Archivio di maggio, 2011
Operatori stranieri del fotovoltaico e risarcimento danni: ancora nessuna risposta dal Governo
martedì, maggio 31, 2011Il Photovoltaic Operators Investors, che include diverse aziende come Martifer Solar, Aes Solar Energy, Akuo Energy, Fotowatio Renewable Ventures, Solarig N-Gage e Wurth Solar ha aperto, lo scorso fine aprile, una procedura – anche con funzione preventiva – contro lo Stato italiano sulla base dell’articolo 26 del Trattato sulla Carta dell’Energia firmato a Lisbona il 17 dicembre 1994.
Di seguito, l’intervista a Pedro Gomes Pereira, Amministratore Delegato di Martifer Solar Italia con un aggiornamento sulla situazione, ad oggi
Come Photovoltaic Operators Investors avete scritto al Governo per chiedere una revisione del quarto Conto energia perché, secondo voi, viola il Trattato internazionale sulla carta dell’Energia. Qual è stata la risposta?
Purtroppo ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta.
La vostra richiesta è di risarcimento danni che prevedeva anche la possibilità di rivolgervi ad un tribunale arbitrale, così come indicato dal Tribunale di Lisbona. Come intendete procedere?
La nostra lettera è stata inviata al Governo il 26 aprile e, due giorni dopo, al Presidente della X Commissione Industria del Senato Italiano, per una richiesta partita da loro. Secondo l’articolo 26 del trattato, dobbiamo aspettare 3 mesi per avere una risposta, in seguito potremo attivare i meccanismi del trattato che prevedono il ricorso ad un Tribunale Arbitrale Europeo. È questo ciò che intendiamo fare in caso di mancata risposta dal Governo entro la scadenza.
Inoltre, anche se abbiamo intrapreso questa iniziativa come azienda estera tramite la nostra casa madre portoghese, stiamo valutando una richiesta di risarcimento danni anche qui in Italia, ovviamente rispettando il principio giuridico del ne bis in ibidem (ossia non due volte per la medesima cosa).
Ossessione rinnovabili (2)
lunedì, maggio 30, 2011Per la rubrica “Le notizie hanno la memoria corta” allego il link all’articolo del Corriere della Sera di oggi a firma Massimo Mucchetti, a integrazione del post del 20 maggio 2011 dal titolo “Ossessione rinnovabili”, dove mi riservavo di pubblicare ulteriori aggiornamenti su “le rinnovabili e il caro bolletta”.
Green job: professionalità e determinazione
venerdì, maggio 27, 2011La storia di Michela Pasquarelli, architetto
In occasione della giornata di chiusura di Image, l’evento tenutosi a Torino dedicato alla formazione manageriale dei professionisti della Green Economy, ho voluto intervistare Michela Pasquarelli, architetto romano, per testimoniare direttamente cosa vuol dire oggi essere un “professionista del costruire sostenibile”. Una professione non facile dove spesso l’approssimazione è di casa e dove manca ancora, troppa, informazione.
Bio o bioarchitetto? “L’importante”, mi spiega Michela Pasquarelli, architetto romano, “è fare bene il proprio lavoro e sapere che quello che si sta facendo è utile a tutti”. Michela ha 39 anni, è madre di 2 figli, un maschio di 5 anni e una bambina di 1 ed è regolarmente sposata. Insomma, come dice lei, “sono una donna normale, una donna che da oltre 10 anni si occupa di costruzioni ecosostenibili o, come è di moda definirla ora, di bioedilizia”.
Un fiume in piena di parole Michela, quando racconta con grande entusiasmo di “non perdere la fantasia perché anche la bioedilizia è vicina al traguardo del riconoscimento,a tutti gli effetti, del costruire moderno”. “La domanda”, mi dice, “è tanta, si tratta solo di stringere i denti ancora per poco e poi sarà una realtà anche in Italia”.
Un punto di vista importante quello di Michela che ha iniziato la sua carriera, dopo una Laurea in architettura, quattro anni di pratica presso studi di ingegneria e poi, tanto, tanto cantiere, quando ancora l’architettura sostenibile era all’inizio. “Erano in pochi ad investirci”, spiega Michela, “e quei pochi facevano pure il lavoro con scarsa professionalità e senza che nessuno potesse controllarne i risultati. Questo, negli anni successivi, ha portato alla perdita di fiducia verso l’intero settore che si sta riprendendo solo oggi grazie alle nuove normative sull’efficienza energetica e sul costruire usando materiali che non impattano sull’ambiente”.
