Archivio di giugno, 2011

Nuovo allarme per gli incentivi alle rinnovabili

giovedì, giugno 30, 2011

Riporto di seguito l’articolo “La bolletta delle beffe” dell’amico e collega Luca Pagni pubblicato oggi sul suo blog “Piccole e medie imprese”  di Repubblica.it, dove scrive dei nuovi tagli previsti in Finanziaria, tra cui quelli destinati alle rinnovabili.

Un taglio netto del 30% agli incentivi per le rinnovabili. Ma anche ai fondi destinati a sostenere le famiglie meno abbienti, la ricerca scientifica nel settore dell’energia e i contributi ai piccoli comuni. Il provvedimento con cui il governo ha intenzione di ridurre il peso che “incentivi, benefici e agevolazioni comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alla fornitura di energia elettrica e del gas naturale” la dice lunga sul momento di confusione politica e non solo in cui è caduto il governo guidato da Silvio Berlusconi.

Nelle intenzioni dell’esecutivo, la manovra, chiamiamola così, correttiva avrebbe lo scopo di limitare l’esborso delle famiglie per le bollette energetiche. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Tagliare del 30% (tra l’altro cambiando le regole per la terza volta in meno di un anno) gli incentivi alle rinnovabili proprio nel momento in cui gli italiani hanno rinunciato al nucleare, assomiglia tanto al classifco effetto boomerang. Se non ci garantiamo ora una alternativa all’energia prodotta dagli idrocarburi rischiamo di pagarla cara più avanti.

Ma non solo. Di effetto boomerang possiamo parlare anche per il fatto che il taglio del 30%, così come è scrittto il provvedimento, riguarda anche i 500 milioni che gli italiani pagano per sostenere le famiglie più disagiate, sgravandole di una parte della loro spesa per le bollette. Quindi, le famiglie più povere con questo provvedimento pagherebbero di più luce e gas, mentre avrebbero uno sconto le famiglie, diciamo così, benestanti. E’ quello che voleva il governo?

Per non dire che il taglio riguarderebbe anche la ricerca nel settore (ma non sarebbe la prima volta in questi anni), nonché le agevolazioni destinate alle Ferrovie, grande consumatrice di energia. Ma costretto a spendere di più l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti non sarà costretto ad aumentare le tariffe? E, infine, che dire del taglio del 30% alle agevolazioni per i produttori di energia nelle piccole isole, voce sotto la quale l’anno scorso la Lega con un blitz fece inserire anche i distributori di energia elettrica nelle regioni del Nord? Una vera beffa da parte del ministro Tremonti!


Nuovo piano energetico nazionale

mercoledì, giugno 29, 2011

Il quotidiano Libero di oggi parla, per la prima volta, di “puntare sulle fonti rinnovabili per dare la scossa al Paese”. Incredibile ma vero. In anni di rassegna stampa non si era mai visto un articolo del quotidiano di Maurizio Belpietro schierarsi così a favore dell’energia alternativa.

Ogni commento è fuori luogo. C’è forse da crederci veramente?

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Fiere dedicate all’energia rinnovabile: il cambiamento è d’obbligo

lunedì, giugno 27, 2011

Anche per il settore delle rinnovabili, come già successo per quello dell’high tech, dell’elettronica o di altri settore più maturi, è giunto il momento di “creare valore al settore attraverso gli eventi fieristici”. Piccoli eventi, spesso di carattere prettamente locale (ad esempio Solarexpo che oggi è a Verona ma che ha visto gli albori a Vicenza), cresciuti a dismisura in questi anni, di pari passo con l’evoluzione frenetica del mercato e che spesso hanno solo risposto alla domanda di servizi. Oggi è giunto il momento, anche per gli enti organizzatori, di cambiare la mission degli eventi ed essere portatori di reale valore, diventando  sempre di più contenitori e divulgatori di innovazione e non limitarsi ad affittare spazi espositivi e fornire servizi. Quello delle rinnovabili è un settore troppo giovane e, le continue strumentalizzazioni di cui spesso soffre, non sempre giovano al suo sviluppo e alla sua affermazione presso un pubblico non di settore.

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Va avanti il nucleare spagnolo

lunedì, giugno 27, 2011

Da Barcellona

PictureIn plaza Catalunya a Barcellona Los Indignados dormono sugli alberi e tra gli slogan, anche il no all’atomo e alla politica di Zapatero sul nucleare. Oggi, in tutta la Spagna, le centrali nucleari sono 8, per un totale di 10 di cui 2 attualmente dismesse.

Il programma nucleare, scelto da Madrid negli anni ’60, fornisce oggi al paese circa il 20% del fabbisogno nazionale ed è dal 1983 che non vede la costruzione di nuovi impianti, nel rispetto di una moratoria sull’atomo. Moratoria che però non vieta l’ampliamento o la messa in sicurezza delle centrali esistenti e, per questo, il Governo Zapatero ha deciso di dare “priorità nazionale al pieno funzionamento degli impianti esistenti”. Solo nella scorsa primavera però il Governo di Madrid aveva annunciato di voler dismettere le centrali entro il 2014. Oggi, una sola centrale verrà chiusa entro il 2013, le altre dovranno funzionare a pieno regime. Anche il programma energetico spagnolo, dopo il pasticcio degli incentivi alle rinnovabili che sono stati tagliati a progetti già avviati con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di intere fabbriche, non gode certo di chiarezza e continuità.

