Archivio di aprile, 2011

Corsi e ricorsi del nucleare in Italia

venerdì, aprile 29, 2011

Torna di attualità la storia di chi, da Scanzano Ionico, si oppone da anni al deposito

Nato a Scanzano Ionico nel 1976, segno dei pesci, laureato in Scienze Politiche all’Università di Bari, di professione, precario. Pasquale Stigliani nel 2003, anno in cui il Governo annunciò la costruzione a Scanzano Ionico (Matera) del deposito nazionale dei rifiuti nucleari chiesto dal Governo Berlusconi, aveva 27 anni. Oggi è un giovane consigliere comunale, eletto da 231 elettori di Scanzano Jonico e che, da sempre, è innamorato della sua terra.
Del resto, ci racconta, “ho potuto studiare grazie proprio a questa terra. Mio nonnno da bracciante è diventato imprenditore agricolo e, mio padre da operaio, mi ha consentito di laurearmi a Bari e di trasferirmi a Roma. La mia è una famiglia dove ho sempre respirato l’amore e il rispetto per il territorio in cui viviamo: la grande piana agricola del Metapontino conosciuta da tutta Italia per le fragole”.

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Quando la politica si impone all’economia, l’economia si ferma

martedì, aprile 26, 2011

Il settore delle rinnovabili resta al palo dopo solo cinque anni dai primi incentivi

“Anche il 18 aprile vi è stato l’ormai solito attacco di Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera al solare e alle rinnovabili che continua quella che sembra essere una vera e propria crociata senza diritto di replica, mentre gli investitori si stanno allontanando dall’Italia per Paesi più seri sul piano imprenditoriale”.

Così Giuseppe Vatinno, responsabile ambiente dell’Alleanza per l’Italia, è intervenuto sulle pagine del Corriere della Sera di oggi, 18 aprile, in risposta all’ultimo articolo di Mucchetti.

Premesso che, come Mucchetti scrive, un giornale deve fare informazione e il Corriere è stato tra i primi a informare i consumatori su quanto costa il sistema rinnovabili (il primo articolo risale al luglio 2010, quando solo Ortis ne denunciava i costi), gli investitori non si stanno allontanando dall’Italia per paesi più seri dal punto di vista imprenditoriale ma perché ritengono l’Italia inaffidabile dal punto di vista politico.

Secondo il rappresentante dell’Api, l’Italia sa essere un Paese virtuoso – ha gli incentivi maggiori perché sono iniziati dopo rispetto agli altri paesi – e, il concetto è squisitamente politico.

Grazie però ai concetti squisitamente politici il settore delle rinnovabili oggi è fermo, in attesa del nuovo piano di incentivi e, con esso, tante aziende e tanti lavoratori. Un comparto economico nato solo cinque anni fa, sotto il colore verde (promotore del primo conto energia fu l’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio) che, in questi anni, ha sempre scatenato polemiche e campagne media a favore o contro. Ricordiamo gli interventi del Professor Battaglia su le pagine de Il Giornale (oltre al suo libro con prefazione di Silvio Berlusconi) dove “sfatava” i falsi miti delle energie rinnovabili.

Miti veri o miti falsi e, schieramenti politici a parte, l’unica certezza è che nell’Unione Europea il settore delle rinnovabili dà lavoro a 1,5 milioni di persone: secondo la Commissione saranno il triplo nel 2020. Qualche giorno fa, il commissario all’Energia dell’Unione Europea, Gunther Oettinger ha invitato gli stati membri a raddoppiare gli investimenti, da qui al 2020. Vuol dire, per tutti, 70 miliardi all’anno per raggiungere la quota del 37% di energia pulita, oltre a 200 miliardi di euro per costruire la smart grid, ossia la rete elettrica intelligente in grado di supportare la produzione europea di fonti pulite.

In questo caso però, in questo Paese così virtuoso, a pagare saranno sempre i consumatori e in questo momento non c’è nessuna certezza su dove finiranno tutti questi soldi pubblici. Dal cilindro, i nostri politici potranno sempre ritirare fuori il nucleare o il carbone pulito e, decidere di non essere poi così virtuosi.