A Torino ritorna il Festival CinemAmbiente
venerdì, maggio 27, 2011
Dal 31 maggio al 5 giugno 2011, a Torino, si terrà la 14a edizione del Festival CinemAmbiente
Nell’anno dello tsunami e dell’esplosione della centrale nucleare di Fukushima gli organizzatori hanno voluto idealmente dedicare questa edizione del Festival CinemAmbiente al Giappone, ricordandolo nei manifesti con le gru di carta, un origami giapponese simbolo di lunga vita e augurio di pronta guarigione.
Se anche voi volete esprimere la vostra solidarietà e vicinanza al popolo giapponese, potete realizzare una gru di carta, seguendo le istruzioni, e consegnarla nel centro di raccolta al Cinema Massimo in via Verdi 18 durante i giorni del Festival.
I fogli con le istruzioni da seguire per realizzare l’Origami sono disponibili in tutte le location del festival, nell’edizione diTorino7 – La Stampa dedicata a CinemAmbiente, oppure scaricabili qui.
Quest’anno, ospite d’eccezione sarà Michael Cimino in veste di Presidente della Giuria del Concorso Internazionale Documentari.
Circa un centinaio i film selezionati in programma tra cui diverse anteprime nazionali come il divertente Solartaxi Around the World che racconta il giro del mondo di un ragazzo svizzero su un’automobile solare. Di grande interesse cinematografico e civile, l’anteprima mondiale di Polvere di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller sulla vicenda Eternit-amianto su cui il film rivela nuovi inquietanti scenari.
Attenzione particolare è poi dedicata alle foreste a cui è dedicata l’intera edizione 2011. A CinemAmbiente, sei dei più bei film su questo tema e l’anteprima italiana Of Forest and Man di Yan Arthus Bertrand, narrata da Paola Maugeri anch’essa in Giuria con Cimino e Mario Tozzi. Lo scienziato e conduttore televisivo di Gaia, presenterà, tra gli altri, il suo Itali@mbiente, documentario relizzato con i contributi video girati da sempblici cittadini.

Il programma della manifestazione si può consultare sul sito www.cineambiente.it
Car sharing a Milano: un progetto rimasto nelle intenzioni
giovedì, maggio 26, 2011
Oggi, posso scegliere la Smart per un pomeriggio di shopping con le amiche e, così come riportato dal sito dell’ATM dedicato al servizio di carsharing GuidaMi, parto da Cadorna e, percorrendo corso Garibaldi, corso Venezia e corso Buenos Aires, fino a tornare poi in Cadorna, spendo circa 9 euro. Se invece, come nel mio caso, voglio partire da Cinque Giornate, parcheggiare in Largo Richini, per fermarmi in corso di Porta Romana e poi, raggiungere Corso Europa, ho già qualche problema.
Secondo la cartina dell’ATM che indica dove sono ubicati i parcheggi, posso disporre di un’auto in Cinque Giornate, angolo Premuda, parcheggio indicato solo dalle strisce gialle a terra, dove spesso parcheggiano anche altre automobili e, difficilmente trovabile perchè non c’è il cartello GuidaMi ma solo un divieto di sosta. Se da lì devo raggiungere Largo Richini, Università Statale, per andare in corso di Porta Romana, ho qualche problema di parcheggio. Nel luogo indicato dalla mappa dell’ATM c’è sì un’area destinata ai veicoli elettrici (con una centralina A2A per la ricarica elettrica) ma nessuna traccia di cartelli GuidaMi. Se invece voglio fermarmi in via Larga, di fianco alla sede del Comune non c’è problema, così come di fianco alla sede dell’Assessorato alla Mobilità di piazza Beccaria. In Largo Bersaglieri è disponibile un posto auto per chi usa GuidaMi così come in via Larga, angolo Palazzo Reale dove due sono le auto a disposizione degli abbonati.
Un servizio che, come dichiarato nelle 100 cose fatte da Letizia Moratti alla voce “Viaggiamo più veloci e sicuri”, è il primo in Italia e conta una flotta di circa 100 auto, oltre 60 parcheggi, 3500 iscritti. Servizio tra l’altro implementato, secondo quanto riportato dall’ATM, lo scorso mese di marzo e che prevede, entro l’estate 2011, un totale di 70 parcheggi disponibili.
La lampadina fluorescente esausta dove la metto?
mercoledì, maggio 25, 2011Al via la campagna di sensibilizzazione del Consorzio Ecolamp in collaborazione con Mondadori
Ogni anno vengono immessi sul mercato italiano 130 milioni di lampade a basso consumo di energia ma dal giugno dell’anno scorso tutti i cittadini possono consegnare gratuitamente ai negozianti le lampade fluorescenti esauste, quando ne acquistano una nuova equivalente.
