento dei consumi pro capite di gas metano per il riscaldamento: 422,3 m3 per abitante contro i 403,3 m3 del 2009. In crescita anche l’uso di fonti rinnovabili. Il numero di comuni che hanno predisposto forme di teleriscaldamento è passato dagli 11 del 2000 ai 31 del 2010 mentre per il solare termico i metri quadri installati ogni 1000 abitanti sugli edifici comunali sono passati da 0,01m2 del 2000 a 0,80 m2 del 2010.

Brutte notizie sul fronte dell’inquinamento acustico dove il superamento dei limiti previsti dalla normativa è stato registrato nel 57,2% dei casi, rispetto al 42,8% del 2009. Alla fine del 2010, 74 sono i Comuni che hanno previsto la zonizzazione acustica del territorio comunale: Torino, Mantova, Pescara e Iglesias hanno approvato un provvedimento proprio nel corso dell’anno scorso.

Infine, diminuisce il consumo di acqua nei 115 comuni capoluogo di Provincia che, rispetto al 2009, si è ridotto dell1,9% e che conferma un trend già in atto da diversi anni: gli italiani sono più attenti al consumo della risorsa idrica e, ai relativi costi.

In ultimo, come noto, gli abitanti delle città italiane non rinunciano all’uso dell’auto: il tasso di motorizzazione risulta elevato quasi ovunque con più di 600 autovetture per mille abitanti. Unica eccezione Barletta (496,5), Genova (468,6) e Venezia (707), in controtendenza per la loro particolare struttura urbanistica

Blues energy

mercoledì, luglio 27, 2011

FOREVER YOUNG ENERGY

ROBERTO CIOTTI & FRIENDS, IN THE HOT WIND OF THE BLUES

Roma, Auditorium del Circo Massimo, 16 settembre 2011

Roberto Ciotti , “ bluesman della Garbatella ”, ha portato in giro nel mondo le atmosfere del popolare quartiere di Roma, la depressione, la povertà, la rabbia, sotto la lente dell’ironia. Roberto Ciotti e i suoi “friends” colgono gli umori popolari e l’energia nascosta delle nostre Città in un mix sapiente con gli altri colori e vibrazioni del mondo nel linguaggio comune della musica,  del blues,  dell’energia .

Romano, Roberto Ciotti vanta una lunghissima carriera e numerose prestigiose collaborazioni. Ha suonato e collaborato con artisti del calibro di Ginger Baker, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Brian Auger. Sue le colonne sonore dei film di Gabriele Salvatores “Marrakech Express” e “Turné”.

Nella splendida cornice di Villa Borghese, in collaborazione con il più importante appuntamento italiano dedicato all’energia: ZEROEMISSION 2011, Nuova Fiera di Roma, 14 / 16 Settembre 2011

Per informazioni: info@theline-ab.com

I nuovi imprenditori verdi del Nord Europa

martedì, luglio 26, 2011

A Samso, piccola isola dell’arcipelago danese, il freddo e tagliente vento che soffia dal Mare del Nord non solo piega l’erba, frusta le bandiere e rende gelido l’inverno, ma è una risorsa fondamentale per alimentare le turbine eoliche installate sull’isola. E questa è una buona notizia per gli abitanti di Samso, circa 4000, visto che possiedono azioni proprie in 20 delle 21 turbine che danno l’energia all’isola e che sono sorte sia sul terreno sia nelle acque al largo dello stretto di Kattegat che collega il Mare Baltico al Mare del Nord.

Una piccola isola sperduta del Nord Europa e i suoi abitanti che sono al centro di un reportage fotografico pubblicato dall’Espresso, in edicola questa settimana.

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In Francia sciopero della fame e della sete contro la burocrazia

lunedì, luglio 25, 2011

Franck Leborgne n'a pas mangé depuis plus de 11 jours

“Sono qui perché mi lascino fare il mio mestiere e ci restituiscano il diritto di produrre energia solare –ha dichiarato Frank Le Borgne,  imprenditore francese–  ”Ci hanno detto che le tariffe erano troppo elevate e che era necessario rivedere il meccanismo: il risultato è che dopo averci incoraggiato in queste tecnologie innovative, il governo ci ha abbandonati.

Con questa notizia inauguriamo una nuova rubrica dal titolo “Tutto il mondo è paese” e raccogliamo la storia dell’imprenditore bretone, dirigente della One Network Energies che dall’11 luglio fa lo sciopero della fame per protestare contro il “volta faccia” del Governo francese. Frank Le Borgne, 46 anni, è diventato in pochi giorni il simbolo della protesta contro la politica francese che nei mesi scorsi ha ridotto drasticamente gli incentivi destinati al settore fotovoltaico. Tagli che hanno portato al licenziamento di 14.000 persone e al collasso dell’intera filiera.  Secondo l’imprenditore bretone “non esiste più tariffa incentivante per meno di 250kWp e il mio investimento, 1,5 milioni di euro per un progetto già esistente a San Allouestre (Morbihan), è andato completamente perso. La specialità della nostra società sono i “tracker”, i pannelli solari che ruotano inseguendo il sole ma con queste nuovi incentivi non è più interessante per nessuno investire nell’energia solare“.

Il nostro progetto - spiega Le Borgne – è stato presentato un anno e mezzo fa ma con la moratoria del Governo è stato bloccato e, oggi,  con le tariffe in vigore è solo carta straccia. Mi sono appellato al Governo, al capo dello Stato ma nulla da fare: la burocrazia mi ha beffato”. “Se non mi risponderanno”, dice Le Borgne, “continuerò la mia protesta anche con lo sciopero della sete”.