Eco consigli come enciclopedie

venerdì, aprile 22, 2011

Da Utet in regalo i 100 eco consigli solo se ricevi a casa un loro rappresentante

Oggi in tutto il mondo si festeggia la Giornata della Terra e per salvarla ognuno di noi potrebbe dare il proprio contributo mettendo in pratica piccoli gesti quotidiani: risparmiare l’acqua, evitare il consumo eccessivo di energia, fare la raccolta differenziata, raccogliere le lampadine esauste, portare i riifiuti ingombranti e pericolosi presso le aree dedicate e, tante altre piccole azioni quotidiane,

E, proprio le 100 azioni quotidiane per aiutare la terra tradotte in eco-consigli pratici, sono il claim della campagna media promossa da UTET, editori dal 1791, che invita a registrarsi presso il proprio sito o telefonando al loro numero verde, per ricevere gratuitamente il manuale “Eco-consigli”.

80 pagine, stampate su carta riciclata che si possono ricevere in regalo senza alcun impegno: questo quanto indicato sul sito in fase di registrazione. Bellissima e utile iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente che fa parte del progetto Ecosphera, promosso da Utet per la diffusione della cultura dell’ambiente.

Peccato però che si usa la diffusione della cultura dell’ambiente come ennesimo strumento di marketing per promuovere una casa editrice e i suoi prodotti, senza la dovuta trasparenza.

Esperienza personale di chi scrive è che, una volta registrato il proprio nome al sito, ha ricevuto la telefonata di un incaricato UTET che proponeva una visita a domicilio di un rappresentante. Visita che è stata rimandata ma che il giorno dopo è stata riproposta da un altro incaricato UTET che più chiaramente ha chiesto se eravamo intenzionati o meno a ricevere il rappresentante. La nostra risposta è stata negativa e, il risultato, assai deludente, è che non è mai arrivato a casa il manuale richiesto.

Ma non solo. Dopo qualche settimana siamo stati richiamati dalla stessa operatrice che ci ha comunicato di essere stati sorteggiati per un sondaggio su “la cultura in Italia” e che il lunedì successivo avremmo ricevuto la visita di un loro rappresentante. Alla domanda: “come avete avuto il nostro numero”, la risposta è stata: “non so, siete stati sorteggiati”. E’ interessante sapere che nel 2011 la cultura si promuove a sorteggio, con il porta a porta!

Premesso che, secondo quanto riportato da UTET, “l’omaggio non è condizionato ad alcun acquisto” ci chiediamo se, altri come noi, hanno ricevuto lo stesso trattamento. La buona volontà di chi vuole aiutare il pianeta forse non con 100 ma con qualche buona azione quotidiana, probabilmente viene meno dal momento in cui si sente preso in giro.

Se già la coscienza ecologica degli italiani e la conoscenza dei temi che riguardano l’ambiente, sono tra le più basse in Europa, certo non aiuta essere presi di mira dai venditori di enciclopedie che dovrebbero, forse, solo esplicitare meglio le condizioni di adesione all’iniziativa e non andare per tentativi.

La coperta è corta

giovedì, aprile 21, 2011

Da Palazzo Chigi: entro un anno la nuova strategia energetica nazionale

E’ deciso, il nucleare non vale la poltrona e il Governo ne annuncia il definitivo archivio. Soldi pubblici spesi inutilmente per la ricerca e la localizzazione dei siti che i contribuenti hanno già pagato e che, come sempre, nessuno mette in conto. E’ più importante salvarsi la faccia politicamente.

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L’Unione Europea richiama l’Italia al rispetto delle regole

martedì, aprile 19, 2011

Il 10 marzo Berlusconi prometteva entro poche settimane “certezza al mercato delle rinnovabili”

parlamento europeo a strasburgo

Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà l’ultima in cui l’Italia viene richiamata all’ordine dall’Unione Europea per il mancato rispetto delle Direttive europee in materia di tutela ambientale. Questa volta, il commissario europeo all’energia, Gunther Oettinger ha scritto al ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, per invitarlo, senza troppi giri di parole, “a intraprendere ogni sforzo per attuare la direttiva 2009/28/ce in maniera stabile e prevedibile e di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati”. Naturalmente nessuna risposta dallo Sviluppo economico che sta lavorando al testo del quarto Conto energia, varato dal governo il 3 marzo scorso in attuazione della direttiva 2009/28/ce, decreto che verrà presentato domani in Conferenza stato regioni.