Ed è proprio il ritiro 1 contro 1, previsto dal Decreto Ministeriale 65/10 che Ecolamp - il Consorzio senza scopo di lucro che si occupa della raccolta e del trattamento delle sorgenti luminose a basso consumo esauste – vuole promuovere con una ampia campagna di informazione, presentata oggi presso la sede della Mondadori.
Un milione di shopper personalizzate con il vademecum sulla corretta raccolta differenziata delle lampade a basso consumo saranno distribuite presso 521 punti vendita Mondadori e, contemporaneamente, verrà avviata una campagna multimediale su stampa, radio, web e unconventional media.
Se la nostra lampadina a risparmio energetico ha smesso di funzionare innanzitutto è importante sapere che non dobbiamo mai buttarla nella spazzatura perchè contiene una piccola quantità di mercurio ed è quindi un rifiuto pericoloso.
I green jobs al femminile
martedì, maggio 24, 2011Michela, Carmen, Anna Maria e Fulvia si raccontano a Quinto Elemento TV, media partner di Image, l’evento sulla formazione del management della green economy che si terrà a Torino il prossimo 26 e 27 maggio, organizzato da Greenews.info e Eco. Ridurre l’impatto ambientale genera business. L’economia sostenibile è un’opportunità di rilancio imperdibile per il nostro Paese. Ma quali sono le competenze necessarie per vincere questa sfida? Quali sono i green jobs?
E soprattutto: come vanno formati i futuri manager, gli operai e gli operatori dell’economia verde? Quale dovrà essere, cioè, “La formazione per le professioni della green economy”?
Per informazioni e per scaricare il programma dell’evento: http://www.workshop-image.it/
Via…col vento
martedì, maggio 24, 2011La danese Vestas, produttrice di pale eoliche, mette in cassa integrazione 9 dipendenti
Anche per il vento soffia aria di crisi occupazionale. Il colosso delle turbine eoliche, la Vestas, leader mondiale nella produzione di sistemi high tech per la produzione di energia eolica con più di 43.000 turbine in 66 paesi, ha dichiarato lo stato di crisi per lo stabilimento di Taranto. Crisi iniziata l’inverno scorso che ha portato, dopo lunghe trattative con i sindacati, alla cassa integrazione di 9 dipendenti. Inizialmente la proposta fatta dall’azienda riguardava 25 persone su un organico complessivo di 312 unità lavorative. Sono passati solo 6 anni circa, da quando la Gazzetta del Mezzogiorno del 2 luglio 2005 titolava “L’economia di Taranto “vola” tra le turbine di Vestas. Dopo l’Ilva la danese Vestas è la seconda azienda nell’area ionica per numero di occupati e il vento…..spinge Vestas a far ricoprire a Taranto un primario ruolo internazionale nel campo dell’energia eolica”.
Eco show: la green economy è di scena
lunedì, maggio 23, 2011
APPUNTAMENTO AL 24-25-26-27 MAGGIO 2011
PER LA SECONDA EDIZIONE DI ECOSHOW
email: diretta@ecoshow.it
sms: 338.15.57.670
Sul palco si alterneranno scienziati, esperti internazionali, in un dialogo che fornirà ai cittadini interessati risposte e indicazioni chiare per famiglia e attività professionale: risparmio energetico, casa ecosostenibile, riciclo e riutilizzo. Tra i tanti ospiti il premio Nobel Dario Fo (che già inaugurò la prima edizione), il presidente del Climate Parliament Graham Watson, Vandana Shiva, Mario Tozzi, Federico Butera…
Un nutrito gruppo di artisti attenti all’ambiente interverrà con performance live dedicate, sketch e video. Insieme a Jacopo Fo tra i tanti Eugenio Finardi, Luca Barbarossa, Caparezza, Sud Sound System, Modena City Ramblers, il comico Dario Cassini, i ruggenti conigli Antonello Dose e Marco Presta.
Per informazioni: info@ecoshow.it
Le piste ciclabili di Milano aspettano la breccia di Pisapia
lunedì, maggio 23, 2011Per una Milano sempre più bella da vivere, così recita il programma elettorale di Letizia Moratti e per questo riprendo, con il mio punto di vista, cosa merita di essere fotografato in questa città che ha voglia di primavera e di aria migliore.
Tra le 100 cose fatte da Letizia Moratti, ci sono le piste ciclabili! Guardare per credere.
Da “Le cose fatte di Letizia Moratti”: il Piano integrato di interventi per la realizzazione di nuove piste ciclabili, la messa in sicurezza e riqualificazione degli itinerari esistenti porterà Milano ad avere 131 km di piste ciclabili.