Il Chianti si sposa col sole, sul tetto

venerdì, giugno 24, 2011

L’azienda vinicola Cantina dei Colli Fiorentini di Montespertoli si dà al fotovoltaico. In Toscana la green economy del vino

Vigneti a Panzano in Chianti (Greve in Chianti -FI) (14-08-09)Se per fare un buon vino ci vuole tanto sole, per fare agricoltura sostenibile ci vogliono anche gli specchi fotovoltaici. Ed è proprio di pannelli in silicio che la Cantina dei Colli Fiorentini di Monterspertoli, in provincia di Siena, si è dotata per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Per fare del buon vino, si sa, serve anche tanta energia e il primo produttore di Chianti, con 35.000 ettolitri annui che fa parte di Confcooperative Firenze Prato, è il primo del suo genere a utilizzare un impianto di questo tipo. Impianto che produrrà circa il 50% di energia con i suoi 318 kW/h di potenza e fornirà corrente alla cooperativa. Con un doppio risultato: ridurre di 530 tonnellate l’immissione annua di anidride carbonica nell’atmosfera e risparmiare 60 tonnellate di combustibile.

Il primo esempio di cantina cooperativa che in Toscana produce energia pulita e che fa parte di un progetto più ampio di agricoltura sostenibile per la zona di Montepulciano. Anche la Salcheto di Montepulciano sarà protagonista del Seminario Estivo 2011 della Fondazione Symbola, che si terrà al teatro Poliziano dal 30 giugno al 2 luglio e che sarà dedicata alla Green economy del vino. La Salcheto è la prima cantina off-grid, ovvero scollegata dalle reti di distribuzione energetica grazie ad un progetto di efficienza energetica.

Biomasse: le grandi dimenticate

venerdì, giugno 24, 2011

Lunedì 28 giugno a Milano, la presentazione del Biomass Energy Report del Politecnico di Milano

Montagna di cippato dell'impianto della TCVV a Tirano, in Valtellina

“Il sistema industriale italiano nel business delle biomasse: quale ruolo nel futuro energetico del nostro Paese”, questo il titolo del convegno che lunedì 28 giugno l’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano presenterà nella sede di via Durando.

Un quadro aggiornato dei trend tecnologici più rilevanti, delle evoluzioni attese del mercato delle biomasse, delle strategie dei principali operatori e delle dinamiche competitive che caratterizzano questo settore industriale che va dalla produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione dei residui agroforestali, dei rifiuti o degli oli vegetali, alla produzione di biogas, di biodiesel e bioetanolo.

Un settore che oggi, secondo i dati dell’Associazione italiana delle energie agroforestali (Aiel), conta 13mila imprese, 35mila addetti e che ha un fatturato annuo di circa 5 miliardi di euro.  Un comparto dell’economia italiana che secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia durante gli Stati Generali del legno di Verona: “è destinata a raddoppiare. Il calore ricavato da biomasse triplicherà e il 45% di tutta l’energia rinnovabile dovrà pervenire dalle biomasse”.

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Elettronica Santerno e le abitudini italiane

mercoledì, giugno 22, 2011

Cresce l’allarme dei sindacati per i 200 lavoratori di Elettronica Santerno

E’ ormai un copione già visto quello di aziende italiane, sane, profittevvoli e ben avviate che vengono vendute ad aziende straniere. E, il fotovoltaico, non è fuori da queste abitudini di casa nostra. Il Gruppo padovano Carraro, secondo quanto riportato dai quotidiani locali di Vicenza e Verona, ha infatti affidato a Morgan Stanley un mandato per gestire la cessione di Elettronica Santerno che riguarda la business unit legata al fotovoltaico. Probabile acquirente del “gioiello” di casa Carraro, il fondo inglese Barclays. Un “gioiello” che ha realizzato nel 2010 circa il 20% dell’intero fatturato consolidato di Carraro e buona parte della marginalità, con ricavi per 144 milioni e un Ebitda di 34 milioni: un esercizio eccezionale per la controllata, con il giro d’affari più che triplicato, grazie alla crescita del fotovoltaico in Italia e alla maggiore penetrazione nel mercato tedesco. Santerno è oggi specializzata negli “inverter”, i convertitori elettronici di potenza ed oggi impiega circa 200 lavoratori in provincia di Imola con un consistente indotto in tutta la zona.

Per la Fiom Cgille dichiarazioni sulla ricerca di potenziali acquirenti, con la pesante esposizione bancaria del gruppo, destano forti preoccupazioni per il futuro dell’Elettronica Santerno. Nel corso di questi anni l’acquisizione dell’azienda imolese da parte del gruppo italiano Carraro ha permesso, anche grazie alle competenze presenti nel territorio, di realizzare una forte crescita sia in termini di fatturato che di occupazione”.