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Porta la sporta

lunedì, aprile 18, 2011

dal 16 al 23 aprile settimana nazionale "porta la sporta"

Porta la sporta, dal 16 al 23 aprile, per abituarsi all’uso continuativo della borsa riutilizzabile abbandonando i sacchetti monouso.

Tra i partecipanti cento comuni, 12 province (Bergamo, Brescia, Como, Ferrara, Forlì Cesena, Lecco, Livorno, Pesaro-Urbino, Olbia-Tempio, Rimini e Trento) e decine di altri soggetti tra aziende, consorzi, associazioni e singoli esercizi commerciali.

Ulteriori dettagli sull’evento e su quali sono i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa su http://www.portalasporta.it

Vivere e Pensare in Carta e Cartone

venerdì, aprile 15, 2011

Dal 12 aprile al 29 maggio 2011  al Museo Diocesano di Milano
“Vivere e Pensare in Carta e Cartone, tra Arte e Design”, questo il titolo della mostra che farà il punto sull’estetica della carta, riciclata e non solo, con 23 designer di  profilo anche internazionale, come Frank O. GehryShigeru BanNicoletta SavioniGiovanni RivoltaSandra Di GiacintoGiorgio CaporasoMarco Giunta, e 21 artisti tra cui Sabrina Mezzaqui,Perino&VeleChris GilmourAngela GlajcarPietro Ruffo impegnati nell’interpretare i propri progetti creativi attraverso la carta e il cartone.

Per informazioni: www.comieco.org

Efficienza creativa

venerdì, aprile 15, 2011

Premiati i concorrenti di Rock the Wall – Un muro di energia creativa

“Una casa senza isolamento, non è una vera casa”, questo il claim del poster pubblicitario vincitore del concorso rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni, a cui è stato chiesto di sviluppare un’idea creativa sul tema del risparmio e dell’efficienza energetica.

Ma anche il “Porcello solare”, “L’energia non cresce sugli alberi”, “Hai paura del buio”, “Sprecare energia è un crimine”, “Risparmiaci il tuo spreco”, “Amore, spegni la luce”, sono alcuni dei duecento slogan coniati dai giovani pubblicitari che hanno partecipato al concorso “Rock the Wall – Un muro di energia creativa, promosso da Rockwool, azienda leader a livello mondiale nelle tecnologie per la lana di roccia, in collaborazione con Legambiente e Pentapolis.

Ai partecipanti era stato richiesto di elaborare, in forma individuale o in gruppo, dei poster in formato 50×70 cm per promuovere la diffusione di buone pratiche in tema di efficienza energetica. Due le categorie in concorso: Risparmio energetico, inteso come elemento fondamentale del processo di ripensamento culturale necessario per modificare il vissuto della società e degli individui, attraverso un uso intelligente delle risorse, e Isolamento termoacustico.

I due lavori, premiati a Milano all’ATM Bar di Bastioni di Porta Volta, in occasione della settimana del Design, sono stati realizzati da Lara Giorgini (genovese, 23 anni), e da due brillanti studenti dell’Istituto italiano design di Perugia: Riccardo Rossino (Scili – Ragusa, 29 anni) ed Elisa Lamesi (Assisi, 27 anni).

Concorso Rock the Wall

Guarda tutti i lavori su www.rockthewall.it

Mai nel mio giardino ma allora dove?

venerdì, aprile 15, 2011

Presentati a Roma i risultati del Nimby Forum 2010

Impianto a biomassa

Sono soprattutto le centrali elettriche alimentate a biomassa quelle che piacciono meno agli italiani (+20% rispetto al 2009), seguite dalle torri eoliche, dagli impianti fotovoltaici ed idroelettrici.  E’ quanto emerso dai dati dell’Osservatorio Media Permanente Nimby Forum pubblicati oggi a Roma, che ha analizzato la situazione delle contestazioni relative alle opere di pubblica utilita’ e agli insediamenti industriali sul territorio italiano.In Italia la sindrome Nimby (acronimo di “not in my back yard) cresce e, con un totale di 320 casi rilevati nel corso del 2010 (13,1 % in piu’ rispetto all’edizione del 2009), conferma l’opposizione degli italiani alla realizzazione di opere che dovrebbero sorgere sui loro territori. Le proteste sono al 58% quando si parla di settore elettrico, seguite dal 32,5% quando si tratta di rifiuti, dal 5,3% per le infrastrutture e un, 4,1% per gli impianti industriali più in generale.