Monnezza come ombre cinesi….anche a Napoli

giovedì, luglio 21, 2011

Immondizia raccolta in casa per sei mesi che diventa un’opera d’arte: lattine di birra, scatole di formaggio, residui di merendine impastati con gusci d’uovo, bottiglie di vetro, di plastica, barattoli di conserve. Una montagna di pattume che una volta proiettata sul muro si fonde con l’ombra dei due artisti e da arte trash diventa un gioco di ombre e riflessi dove anche la spazzatura è vera e propria installazione artistica.

Montagne di rifiuti che Tim Noble e Sue Webster, due artisti londinesi, da sempre utilizzano per le loro opere d’arte apprezzate in tutto il mondo e che negli anni ’90 hanno rivoluzionato il concetto di installazione.

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L’ultimo numero della rivista L’Ambiente

mercoledì, luglio 20, 2011

Dal nostro blog puoi leggere il numero 3 della rivista L’Ambiente che propone articoli sul costruire sostenibile, sul nuovo conto energia, sul riciclo e altri approfondimenti tecnici sulle tematiche ambientali.

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La Lega e le rinnovabili (2)

martedì, luglio 19, 2011

Continua la campagna della Lega contro le rinnovabili. Questa volta, con un articolo del giornalista Roberto Schena che sulle pagine del quotidiano La Padania di oggi riprende un articolo dell’Economist e definisce “enormi panzane” le politiche dell’Onu sui cambiamenti climatici. Tra le panzane più grosse, secondo il quotidiano della Lega ci sono le rinnovabili e il potenziale che queste potrebbero raggiungere nei prossimi anni. Secondo la Padania l’IPCC, l’organismo dell’Onu che si occupa dei cambiamenti climatici si sarebbe fatta redigere il rapporto da Greenpeace e dalle aziende del settore delle fonti pulite. Insomma, roba da non crederci in tutti i sensi!

Leggi l’articolo de La Padania del 19 luglio 2011

La Camera conferma i tagli alle detrazioni fiscali del 36% e 55%

lunedì, luglio 18, 2011

Da Edilportale.com

Confermato il taglio per le detrazioni fiscali del 36% sulla ristrutturazione del patrimonio edilizio e del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica.

La Camera ha approvato la fiducia sulla legge di conversione della Manovra finanziaria (DL 98/2011), già approvata ieri dal Senato, che prevede una riduzione del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 sulle agevolazioni fiscali per la casa.

Come già detto ieri, il bonus del 55% scade il 31 dicembre 2011 mentre quello del 36% il 31 dicembre 2012, quindi il taglio sarà effettivo solo se le due agevolazioni verranno prorogate nei prossimi anni.

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Le idee poco chiare dell’Europa

venerdì, luglio 15, 2011

Mentre Londra vuole sostituire il petrolio con il vento, Berlino taglia i fondi alle rinnovabili e investe negli impianti a carbone.

Tutto il contrario di tutto nell’Europa del 20/20/20 (la direttiva UE che prevede di ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili)  dove l’approvvigionamento energetico è sempre al centro delle agende dei vari Governi con non poche contraddizioni.

La più eclatante viene dalla Germania. Il Governo della cancelliera Merkel, dopo aver da poco proclamato la grande svolta energetica con l’abbandono del nucleare entro il 2022 e il potenziamento di eolico e solare, ha da ieri cambiato rotta annunciando di voler destinare una parte dei fondi dedicati alle rinnovabili per finanziare la costruzione di nuove centrali a carbone. Una tecnologia non troppo pulita, peraltro obsoleta che dovrebbe essere sovvenzionata con i soldi per le energie rinnovabili in un Paese che ambisce alla posizione di leader nella produzione di energia da fonti alternative. Oggi il carbone copre circa il 40% delle forniture elettriche tedesche e il suo ruolo è destinato a crescere poiché, secondo il Governo tedesco: “tra il 2013 e il 2016 si prevede la costruzione di centrali fossili altamente efficienti, incentivata col 5% delle spese annue del fondo per l’energia e il clima. 166,5 milioni di euro che finirebbero in nuove centrali a carbone e, a gas. Come se non bastasse poi l’Agenzia delle reti ha proposto di mantenere operativa una delle centrali nucleari già spente da Berlino, come riserva per far fronte ad eventuali black out invernali.

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Ministro Romani e ddl rinnovabili: il settore è vivo e prospero!

mercoledì, luglio 13, 2011

Intervista del Ministro Paolo Romani a Elementi, periodico del Gestore Servizi Elettrici

Paolo Romani, Ministro Sviluppo EconomicoGrazie al nuovo provvedimento abbiamo evitato una bolla speculativa“. Così Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo Economico, difende il decreto sulle rinnovabili in un’intervista rilasciata a Elementi, il periodico del GSE.

“Il provvedimento -si legge nell’intervista – fornisce al settore una prospettiva di lungo termine, un quadro di regole e un volume di risorse che consentiranno una crescita graduale fino a tutto il 2016, periodo indicato dagli esperti come il periododo in cui si raggiungerà la grid parity, ossia il costo dell’energia fotovoltaica sarà uguale a quella tradizionale”.

Resta da capire se nelle prospettive di lungo termine il Ministro Romani ha preso in considerazione le manovre elettorali dei vari Robin Hood in sede al suo Governo e le conseguenze che queste hanno avuto e continuano ad avere su tutto il settore.

Secondo gli operatori in queste ultime settimane si iniziavano a registrare i primi timidi segnali di ripresa, una ripresa comunque lenta. Gli istituti di credito nazionali, seppur con molte paure e perplessità, stavano tornando ad investire nel settore. C’è chi crede ormai che nel nostro Paese sia difficile fare un contratto con lo Stato.

Leggi l’intervista a Paolo Romani pubblicata sul numero 23 di Elementi