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Il sogno di Maria e un campo fotovoltaico

martedì, giugno 21, 2011

Il rilancio sulle rinnovabili da parte del Governo non ferma i ricorsi delle aziende del settore e di SOS rinnovabili

Una piccola storia banale di un progetto andato in fumo. Come tanti, probabilmente”. Così Maria, 36 anni, mi racconta con grande amarezza il suo sogno che non c’è più e che, da sempre, avrebbe voluto realizzare. Una ragazza con un sogno, questa volta non una casa, non un posto fisso ma un campo fotovoltaico da realizzare nell’azienda agricola di famiglia. Ed è proprio grazie alla sua famiglia che Maria coltiva questo desiderio, con suo padre, morto nel 1993, ingegnere che già allora conosceva le energie rinnovabili. Forse un sogno anomalo per una ragazza di 36 anni ma anche una ragazza di questa età vuole fare l’imprenditrice e guardare lontano, quando la terra, il granaio d’Italia della provincia di Taranto, non rende più.

Maria Tripodi, titolare di un'azienda agricola in provincia di Taranto

Il grano oggi vale sul mercato 20 euro a quintale: quest’anno il nostro bilancio si è chiuso, come ormai da tempo, in perdita. 5000 euro il guadagno, 5000 euro le spese al netto dei costi di manodopera”. “Lei capisce”, mi spiega Maria, “come sia impossibile andare avanti in questo modo. Mi occupo di questa azienda da quando ho 25 anni e con mio fratello, con cui condivido la gestione dell’azienda agricola, non vediamo prospettive. Così, a novembre 2010, abbiamo dato il via a questo progetto ambizioso ed entusiasmante: ottenere la Tica (Testo integrato delle connessioni attive) per 4 campi fotovoltaici contigui, per un totale di 50 ettari in grado di produrre 20 Mw di energiaChe io sappia uno dei più grandi campi con un unico proprietario e un unico progetto mai realizzati in Italia”.

Non le sto a parlare di costi”, aggiunge Maria. “Si è trattato di un investimento davvero ingente, i risparmi della nostra famiglia, senza chiedere nulla alla banche. Ma le potenzialità c’erano, le società che si dichiaravano disposte a comprare i progetti anche e, da parte mia, anche i sogni.  Con i guadagni che il conto energia assicurava – allora –  avrei finalmente potuto rilanciare l’azienda agricola della nostra famiglia”.

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Dall’Associazione Banche italiane: rinnovare il credito alle energie rinnovabili

venerdì, giugno 17, 2011

Convegno ABI a Roma sullo stato del settore e sui finanziamenti da parte delle banche

Si è chiuso ieri, a Palazzo Altieri, il Forum dedicato al tema del credito nel settore delle energie rinnovabili, che ha messo a confronto il mondo dell’economia, quello della finanza, la politica e le industrie.

E’ indispensabile aiutare il settore delle rinnovabili. ristrutturando i finanziamenti già concessi, circa un miliardo per chi ha subito la riduzione degli incentivi“. Questo quanto dichiarato nel corso del Forum “Green Energy, rinnovare il credito alle energie rinnovabili“ da Giovanni Sabatini, direttore dell’ABI, che ha aggiunto: “ci impegniamo a favorire il processo di ristrutturazione delle operazioni di finanziamento concesse per la realizzazione degli impianti solari fotovoltaici che entrano in esercizio dopo il 31 maggio 2011 stipulate o deliberate sulla base delle tariffe definite dal terzo Conto Energia”.

Secondo le stime dell’ABI i finanziamenti riguardano soprattutto impianti in costruzione che entrano in esercizio dopo il 31 maggio e ammontano a circa un miliardo di euro.

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Ecosostenibilità: questa sconosciuta per gli italiani

venerdì, giugno 17, 2011

Un’indagine di TNS presentata al Forum della Comunicazione

Sanità e impiego sono i due temi più a cuore dei cittadini europei. Sviluppo ecosostenibile e protezione dell’ambiente sono solo dopo il settimo posto, con appena un italiano su 2 in grado di “spiccicare parola” sul significato di eco-sostenibilità.”, è ciò che emerge da una recentissima indagine presentata da Stefano Carlin, direttore del business TNS Italia nel corso dell’ultima edizione del Forum della Comunicazione, tenutosi a Roma l’8 e il 9 giugno scorsi.

Lo studio di TNS è stato effettuato su più di 6000 consumatori in 6 Paesi Europei (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Olanda) con l’intento di valutare il punto di vista del consumatore su ecosostenibilità e impatto ambientale, nelle percezioni, nelle abitudini di vita e nelle scelte quotidiane di acquisto e consumo (Maggio 2011 – TNS -  Does sustainability means green?).

Un primo quadro della situazione era emerso già qualche anno fa (2009), attraverso lo studio di Eurobarometro (Fonte EB n.256 –  Attitudini degli Europei  nei confronti di produzione e consumo sostenibile), che TNS effettua, nella sua fase qualitativa, per la Commissione Europea.

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