“Dalla prima edizione, nel 2004, non è cambiato moltissimo. Sono aumentati i numeri, ma le dinamiche sono le stesse: poca comunicazione, media disinformati, aziende reticenti, scarsa partecipazione ai progetti, politica del consenso a breve termine” ha detto il presidente dell’Agenzia di ricerche, informazione e società (Aris), Alessandro Beulcke, presentando il Nimby Forum 2010, un rapporto che rileva come maggiormente coinvolte dal fenomeno delle proteste siano le regioni del Nord Ovest e del Nord Est (50%) mentre il Sud ed il Centro si stabilizzano intorno al 20-25%.

Tra le motivazioni alla base delle contestazioni, nel 24,6% dei casi c’è l’impatto sull’ambiente come prima causa, seguita dagli effetti sulla qualità della vita (19,4%) e dalla carenza di coinvolgimento (18%). Un altro aspetto ritenuto “importante” per il Nimby Forum è “la connotazione di tipo ideologico e politico” che la sindrome nimby è andata assumendo in Italia nel corso degli anni.

“Sempre più spesso -rileva il rapporto- guidano le proteste veri e propri movimenti strutturati o enti pubblici e politici locali che agiscono secondo la logica del Nimto (not in my term office – non durante il mio mandato elettorale) e che spesso strumentalizzano la sindrome del Nimby per puri fini elettorali”. “Alle spalle dei comitati, che confermano anche nel 2010 il loro primato con il 25,4%, si attestano, infatti, -aggiunge il rapporto- soggetti politici locali (nel 23% dei casi) non direttamente collegati alle Giunte dei Governi locali e, in terza posizione, i Comuni”. E, conclude lo studio, “non sempre l’appartenenza al medesimo schieramento è garanzia di unità d’intenti”.

Ed è soprattutto l’installazione di nuovi impianti in aree agricole quella che negli ultimi anni ha ricevuto le proteste più accese. Un esempio su tutti, l’Alto Adige, da sempre all’avanguardia per le politiche ambientali, che nei mesi scorsi ha detto stop all’uso indiscriminato dei pannelli solari nel verde agricolo. Secondo poi il movimento nazionale Stop al Consumo del Territorio, il business dei pannelli fotovoltaici e degli impianti eolici è diventato un escamotage per far rendere i terreni senza lavorare.

Allarme condiviso anche da Coldiretti, la Confederazione Italiana degli Agricoltori e da Slow Food, che più volte hanno denunciato il pericolo che siti di pregio paesaggistico e di produzione d’eccellenza stavano correndo. Insomma oggi è forse più conveniente dare i terreni in concessione piuttosto che produrre Barbera.

Il problema però è che di fronte all’incertezza dei propri elettori, i politici congelano i progetti che così facendo non si realizzano mai, nel giardino di nessuno.

C’è chi aumenta il fatturato e c’è chi perde il posto di lavoro

giovedì, aprile 14, 2011

Tutto il contrario di tutto quando si parla di industria del solare in Italia

“La scelta di acquistare il prodotto realizzato in Italia permette di mantenere il capitale nel paese nel quale è stato originato, in questo modo le aziende locali continuano ad investire sul territorio, a sviluppare tecnologie e soluzioni innovative, mantenendo i posti di lavoro e offrendo nuove opportunità ai propri lavoratori e all’indotto”. Questo, secondo quanto scritto in una brochure di uno dei tanti produttori italiani del settore fotovoltaico che però, stando agli ultimi comunicati delle rappresentanze sindacali di Piemonte, Liguria, Veneto e Toscana, non è ciò che sta accadendo sul territorio

Una puntata della sitcom Disokkupati andata in onda su Rai2 nel 1997, oggi più che mai attuale

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